[ « indietro ]     Ti prego di non farne parola con George, almeno per il momento, perché in caso contrario la sua salute ne riceverebbe un colpo talmente grande che non so se si riprenderebbe.
Dobbiamo tornare con la mente alla notte in cui ho ritrovato Henry, la notte di due mesi fa, quando eravamo ancora tutti riuniti in Scozia.
Come ti ricorderai, dopo le innumerevoli sparizioni avvenute nella nostra zona e dopo che mia nipote aveva visto un uomo alto , dai lunghi capelli scuri e occhi luminosi uccidere la sua vicina di casa, avevamo deciso di riunirci insieme, noi quattro, io, tu, Henry e George, in casa mia per organizzare turni di guardia e di difesa.
Quella fatidica notte era il turno tuo e di George, di vigilare, mentre io ed Henry dormivamo insieme nella mia stanza, non avendo il coraggio di chiudere occhio da soli.
Sapete entrambi che, ad un certo punto della notte, credo fossero le due o qualcosa del genere, non me lo ricordo esattamente, mi ero svegliato di soprassalto, sentendo un forte schianto che proveniva dal piano di sotto.
Quando avevo aperto gli occhi, Henry non era in stanza con me, ma era sparito, scomparso nel nulla, così mi ero alzato, insospettito, e, armato di piolo e martello, avevo disceso le scale attraversando la penombra del salotto.
Una volta arrivato in cucina, avevo trovato il vetro della finestra in pezzi sul pavimento, accanto al corpo dissanguato del nostro povero amico, ormai privo di vita.
Questo è ciò che avete visto con i vostri stessi occhi, quando siete rientrati pochi secondi dopo in casa, attirati dal mio urlo spaventato, e questo è ciò che ho sempre sostenuto, almeno fino ad ora.
Ma adesso, è giunto il momento di dire la verità, di come si sono svolti DAVVERO i fatti quella notte.
Vi ho mentito, e me ne pento immensamente.
In verità, le cose sono andate esattamente come vi ho sempre detto, almeno fino al momento in cui ho raggiunto la cucina, perché lì vi ho trovato Henry VIVO.
Anche lui si era svegliato per lo stesso motivo, tuttavia mi aveva preceduto di qualche minuto, udendo degli strani scricchiolii che gli pareva venissero dal tetto –e questo era vero, perché il mostro vi era atterrato sopra, raggiungendo l’unica finestra non sorvegliata, quella della cucina, strisciando lungo il muro: per questo non eravate riusciti a vederlo-.
Ricordo ancora il suo sguardo e le sue ultime parole, mentre mi diceva :
- Credo che il vampiro sia riuscito a entrare-
Stavo per obiettargli che non era possibile, che tu o George ve ne sareste certamente accorti, ma, proprio in quel momento, il mostro era piombato in un balzo dal soffitto della cucina, dove era rimasto appollaiato e nascosto fino a quel momento, direttamente sulla sua gola.
Io, pur attrezzato di quanto serviva per eliminarlo, ero rimasto immobile a fissarlo, incapace di emettere anche un solo respiro.
E poi, ero fuggito. Scappato, abbandonandolo al suo destino e correndo a chiudermi nella mia camera, finché non avevo sentito i suoi gemiti affievolirsi nel buio.
Allora avevo aperto di nuovo la porta ed ero ridisceso in cucina, trovandolo, questa volta, morto sul serio, ed avevo quindi urlato, con più forza che potevo.
Questa è la verità su quella notte.
Ed è per questo motivo che ho deciso di inseguire quell’assassino fino qui in Francia, dopo che aveva aggredito anche George, solo poche notti dopo la morte di suo fratello, e che tu, molto coraggiosamente, sei riuscito, al contrario di me, a salvare.
Volevo espiare in un qualche modo la mia colpa, la colpa di avere abbandonato Henry nelle mani di quella…Cosa, pensando solo a salvare la mia pelle a costo della sua.
E’ vero che mi ha salvato la vita quella notte, Alex. La sua morte ha lasciato intatte le vene del mio corpo, e non c’è vergogna più immensa per me che ammettere questo.
Ma ora la resa dei conti è arrivata, e pagherò per tutto questo…Quello che ho visto…
Sono stato a Notre Dame, oggi. Ho cercato il suo nascondiglio e l’ho trovato. Ma quello che vi ho scovato dentro…Dio mio, Dio mio, Alex. E tutto a causa mia.
Ti prego, vieni presto, è una cosa che non si può assolutamente esprimere a parole; nemmeno se fossi il più grande degli scrittori potrei trovare aggettivi o descrizioni adatte per spiegartelo.
Posso solo dirti di correre, al più presto. La mia vita è in un pericolo inimmaginabile.
LUI non è solo, Alex. Non è solo. Stavo per riuscire nel mio intento, avevo finalmente riportato alla luce la sua bara, in una cripta interrata nel sottosuolo, quando…Osceno, mostruoso…Mi prenderanno, adesso che l’ho scoperto. Stanno cercando vendetta, mi vogliono, sono tornati dall’aldilà per ghermirmi…Alex, ti prego, raggiungimi, salvami da questo delirio!
Ti allego una piantina del posto in cui si trovano le bare, nel caso nel frattempo mi succeda qualcosa…Sento un rumore al di fuori della finestra, mi sembra un grattare…Cosa sono questi tonfi sul tetto? Preghiamo che regga il materasso…
Devo trovare il modo di salvare questa lettera.

