Era un sabato sera, un sabato come qualsiasi altro a Los Angeles, voi direte “Los Angeles, wow che meraviglia!” e invece no, ve lo garantisco, a meno che non si avesse voglia di fare qualcosa di estremo a qualche insolita festa, i sabato sera in quella città erano giorni come tanti altri, le mie amiche avevano già preso impegni con i loro fidanzati, mentre Sara mi aveva solo detto “è possibile che ci si prospetti un seratone sabato sera” poi più nulla. Premesso questo ero pronta per la mia serata ideale: a casa, sola, con il mio film preferito ed una bella ciotola di popcorn. Stavo gia pregustando mentalmente l’idea, quando il telefono squillò facendomi sobbalzare, era Sara.
“Pronto?” feci io
“Pronto carissima, che fai?”
“Ma nulla di che, stavo per prepararmi uno spuntino, e tu?”
“Io mi sto preparando e sarò da te tra un quarto d’ora circa, vedi di metterti in tiro ragazza!”
“Cooosa? Adesso? E per fare che?”
“Sai la seratona di cui ti avevo parlato? Beh ci sarà, quindi sbrigati!”
“Ok ma me lo dici solo ora? E poi dove dovremmo andare? Che dovrei mettermi?” Ero un po’ allarmata, oltretutto non amavo troppo le cose organizzate all’ultimo secondo.
“Beh non è che io l’abbia saputo tanto prima di te, il fatto è che inaugurano un nuovo locale, e c’era la possibilità di essere messe in lista, ma non sapevo nulla fino a poco fa, quindi in conclusione siamo in lista, sbrigati e fatti bella, sarò da te tra poco, e….non è un party alla Paris Hilton, quindi evita rosa e affini”, detto questo mise giù.
Ero nel panico, ma come cavolo dovevo vestirmi? Che tipo di locale era? Non sapevo che fare quindi decisi di andare sul sicuro, afferrai una canottierina originale e la indossai su una longuette bordeaux e completai il tutto con una camicetta nera, un paio di sandali col tacco e la mia mini borsetta anche quella bordeaux, e poi il trucco, optai per il semplice e quindi ombretto rosa carne con sfumature bordeaux, mascara, kajal e un rossetto un pelino scuro, ma in fondo poco importava, a me piaceva, misi un po’ di spuma nei miei capelli mossi e ribelli et voilà, ero quasi soddisfatta del mio aspetto, non male. Dopo un quarto d’ora preciso Sara mi suonò, scesi e lei mi stava aspettando alla macchina, con piacere vidi che nemmeno lei era eccessiva nel look, aveva una maglietta blu notte su una gonnellina nera e stivali appena sotto il ginocchio, i suoi capelli ricci erano tirati indietro da una fascetta blu, appena mi vide mi sorrise. “Ah però, in gonna?”mi domandò dato che io e le gonne eravamo due mondi a parte,
“Già stasera festa!” dissi con non troppo entusiasmo, in realtà ero parecchio inquietata, non mi piacevano le inaugurazioni, c’era sempre troppa gente e poco divertimento, ma visto che Sara era così entusiasta non volevo rovinarle l’umore, quindi montai in macchina, sforzandomi di pensare positivo, chissà magari sarebbe stato divertente davvero.
Mezz’ora dopo eravamo in coda per entrare nel famigerato locale, il Night Sin, nome davvero promettente. Al nostro turno Sara diede i nostri nomi, alzarono i cordoni e scesi tre gradini e oltrepassato un tendone di pesante velluto blu eravamo dentro, ancora non sapevo come Sara avesse fatto a garantirci gli ingressi ma glielo avrei chiesto in un secondo momento, magari qualora mi fossi ripresa dalla vista che mi si apriva di fronte. Il locale era un sogno, semplicemente spettacolare, tutto sui toni del blu pieno di tende di pizzo e seta che pendevano dal soffitto e che lungo la parete di sinistra creavano delle specie di baldacchini su divanetti e tavolini, un palco per la musica dal vivo in fondo e sul lato destro, soppalcato, c’era il bancone con tanti altri tavolini bassi e cuscini enormi al posto delle sedie, non volevo più uscire di li, Sara si accorse della mia espressione, e sorridendo mi disse,
“quando poi sei pronta possiamo andare al nostro tavolo!”, mi girai e la fissai sempre più stupita, “tavolo? oh mamma ma che conoscenze hai?”
“beh è il locale del figlio di un amico di mio padre, siamo praticamente cresciuti insieme e così ha pensato di riservarmi un tavolo”,
“Oh ma che bello, ad averne di più di amici così”
Ridemmo mentre un cameriere ci scortava al nostro baldacchino, il più vicino al palco, “però che servizio” pensai, ci stavamo accomodando quando una voce attirò la nostra attenzione:
“Sara? Ma ciao non sapevo ci fossi anche tu stasera”
“Oh ciao Ivy, è un bel po’ che non ci si vede, come stai?”
“Tutto bene, santo cielo è fantastico questo posto non trovi?”
“Sì sì, Josh ha davvero superato se stesso stavolta!” poi ricordandosi che io e la nuova arrivata non ci conoscevamo, Sara fece le presentazioni: “oh scusate, Nat lei è Ivy, Ivy lei è Nat”
Ci scambiammo una stretta di mano sorridendo, poi Ivy riprese:
“dicevamo che Josh si è superato, e dimmi sai chi suonerà qui stasera per noi su quel palco laggiù?”
Ci guardammo sconcertate e rispondemmo in coro “No!”
“Davvero non lo sapete? Oh beh allora sono lieta di darvela io questa notizia, stasera ci saranno….rullo di tamburi…” nella mia mente si susseguivano nomi su nomi famosi all’insegna del motto ‘la speranza è l’ultima a morire’, Sara la incalzò:
“Eddai, diccelo, chi suona?”
“Beh stasera ci sono i “The Dark Ones”!!!”
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di Aelfa & Moondance