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Senza alcun dubbio la Chiesa è stata da sempre la più grande studiosa della magia in generale.
Voci parlano di testi esoterici, grimori, saggi di occultismo, trattati di alchimia e quant'altro, nascosti nella biblioteca privata del Vaticano.
Sia come sia è innegabile che, quello che molti chiamano fede, per altri è magia e viceversa.
Esistono anche molte leggende di papi che abbiano scritto loro stessi testi di magia, formule magiche o incantesimi.
Uno di questi rituali magici è l'Esorcismo utilizzato da un prelato per scacciare la presenza e la possessione di un demonio da un essere vivente.
Pio XII, prima di essere eletto papa nel 1939, era nunzio apostolico (ambasciatore della S. Sede) in Germania ed ebbe modo di conoscere Hitler, questo fu il giudizio che ne diede a coloro che gli erano vicini:
“Dovrei sbagliarmi di grosso pensando che tutto questo possa andare a finire bene. Quest’uomo è completamente invasato; tutto ciò che non gli serve, lo distrugge; tutto ciò che dice e scrive, porta il marchio del suo egocentrismo; quest’uomo è capace di calpestare i cadaveri e di eliminare tutto ciò che gli è d’ostacolo. Non riesco a comprendere come tanti in Germania, anche tra le persone migliori, non lo capiscano e non sappiano trarre insegnamento da ciò che scrive e che dice”».
L'elezione al trono petrino non cambiò in nessun modo la pessima opinione che aveva del dittatore tedesco, anzi, Pacelli aggravò questo giudizio arrivando a ritenere Hitler un vero indemoniato, posseduto dal demonio.
Lo conferma, nelle deposizioni, anche un nipote del Pontefice.
Durante la guerra avendo avuto notizia di quanto accadeva agli ebrei in Germania e nei territori assogettati fece in modo di "invitare", tutti i luoghi appartenenti alla chiesa, a dare asilo e rifugio agli ebrei che ne facessero richiesta.
Di adoperarsi per nascondere e proteggere quanti più ebrei fosse possibile.
Pio XII non aveva modo di denunciare pubblicamente quanto stava accadendo, ne di condannare la cosa, perchè ogni parola che egli pronunciava contro il dittatore si ritorceva in una rappresaglia ulteriore contro ebrei e membri del clero.
Pare che in un estremo tentativo di fermare Hitler abbia perfino tentato un esorcismo a distanza, questa circostanza è confermata anche da diverse testimonianze agli atti del processo di beatificazione.
Supponendo, date le notizie che giungevano in Vaticano, che si ritenesse Hitler completamente preda del demonio, Pio XII tentò più volte di “liberare” l’anima del Führer dal diavolo, con tutte le invocazioni previste nel rito dell’esorcismo: «Nel nome di Gesù, satana, vattene… Tu che sei stato sconfitto nel mar Rosso da Mosè, tu che venivi scacciato da Saul grazie ai salmi cantati da Davide, tu che sei stato dannato nella persona di Giuda…».
Secondo l'opinione di padre Gabriele Amorth, esorcista tuttora in attività a Roma raramente una preghiera a distanza ha un effetto "liberatorio".
Alcuni dei requisiti necessari perchè un esorcismo abbia effetto sono: che la persona da esorcizzare sia presente e che sia consenziente. Certamente Hitler non era ne presente ne tantomeno consenziente e difficilmente reputabile cattolico.
Era al contrario abbastanza certo che Hitler fosse un satanista e che in lui la possessione satanica si manifestasse con la sua perfidia umanamente inspiegabile, quindi non era tanto stupefacente che Pio XII avesse supposto che un esorcismo avrebbe potuto sortire qualche effetto, il problema erano proprio forse i requisiti necessari mancanti.
La notizia degli esorcismi “a distanza” di papa Pacelli è stata confermata dal gesuita tedesco Peter Gumpel, che segue la causa di beatificazione, durante un recente dibattito sulla figura di Pio XII che si è svolto al Collegio Capranica.
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