( firma illeggibile )

Parigi, 25 Luglio 2001
George.
Sono arrivato a Parigi sano e salvo, tuttavia c’era una sorpresa orribile ad aspettarmi: ti prego di perdonarmi per lo shock che sto per darti, viste le tue non ancora ottime condizioni, ma le circostanze non mi permettono di tacerti questo orribile fatto, al momento, dunque cerca di non agitarti troppo, e di trattenere il dolore.
I nostri sospetti erano purtroppo fondati: il nostro David è morto.
Questo il motivo per cui negli ultimi giorni non abbiamo ricevuto altre sue lettere: lo hanno ucciso.
La cameriera lo ha trovato la mattina del 19 Luglio, a quanto ho capito, visto il mio francese piuttosto stentoreo, riverso sul pavimento della camera, che era completamente a soqquadro.
Il gestore dell’albergo è andato comprensibilmente nel panico, visto che nessuno dei clienti, nemmeno quelli più vicini alla camera, aveva sentito un solo rumore, a parte qualche tonfo sul tetto, e noi sappiamo bene a che cosa fossero in realtà dovuti, non è vero?, e lui aveva un uomo morto dissanguato in maniera inspiegabile in una delle sue mansarde migliori…
Il poveretto ha chiamato la polizia e ha frugato e frugato in cerca di un indirizzo, o un recapito a cui scrivere per poterne certificare la morte, tuttavia nessuno ha trovato niente, e per niente intendo NIENTE DI NIENTE, nessuna delle nostre lettere che gli avevamo mandato, nessun documento…Tutto svanito, scomparso.
Non riesco a spiegarmene il motivo.
Ad ogni modo, non ho nemmeno potuto rendere l’estremo saluto al povero David, visto che, dopo soli 2 giorni, lo hanno sepolto.
Perché? In fondo il suo era un caso di omicidio…Eppure i commissari francesi hanno deciso di chiudere il caso velocemente così come era stato aperto: morte accidentale, hanno detto i dottori, ho visto il suo certificato di morte, e perciò si sono affrettati a tumularlo, per cancellarne rapidamente ogni traccia.
Credo che in loro, oltre il timore di una brutta pubblicità, sia insita un’arcaica superstizione: hanno visto tutti il suo corpo, me ne hanno mostrato delle foto che la scientifica aveva svogliatamente scattato: santo Dio, George, che cosa hanno fatto al nostro povero amico! E dico hanno, e lo sottolineo, perché i morsi presenti sul corpo di Henry erano un’inezia in confronto a quelli che hanno massacrato David. Ti giuro che se non fosse stato per il colore differente dei suoi occhi, particolare che ce lo ha sempre distinto, avrei stentato a riconoscerlo. Gli mancava anche un buon tratto di collo…Ma non parliamo di questo.
Dopo questo turbinio di mostruosità, ho avuto il tempo di sedermi e riflettere un poco: siamo rimasti soli George, adesso siamo solo tu ed io. Quella che era partita come un’unione di forze contro il male comune, si è risolta in una strage. Forse che il nostro sia stato solo un atto di superbia?Comincio davvero a chiedermi se sia il caso di continuare…Troppe persone hanno perso la vita in questa assurda impresa.
Il sole ormai è tramontato: dormirò qui, per stanotte, poi, domani, deciderò.
Abbi cura di te stesso e spranga porte e finestre con attenzione, mi raccomando.
Se è vero che quel diavolo è riuscito a raccogliere nuovi adepti, allora siamo davvero arrivati alla fine.

Alex

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di Elly