[ Vai a pagina: 3 » ]     A quella frase, avevo strabuzzato sbigottito gli occhi, non comprendendo bene del tutto che cosa intendesse dire quell’alto bastardo con quel….Tono.
Carter aveva “sorriso” vagamente, reggendo lo sguardo volgare e allusivo di Trevor, con un’aria di vago compatimento –o forse era compiacimento?- sul viso.
- Vorrei tanto poterti dire lo stesso…- aveva risposto seducente, ammiccando in direzione del rettile alle sue spalle.
Jesse a quel punto, forse più stupito di me dal comportamento del suo amante e di Carter, era saltato in aria come una cavalletta, afferrando di malagrazia Trevor per un braccio, tirandoselo stretto contro.
Trevor, sorprendentemente, si era strappato a forza dalle sue grinfie subdole, piantandogli un rabbioso ceffone sulla guancia sinistra.
- Non osare mai più fare una cosa del genere.- aveva ringhiato minaccioso, ricomponendo tutta la sua pessima persona.
Il biondo lo aveva fissato indietro livido di rabbia, pronto a saltargli alla gola in qualsiasi istante, quando tutti e quattro, di colpo, ci eravamo raggelati, avvertendo una sensazione di feroce minaccia nell’aria.
- Altri vampiri.- aveva annunciato Jesse, come uno stupido, mentre Carter, al mio fianco, mi aveva afferrato la mano in una morsa, sussurrando:
Sono molti. Troppi. –
- Già, e stanno venendo a prendervi.- aveva concluso il moro dagli occhi sanguinolenti, un’aria di scherno sulla sua brutta faccia.
“Merda!” avevo inveito mentalmente, trasmettendo involontariamente il mio pensiero a Carter. - Andiamo, Jesse.- stava intanto ordinando Trevor, voltandoci irridente le spalle.
- Cosa?!- aveva gridato incredulo quello, montando su tutte le furie -…Non vuoi nemmeno….-
- Non ho voglia di sporcarmi le mani, Jesse.- aveva ribattuto il pessimo individuo in tono piatto, un tono che non ammetteva repliche. -… E poi, non vorrei essere qui tra due minuti, al loro posto...- aveva sghignazzato bieco. -….Se ne occuperanno gli altri.-
Detto questo, si era mosso rapidamente verso lo sbocco del vicolo sulla strada principale, dove, in mezzo alle altre persone, non lo avrebbe notato praticamente nessuno.
Jesse lo aveva fissato per un attimo incredulo, incerto sul da farsi, spostando gli occhi eterozigoti da noi alla sua schiena, evidentemente in disaccordo con il suo compagno.
Trevor aveva fatto una pausa secca nel suo cammino, senza voltarsi indietro a guardarci.
- Schioda quelle chiappe sode di lì, Jesse, se non vuoi che questa sia la tua ultima notte.- aveva minacciato, la sua voce vibrante di collera come raramente l’avevo sentita.
Il vampiro più giovane aveva corrucciato la fronte e atteggiato le labbra in una ridicola piega all’ingiù, in una sottospecie di espressione contrariata, tuttavia, pur contro la sua volontà, aveva serrato con violenza i pugni, fino a far sbiancare le nocche, incidendosi con le unghie i palmi cerei, e si era mosso fino a raggiungerlo, lanciandoci un ultimo sguardo assassino di pura insoddisfazione.
Avesse potuto, ci avrebbe distrutti con le sue mani.
Una volta spariti i due vampiri nella notte, mi ero girato verso Carter, interrogativo.
Dobbiamo andarcene. Di corsa.- aveva urlato lui, afferrandomi per il braccio e trascinandomi dalla parte opposta del vicolo, dove aveva nascosto la (mia) macchina.
Una volta a bordo, aveva dato gas e lanciato la Land Rover nel buio invernale, facendo slittare più volte le ruote prive di catene sul ghiaccio lungo le strade.
- Non è esattamente il mezzo più adatto per una fuga, ma non essendo tu in grado di smaterializzarti o volare….- aveva mormorato, gli occhi fissi sugli ostacoli che aveva di fronte.
Avevo annuito, capendo il suo punto di vista.
“Dove stiamo andando?” avevo chiesto nella sua mente, guardandomi freneticamente attorno in preda all’ansia.
- Molto lontano.- aveva risposto Carter, svoltando verso quella che sembrava la strada per l’aeroporto. – Non possiamo più rimanere qui. Dovremo fare molta attenzione sempre e comunque, ma, per cominciare….- aveva fatto una pausa a uno stop, per guardarmi un istante negli occhi. – Dovremo lasciare il paese. -

di Elettra