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4. Pierre Paul Sauvin, Jagadis Chandra Bose e Galston
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Backster non è stato l'unico a sostenere che le piante manifestino reazioni a ciò che accade intorno ad esse.
Pierre Paul Sauvin sostenne che la sua pianta manifestò reazioni insolite quando egli ebbe un rapporto sessuale con la propria ragazza ad un centinaio di chilometri di distanza - in questo caso non si tratterebbe solamente di sensibilità delle piante ma addirittura di una forma di telepatia.
Già nella prima metà del XX sec. Sir Jagadis Chandra Bose di Calcutta condusse degli studi che lo portarono a convincersi che le piante fossero in grado di provare emozioni quali la depressione o l'euforia. Registrando l'elettricità emessa dalla pianta, fu in grado addirittura di assistere all' "agonia" di una pianta che, prima di morire, emetteva una relativamente forte scarica elettrica, quasi fosse il suo "ultimo respiro".
La possibilità che le piante possano avere delle reazioni che non si spiegano come effetti del contatto con determinate sostanze chimiche o condizioni fisiche, è stata analizzata dal botanico Galston il quale, dopo aver ripetuto più volte in diverse condizioni gli esperimenti di Backster, ha affermato di non aver ottenuto risultati simili. In effetti sembra che le acquisizioni teoriche di Backster non resistano ad una indagine scientifica rigorosa. Nella scienza la riproducibilità dei fenomeni è indispensabile per poter affermare che un fenomeno è autentico. Galston quindi avanza l'ipotesi che gli strumenti elettronici adoperati da Backster abbiano potuto subire interferenze ambientali di diverso genere.
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