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I momenti detti di catalessi sono una costante che spesso si trova associata alla stregoneria.
Streghe che si ungono per il volo magico, e casi di stregoni che, come i Beneandanti, cadono in letargo senza unguenti, ma in ogni caso il letargo o stati catatonici sono parte fondamentale dell'esperienza stregonesca.
Dovendo scindere fatti reali/concreti da esperienze extracorporee possiamo dire che nel passato uno stregone o strega, sarà stato presente ad alcune riunioni reali, fisiche, raggiungibili a piedi, e probabilmente diurne, visto che non era semplice girare per i boschi la notte.
Queste riunioni posso essere minime, tipo incontri con altri colleghi del villaggio o del circondario, oppure più ampie, quando un paio di volte l’anno, ci sono incontri di tutti i "non cristiani" della zona, in feste più affollate.
Molte testimonianze affermano di incontri extracorporei che definiremo come sogni collettivi in cui l’adepto crede fermamente di recarsi ad una festa notturna, con riti e sesso.
Dunque stregoni e Beneandanti facevano in letargo, tutti lo stesso tipo di sogno, ciò era stimolato anche per alcuni dall'uso di sostanze che alteravano le percezioni.
In verità, è difficile per noi concepire il configurarsi di questa tradizione della catalessi come ferrea, inarrestabile spinta interiore.
Ci meraviglia, la ricchezza e soprattutto la consistenza intersoggettiva di questi "sogni", di queste "fantasticherie"; così come ci viene descritta dalle testimonianze riportate.
Questi sogni collettivi, questo fatto che tutti coloro che hanno in comune un certo tipo di credenze, facciano sogni simili, resta una grande stranezza storica, per noi quasi inconcepibile.
Come arrivavano a fare questi sogni?
Sembra ragionevole supporre che se non tutte, almeno una parte delle streghe confesse, si servissero di unguenti capaci di provocare stati di delirio allucinatorio.
Non è facile, tuttavia, estendere questa ipotesi anche ai Benandanti.
Costoro non fanno parola di unguenti: essi parlano soltanto di sonni profondi, di letarghi che li rendono insensibili, consentendo l’uscita "in spirito", ma che considerano del tutto "reali"; in pratica quello che definiremmo un viaggio astrale.
Le interpretazioni circa la catalessi sono sostanzialmente di due tipi: o si è supposto che streghe e stregoni fossero individui affetti da epilessia, o da isterismo, o da altre malattie nervose non meglio individuate; oppure si sono attribuite le perdite di coscienza accompagnate da allucinazioni, da essi narrate, all’azione di unguenti composti di sostanze soporifere o stupefacenti.
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