Si agita inquieto nella notte mentre la fiamma dell’ispirazione lo coglie, lo attanaglia, lo spinge a scrivere il racconto scrigno dei suoi segreti e desideri. Le pallide dita scarne scorrono sui tasti del computer, il volto cadaverico è illuminato dai bagliori dei pixel del monitor, gli occhi rilucono della follia dell’artista.
Il ticchettio continua frenetico mentre le vicende dei suoi bizzarri personaggi si rincorrono nell’Europa immaginaria che giace nella mente di Nurj.
Il Vampiro si stanca, si strugge e si disfa nella suo sentimento, in qualità di Vampiro, nonostante l’incantesimo che lo protegge, lui si sente un alieno, un diverso, un reietto della società.
La sete di sangue lo attanaglia nuovamente, la sua psiche vaga verso il tenero braccio della dolce Brian.
Poche parole sullo schermo luminoso, “UN PO’ DELLE TUE PERLE”, un SMS lieve, gentile ed imperioso come un angelo, vola verso posti lontani.

***

"Hai sentito?" una voce metallica parla da una sudicia cornetta nera .
"Si, tu pensi che potrebbe essere…"
Il ragazzo nella cabina telefonica non termina la frase, l’uomo all’altro capo del filo lo inquieta parecchio, ma ancor di più lo inquieta l’argomento di cui parlano.
"Certo che potrebbero essere! Di cos’altro si potrebbe trattare? Si diffondono come la peste quei maledetti! Non si sentono voci strane in giro da quando…QUELLA RUMENA è arrivata?"
"Ehm, si." tergiversa il giovane, "ciò che voglio dire è che se una persona è dark ed è rumena non è per forza una Vampira."
"Taci!" il ragazzo sobbalza a quell’ordine violento, il cappellino militare gli casca dalla testa. "Io lavoro contro queste cose da moltissimo tempo, per quanto ne sai, la rumena potrebbe avere 3000 anni e dimostrarne 20! Se vuoi continuare a spassartela con i tuoi amici grazie ai nostri soldi, e sottolineo NOSTRI, sarà meglio che vi diate da fare e otteniate ciò che vi abbiamo chiesto."
La voce del ragazzo si è fatta flebile, l’unica cosa che rende la vita sopportabile in questo mondo di merda la droga, non può vivere senza.
"V-volete sempre la solita cosa?"
"Informazioni, non dimenticate che il nostro è un compito delicato, non possiamo permetterci margini d’errore, raccogli tutto ciò che riesci a raccogliere su QUELLA e riferisci."

***

L’odore di carne alla brace ed olio si diffonde nel paesino di campagna come una macchia di china sull’acqua. Le poche case sono in realtà i residui di una palazzina di caccia per nobili, ora trasformata in paese.
Ovunque ronzano persone simili a zanzare, Nurj è colto dalla solita dissociazione che lo porta a farsi un bagno di folla. Poco lontano dalla coppia che vaga con lui si trova un capannone da cui si diffonde l’odore sgradevole, è blu e contrasta con il colore del cielo pesca.
Poco lontano dalla folla unta e pesante, si trova una piccola giostrina che sembra essere uscita dal quadro di un pittore parigino sul lungo-senna.
Come se la carne arrosto non esistesse, un dolce odore di vaniglia si diffonde in quel luogo nell’aria, cori allegri d’organetto rimandano a musiche infantili per bambini di altri tempi, la giostra a cavalli rotea e i bagliori dorati dei pali incantati si spandono tutt’intorno.
Nurj ricorda un frammento della sua vera fanciullezza e sul suo palato si crea lo strano effetto di più memorie…sangue candito. Sogna (o ricorda?) di balli, cavalli perlacei e volte celesti e nubi. È strano quando l’apparentemente innocente mondo di un bambino, si incontra con i pensieri e i sogni di un Vampiro…

"Dove stiamo andando?" chiede impaziente Damien Duffberg al suo fianco.
"In un luogo sicuro. Laggiù, vedi quella costruzione bianca nei campi? È un cimitero, mi sembra un luogo appropriato."
La giovane ragazza che passeggia con loro è divertita, sul suo volto ovale c’è un’espressione di trepida attesa, non parla molto, ma ama l’esperienza che sta per avere, è la seconda volta che viene morsa.
"Dov’è Zeenya?" chiede Damien.
Nurj gli lancia un’occhiataccia, "Tiziana, si chiama Tiziana adesso."
"Tiziana, giusto. Scusami, ma mi è molto difficile abituarmi a questa nuova esistenza."
"Non ti piace poter camminare nuovamente sotto il sole? Ho recuperato molto potere, e visto che l’incantesimo è fragile di per sé, ti ringrazierei se non generassi forme-pensiero che lo vanno ad alterare. Comunque, ora è in giro con le sue nuove amiche."
Il sole all’orizzonte continua a rosseggiare mentre il cielo volta i suoi colori al cobalto della notte. Lapidi e cappelle si ergono tutte intorno al trio. Il cimitero somiglia ad una villaggio di morti, un gotico labirinto dove la realtà e la follia si mescolano nella loro unità, un luogo magico, che può esistere indipendentemente dal mondo che si trova oltre le sue mura.
"Roberta, sei sicura di non volerti sedere o stendere?"
Negli occhi della ragazza c’è un fuoco castano di sfida. Il suo vestito nero e il boa piumato in stile anni trenta creano un effetto cinematografico con le croci retrostanti.
"No, voglio stare in piedi. Perché non usi i canini questa volta?"
"Per la stessa ragione dell’altra, ti rimarrebbe impresso un segno troppo evidente, ora passami il tuo spillone."
Pochi colpi sapienti, un’epifania di perle rosse, una lingua morta ed ingorda, assetata e avida di vita, le lambisce. Vita, molta vita in poche gocce di sangue. Il risucchio orribile produce un live rumore animalesco, qualcosa di atavico prende il sopravvento del Vampiro che mentre beve dai due fori non riesce a trattenersi e morde le ferite per allargarle e suggere a sorsate sempre più grandi il nettare della vita.
Il mondo comincia a girare per Roberta, poi, la ragazza casca al suolo.

di Nurj