|
|
[ Torna a pagina: 1 » ]
“Ciao Josh, dicci tutto, che possiamo fare?” mi ritrovai a rispondere, con quale voce ancora me lo sto domandando, le altre due ragazze sorridevano al mio fianco, Nat con gli occhi fissi su Josh, come se fosse un appiglio nella tempesta, Alice con lo sguardo che vagava sugli altri occupanti la stanza, indugiando un poco su tutti, Josh rispose: “Ma guardate, se aveste voglia di sistemare il tavolo per il buffet….avrebbero dovuto farlo gli altri aiutanti, ma qui le cose stanno andando più a rilento del previsto…”
“Ci penso io!” disse subito Nat.
“Ah ok, grazie mille davvero, per qualsiasi cosa chiedi”
“Ok, tranquillo” e partì alla volta del famigerato tavolo,
“poi che altro?” disse tra se Josh “ehm, forse c’è bisogno di aiuto in cucina, non saprei, non beh dai fate finta di non aver sentito, ci manca ancora che mi mando in cucina a sudare quando siete tutte così in tiro” e fece un bel sorriso, quindi Alice rispose “ Ma non dai figurati ci vado io in cucina!”
“No, no davvero lascia stare” insistette lui, ma alice fu irremovibile: “Dai davvero io mi diverto un mondo a stare in cucina, è il mio secondo habitat, dico sul serio, lo faccio volentieri!” e si avviò, fu in quel momento che mi resi conto di essere rimasta “sola” in mezzo al nemico, quindi dissi velocemente: “E io che faccio?” ero abbastanza in ansia mentre Josh pensava, poi sorrise, un sorriso che non mi piacque affatto: “Beh, ho appena chiesto a Jamie di fare una selezione musicale per la serata, sai com’è, sono ospiti anche loro, non possono mica cantare tutta la sera, perché non gli dai una mano?”, mi sentii gelare il sangue nelle vene, quella era l’ultima situazione in cui avrei voluto trovarmi, cosa potevo rispondere? Ero stata messa con le spalle al muro, sentivo lo sguardo di Jamie su di me, conscia del fatto che mi stesse valutando, quindi feci buon viso a cattivo gioco, presi coraggio e risposi: “Ok, perfetto”, il sorriso di Josh si allargò e disse: “Bene allora siamo a posto, segui pure Jamie, lui conosce la strada” e così si congedò. Nel frattempo Jamie si staccò dalla parete contro cui era stato appoggiato fino in quel momento, e si incamminò verso la porta gettandomi uno sguardo veloce, mi ritrovai ad esitare, mi girai, ma poi mi mancò la forza per seguirlo e rimasi lì ferma per qualche secondo, fino a quando, ormai alla porta non si voltò e con un sorriso mi disse a voce non troppo alta in modo che gli altri non sentissero: “Coraggio, prometto che non ti mordo!” e mi strizzò l’occhio, a quel punto roteai gli occhi e lo seguii a malincuore come se fosse la peggiore delle punizioni, insomma perché le altre “lavoravano” tranquille e beate e io dovevo stare lì a seguire l’uomo dei miei sogni e ad avere la tachicardia? Non era affatto giusto! Però che bell’incedere aveva, così fluido nei movimenti, e…che bel fondoschiena, così ben modellato e tonico, e…cielo che gran caldo faceva, fortuna che la mia maglia era parecchio aperta, sennò avrei rischiato di soffocare. Persa com’ero nelle mie considerazioni mancò poco che lo sorpassassi, quando lui si era gia fermato sulla soglia di una stanza, mi ripresi e lui mi guardò con un filo di incertezza negli occhi, “Beh?” domandai io sulla difensiva, alchè rispose “niente” scuotendo appena la testa e abbozzando un sorriso, aprì la porta ed entrammo.
La stanza poteva essere definita una biblioteca, solo che al posto dei libri c’erano dischi di ogni sorta, certo la stanza non era grandissima, ma comunque rimasi senza fiato all’idea della mole di titoli presenti, Jamie si muoveva a colpo sicuro, come se sapesse gia dove andare a cercare, io invece mi fermai a osservare distrattamente la prima fila di scaffali, non saprei dire quanto tempo passò esattamente, però di certo so quel che accadde, fu un attimo, sentii una mano fredda accarezzarmi il collo da dietro e rimasi pietrificata, non respiravo neanche più, si fermo poi sul davanti, avevo lo sguardo fisso davanti a me, non osavo voltarmi, poi sentii il suo respiro vicino, sempre più vicino, finché non sentii le sue labbra sulla mia spalla nuda, indugiò un attimo poi delicatamente mi diede un morso, non fu proprio un morso in realtà, fu più che altro il gesto, sentii i suoi denti sfregare sulla pelle, quindi smise e sentii di nuovo le sue labbra, e poi si allontanò, mi girai con gli occhi semi sbarrati e i brividi, anche se faceva sempre più caldo, lo fissai, lui mi fissò, sorrise seducente e mi disse con la sua voce di velluto: “oops, ho mentito” e poi mi fece segno di precederlo, uscimmo dalla stanza e lui si chiuse la porta alle spalle, e in un attimo fummo di nuovo nel mondo reale.
Mi sentivo totalmente stordita, mi girava la testa come se fossi ubriaca, era un atteggiamento peraltro completamente sbagliato, non dovevo dargliela vinta. Va bene mi aveva morsa, va bene gli stavo morendo dietro, ma non dovevo dargliela vinta comunque, nossignore, io non ero mica un giocattolo con cui poteva fare i suoi comodi, o sì? In realtà non è che mi sarebbe dispiaciuto così tanto “giocare” però almeno volevo esserne consapevole, non che facesse tutto lui a suo piacimento, stavamo per rientrare nel salone quando decisi di porre fine alle mie questioni, quindi lo afferrai delicatamente per un polso, lui si girò stupito e a quel punto gli chiesi, nel tono più calmo e neutro possibile: “Ma si può sapere perché ce l’hai tanto con me?”, lui per tutta risposta girò gli occhi al cielo con espressione pensierosa, poi mi si avvicinò e all’orecchio mi disse in un sussurro: “Perché mi diverte”, poi si allontanò, mi sorrise e rientrò in salone, tranquillo, tanto ero io quella non riusciva più a camminare.
Quando varcai la soglia mi sentivo completamente al centro dell’attenzione, come se in fronte avessi scritto “hey gente Jamie mi ha appena morso una spalla e io avrei tanto voluto che continuasse”, mi guardai un attimo intorno certa del fatto di avere tutti gli occhi puntati su di me, la band aveva finito di sistemare il tutto, jamie parlottava con Josh mostrandogli i titoli scelti, ooooh CD, stanza, morso, ok basta, BASTA! E che diamine! Alice non si vedeva quindi era ancora in cucina e Nat? Ecco lei si che mi osservava, mi avvicinai a lei, e le dissi:
“Ciao, tutto ok?” alchè lei rispose,
[ Vai a pagina: 3 » ]
di Aelfa & Moondance
|
|
|
|