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Ero sicura che il locale di Josh sarebbe stato stupendo, ma non avrei mai immaginato quanto! Aveva l’atmosfera dark che tanto amavo…e non mancava certo di eleganza! Ero estasiata…e Nat, non era da meno. Ma il mio stupore fu nulla in confronto a quando vidi la band che doveva suonare per noi quella sera. Erano cinque e definirli belli era davvero ingiusto. Non avevo mai visto ragazzi con il loro fascino, ma su tutti uno era davvero incredibile: il chitarrista.
Non riuscivo più neanche a mettere insieme due pensieri in croce, tutto il mio mondo si era fermato a contemplarlo escludendo tutto il resto, salvo le canzoni che stava suonando e una fastidiosissima vocina che non la smetteva di spiegare, gongolare ed emettere risolini isterici,(nota a me stessa: la prossima volta ignorare Ivy). La canzone era qualcosa di difficile da rendere così a parole, era sì rock, ma anche così triste, e persa come ero in queste valutazioni mi accorsi in ritardo dei suoi occhi su di me. Fu come essere dentro una palla di vetro, quelle con la neve, e all’interno c’eravamo solo io e lui. Dopo un primo momento di audacia in cui lo fissai così intensamente da sorprendermi da sola, la vera me ritornò e riprese le redini della situazione, regalandomi i miei tipici sintomi: battito cardiaco accelerato, cielo! batteva talmente forte che abbassai lo sguardo sulla scollatura per verificare che non si vedesse anche da fuori. Bene, non si vedeva nulla! Ottimo! E una era a posto, poi che altro…coraggio analizza Sara analizza, oh mio Dio no, no no no, ti prego non farmi arrossire, troppo tardi. Mi sentii avvampare, per la miseria, minimo minimo sarò del colore della gonna di Nat! No che vergogna, e poi, sono io o qua dentro fa un caldo infernale? Guardai Nat, che era ancora in camicetta, Ivy, beh lei non faceva testo, ma con che coraggio poi riusciva ad andare in giro con quella scollatura? Tanto non avrebbe mai avuto nessuno di loro, questo era poco ma sicuro, e va bene, mi imposi di smettere di fare la serpe, e lui che fa? mi domandai. Oh mamma, non dovevo guardarlo, mi stava fissando ancora, mi vide sicuramente, rossa come uno stendardo medievale, ma dai che figuraccia, non è possibile! dovevo lavorare su questa cosa, era davvero insopportabile! si però dai anche tu tesoro mio smetti di fissarmi così! Dai, abbasso lo sguardo se lo abbassi anche tu, non vale però tu continui a fissarmi e io che faccio? Avevo bisogno di aiuto, qualcuno con cui parlare e sfogarmi, si, era proprio quel che mi ci voleva, così per riprendermi un attimo. No, JS sta venendo verso di noi, ma perché? Dai su, vai a cantare altrove ti prego, ah Ivy soffrirai e pagherai per averlo attirato da noi. Ok panico, P-A-N-I-C-O, e adesso? Nat! lei saprà sicuramente cosa fare, lei è tosta, no dai ti prego, Nat non puoi lasciarmi così, so che JS è assurdo e che tu hai tutte le ragioni del mondo ma ti prego non mi abbandonare, e adesso che si fa? A chi mi appoggio io? No dai non puoi anche sorridere così, coraggio BlueSoul, smetti di sorridere così, ti supplico.
Grazie al Cielo questo concerto si è concluso, non so quanto avrei potuto resistere ancora, con Jamie da una parte che mi osservava sorridendo, e con JS che cantava praticamente a un metro da noi facendoci ribollire il sangue nelle vene, e non di rabbia ve lo posso garantire. Nat è seriamente provata, e io anche, ormai (se al posto di ormai metti credo che?) non riuscirò mai più a giudicare attraente un ragazzo comune. Mi spiego è come bere la cioccolata calda: la adori, la veneri, poi un giorno qualcuno decide di fartela assaggiare con la panna sopra, e allora la cioccolata da sola perde tutta la sua attrattiva. Diverse ore dopo la serata volgeva finalmente al termine, la gente lentamente se ne stava andando ma noi ci fermammo fino a quando non se ne andarono proprio tutti, così da complimentarci con Josh e ringraziarlo a dovere per la splendida serata trascorsa. L’occasione arriva soltanto verso le 5 del mattino, quando il locale era ormai deserto, Ivy ci aveva lasciate intorno alle 4 e anche se eravamo stanche morte decidemmo di dare una mano a Josh a riassettare un attimo.
“Ragazze davvero non è necessario” ci disse lui gentilmente,
“Josh abbiamo passato il miglior sabato sera di sempre grazie a te, permettici di ricambiare seppur in piccola parte”, esclamai io.
“Guarda che non ci disturba affatto!”, aggiunse Nat sorridente.
“Ok, allora grazie”, concluse Josh.
Mentre stavamo riordinando le sedie, sentii un leggero trambusto sul palco, mi voltai e, per la miseria, il gruppo al completo era lì, che raggruppava gli strumenti e sistemava un po’. Rimasi letteralmente di sasso, tutto mi aspettavo fuorché trovarmeli di nuovo di fronte, Nat ,che era di spalle al palco, si voltò un attimo e poi mi guardò mimandomi un “oh mio Dio” a metà tra l’allarmato e l’eccitato. Sentii il panico riaffiorare quando Josh esclamò cordialmente a gran voce “Hey, ragazzi ma che fine avevate fatto?”, fu JS a rispondere
“Scusaci Josh, ma è sopravvenuto un problema e abbiamo dovuto darci alla fuga, ci dispiace davvero”
“Ma no dai tranquillo, spero nulla di grave” ribattè Josh interessato
“Beh, punti di vista” si intromise Dave, che venne fulminato all’istante da Jamie. Josh era sconcertato, e noi pure.
“Nulla di cui preoccuparsi” concluse JS con un sorriso sulle labbra.
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di Aelfa & Moondance
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