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[ Torna a pagina: 3 » ] –Ha!- Carter, avevo trovato un varco molto stretto tra i muri portanti di due case adiacenti, e lì mi ero rattrappito, strisciando con quanta più grazia e agilità mi era possibile lungo la parete sudicia, fino ad innalzarmi a qualche piano da terra, trattenendo il fiato. Nemmeno un istante dopo, l’altro vampiro era sbucato nella stradina, lanciandosi occhiate attorno, guardingo. Sapeva che ero lì.
-Ehi, amico!- aveva grugnito nei mie confronti, in una voce ruvida e spiacevole -… Questo è il mio territorio, quindi vatti a fare un giro, capito?-
Pur non capendo esattamente dove mi trovassi, avvertiva chiaramente la mia presenza, così come io percepivo la sua. Seccato dal fatto che ,nonostante il richiamo, non avessi mosso il benché minimo muscolo, né gli avessi risposto, aveva fatto altri due passi, entrando sotto la luce dell’unico lampione semidistrutto, che creava un cono fluorescente di luce nel buio del vicolo.
-Merda!- avevo esalato, riconoscendolo : era Randall Markkula uno dei nightcreepers della peggior specie, non per nulla era stato infatti nella mia lista da Giustiziere a lungo, proprio sotto il nome di Jesse. Randall era di origini finniche, alto quanto un giocatore di basket, con i capelli biondissimi, i lineamenti nordici e una grossa cicatrice che gli tagliava simmetricamente in due parti un sopracciglio. Un pessimo elemento, ripudiato persino dalla sua stessa razza per i gusti deviati e disturbanti che aveva: gli piacevano giovani, troppo giovani.
-Merda- avevo ripetuto tra i denti, non sapendo cosa fare: Randall conosceva bene il mio viso, ci eravamo incontrati in diverse occasioni, pur se solo di sfuggita. Se fossi uscito allo scoperto, mi avrebbe smascherato subito.
-Allora? In che lingua te lo devo dire?- stava abbaiando nel frattempo, facendomi sudare freddo.
Tra tutti i luoghi, non mi sarei mai e poi mai aspettato di incontrarlo lì. Com’era possibile? Conoscendo l’età acerba delle sue vittime, Randall normalmente si appostava all’uscita dei parchi giochi o di feste organizzate. Raramente lo si vedeva vagare nei vicoli.
-Vuoi davvero farmi arrabbiare?- aveva ringhiato, digrignando le sue brutte zanne,mentre le sue iridi iniziavano a risplendere di un cupo bagliore rossastro. Niente di buono stava per avvenire : Randall era un nightcreeper dal discreto potere ipnotico, con cui convinceva normalmente le sue giovani prede a seguirlo, di conseguenza avrei dovuto prestare molta attenzione a non fissarlo direttamente negli occhi, o sarei finito seriamente nei guai.
- D’accordo, bello.- aveva annuito tra sé, perdendo le staffe -… Vorrà dire che verrò io a cercarti.-
Si era mosso deciso proprio nella mia direzione, ma qualcosa lo aveva fermato di colpo nel suo cammino, facendolo voltare verso tutt’altra parte: il portone di una casa si era improvvisamente aperto e due ragazzini ne erano usciti con un pallone sottobraccio. Trattenendo a stento un’esclamazione, avevo lanciato un’occhiata fulminea all’orologio da polso (erano le nove, dovevano aver appena finito di cenare), dopodiché avevo riportato lo sguardo sui due bambini, che si stavano dirigendo dritti tra le braccia del vampiro.
-Oh,no!- avevo mugolato, notando l’orribile espressione di puro compiacimento che era fiorita sul viso di Randall: sembrava aver avvistato il suo giocattolo preferito e, a giudicare dai lampi vermigli emessi dalle sue pupille, era più che pronto a partire all’attacco.
Si era chinato sulle ginocchia, salutando con calore i due ragazzetti, che lo avevano fissato incuriositi.
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di Elettra
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