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Riguardo al letargo o catalessi, nel passato si aveva molta più facilità a credere nell’esistenza di forme ’’attive’’ di catalessi.
Sant’Agostino - un Padre della Chiesa non certo sospettabile di simpatie per la stregoneria - racconta di un tale che:
’’…aveva ingoiato un veleno malefico mangiando del formaggio, e subito dopo si era disteso sul letto come addormentato, senza che lo si potesse svegliare in alcun modo. Dopo qualche giorno - come se si fosse svegliato da un lungo sonno - riprese conoscenza e narrò quello che lui credeva essere stato un sogno: era stato trasformato in cavallo e aveva portato viveri ai soldati di una legione. Verificarono infatti che era veramente avvenuto come aveva raccontato, sebbene a lui fosse sembrato solo un sogno."
Sostiene Agostino che:
’’…la fantasia dell’uomo, mentre egli pensa o sogna, si rappresenta innumerevoli generi di cose e, pur non essendo un corpo, assume con meravigliosa rapidità la forma dei corpi. Quando i sensi dell’uomo sono sopiti e stanchi, la figura corporea può essere condotta non si sa in quale ineffabile maniera alla presenza dei sensi altrui.
Così i corpi degli uomini giacciono vivi in un dato luogo, coi sensi chiusi molto più fortemente e tenacemente che nel sonno, mentre la fantasia appare, ai sensi di un’altra persona, a volte incorporata nella forma di un qualche animale, e l’uomo sembra a se stesso tale quale gli sembrerebbe di essere nel sogno."
Nel Medioevo l’esistenza di forme ’’attive’’ di catalessi, era quindi una concezione diffusa e accettata.
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