Questo culto ha origine nell'Africa equatoriale, più precisamente della regione compresa tra l'antico regno del Dahomey, il Togo, il Benin e il sud-ovest della Nigeria, dove vissero numerose tribù che avevano come idioma comune il "yoruba".
Oltre alla lingua, queste tribù dividevano tra loro molti tratti culturali e molte credenze religiose, specialmente quella per gli "orisha" che erano riconosciuti da tutte le tribù della regione.
Con l'intensa tratta degli schiavi, che si svolse dal secolo XVI al secolo XIX, per il lavoro nelle centrali di produzione dello zucchero, gli africani furono trasferiti a Cuba e la loro pittoresca e variopinta mitologia prese nome di lucumì.
Le divinità, chiamate orisha, ricordano molto da vicino gli dei dell'Olimpo greco in quanto sono un coacervo di vizi e difetti umani.
Il termine Santeria è un termine dispregiativo coniato dagli spagnoli per denigrare quella che, dal loro punto di vista, era solo un eccesso di devozione verso i santi da parte degli schiavi, considerati poco più che animali, che non riuscivano a comprendere il ruolo di Dio nella religione.
Per gli schiavi la Santeria era un comodo paravento dietro cui nascondere le proprie divinità, una soluzione per aggirare la pena prevista per chi adorava i propri Dei: la morte.
I praticanti spesso preferiscono altri nomi come Lukumi o Regla de Ocha.
Gli adepti della Santeria a Cuba, pur ammettento le similituidini e le comuni origini con Candomblé e Macumba brasiliani e il Voodoo haitiano, sostengono di non praticare la magia nera, ma solo quella bianca; in pratica esclusivamente: divinazione, e riti per favorire successi in amore, in ambito economico e di salvaguardia della salute o nella cura di malattie.
Litanie e formule liturgiche sono presumibilmente in lingua Yoruba (della famiglia di lingue nigero-congolesi) che in realtà pochi capiscono ma vengono recitate a memoria e le pratiche private sono improntate sul culto dei morti e degli antenati ai quali si riserva un angolo della casa e si offrono cibo e bevande, specifiche per ogni santo. Presente anche il concetto induista-buddista della reincarnazione, in particolare per chi non pratica i rituali. Ci sono poi i rituali collettivi accompagnati dai tamburi con fenomeni di possessione, trance ecc.
Ogni cerimonia rituale, detta rogacion de cabeza, si apre con l'invocazione e l'offerta agli eggun e si svolge attorno alla boveda, un tavolino con sopra coppe per l'acqua e al centro una coppa più grande consacrata alla guida spirituale del santero.
Sulla boveda i santeri depongono fiori, sigari, rum, alcol aromatico (acqua di Florida), dolci, cibo e caffè. A volte anche una rosa rossa e un crocifisso.
La messa spirituale è una seduta pubblica in cui i partecipanti siedono intorno a un tavolo spesso tenendosi per mano.
Le cerimonie si svolgono dopo il tramonto e prima di iniziare ci si deve purificare con l'acqua di Florida.
Il santero parla con una lingua a metà tra l'africano e lo spagnolo, incomprensibile per chi non è un iniziato.
Invoca i morti con un bastone detto palo e prende le sembianze degli eggun che incontra nella stanza liberi di parlare e agire.
La cerimonia è arricchita da preghiere in tutto e per tutto identiche a quelle che si recitano in una comune chiesa cattolica e offerte propiziatrici.
Se c'è bisogno di divinare il futuro o di dare risposta a domande poste dai fedeli si ricorre a noci di cocco e a conchiglie, che vengono lanciate in aria e il loro modo di disporsi al suolo viene interpretato come segno di una ben precisa volontà.
Il sistema per predire il futuro usato dalla Santeria, conosciuto appunto come Regla de Ifà, funziona attraverso la "Tavola de Ifà" o di Orula (identificato con San Francesco d'Assisi) che è manipolata dal babalawo, categoria sacerdotale che può essere ricoperta solo dagli uomini.
I denominati "santeros" sia uomini che donne praticano la predizione del futuro quando il santo che hanno ricevuto in affidamento li autorizza per questa attività attraverso un sistema denominato Caracoles.
Sono molto frequenti le feste dedicate agli orisha con musica e balli, grande quantità di cibo e bevande. Le feste più importanti sono di solito quelle del 4 dicembre, giorno dell'orisha Changò.