[ Torna a pagina: 2 » ]     Non ero assolutamente preparato a quello, non potevo farlo quella notte, farlo adesso!
- Zitto. Tu puoi anche morire di fame, ma io ho tutte le intenzioni di nutrirmi.- aveva tagliato corto, accendendo i fari e lanciandoci nella notte. Avevo inghiottito un groppo di saliva grande quanto un rospo, sudando freddo: sapevo che il sangue umano sarebbe ormai stata la mia unica fonte di sostentamento, ma il pensiero di aggredire qualcuno, un umano innocente soprattutto, come un bambino o delle ragazzine, mi ripugnava immensamente. Il vampiro alla guida però sembrava più che saldo nel suo proposito, e, comunque, non potevo fuggire in eterno. Prima o poi la fame mi avrebbe ottenebrato la mente, e più avessi aspettato, peggio sarebbe stato. In effetti, i nightcreepers più violenti erano proprio quelli che mangiavano meno spesso, sintomo evidente della loro (nostra) natura mostruosa. Per quanto dunque mi nauseasse, dovevo farlo, e al più presto, finché possedevo il minimo controllo di me stesso.
-Che cosa hai in mente?- avevo chiesto al mio cereo compagno, mentre entravamo rapidamente in città. Carter mi aveva rivolto uno sguardo vacuo ed enigmatico con uno dei suoi buchi neri, senza rispondermi. Seccato e irritato dal suo atteggiamento, avevo sbuffato sonoramente e mi ero voltato verso il finestrino, iniziando a riconoscere le vie su cui viaggiavamo. Pochi minuti dopo, la Land aveva svoltato in un parcheggio di un supermercato deserto e si era fermata a cavallo di due spazi, annunciando la conclusione del nostro viaggio.
-Non capisco.- avevo detto a Carter, subito dopo essere smontato dall’auto.
-Cosa?- era stato tutto quello che avevo ottenuto, in tono annoiato.
-Perché scegliersi una vittima e pedinarla tanti mesi, per poi braccare e dissanguare sconosciuti quasi ogni notte?- Era una domanda del tutto lecita, una questione che non avevo mai compreso del mondo dei non-morti.
-Vuoi dire perché ci attacchiamo tanto a qualcuno senza torcergli per settimane un capello e intanto pasteggiamo con stranieri quando ci capita?- aveva chiesto, mettendosi in moto per le strade buie, osservando con attenzione ogni vicolo.
-Esatto.-
-Beh, vediamo, potrei farti un paragone con il sesso, ma non credo che capiresti…- mi aveva punzecchiato, senza il minimo sorriso sulla faccia. Mi ero bloccato sul marciapiede fissandolo torvo: stava tirando troppo la corda, con quella storia!
-Va bene, va bene, allora mettiamola in questi termini: le persone che scegliamo di pedinare per noi sono speciali. Non sono semplici vittime, ma gente che riteniamo più interessante di altre, su cui ci piace spendere tempo. Come hai detto tu stesso, non è fondamentale che questo accada, possiamo benissimo sfamarci bevendo da umani di cui non ci importa minimamente, o che addirittura disprezziamo. Tuttavia, a volte lo facciamo ,seguiamo qualcuno in particolare e vi dividiamo anche lunghi momenti, finché non decidiamo di raggiungere l’apice, e bere da loro.-
-Dio, suona davvero come qualcosa di sessuale…-
-Te l’ho detto, ma è più complicato di così. Molte di queste persone, infatti, vengono spesso non semplicemente uccise e dimenticate, ma trasformate in vampiri.-
Lo avevo guardato, stupito.
-Vuoi dire che in pratica vi scegliete così i vostri “compagni”…? Cioè…- mi ero fermato, interdetto, arrossendo al suo ghigno furbo.
-Non intendevo noi, cretino- lo avevo trucidato con lo sguardo, superandolo e dandogli le spalle.
-Sei stato tu a dirlo!- mi aveva deriso, trotterellandomi dietro.
-Ha, sto morendo dalle…- non avevo fatto in tempo a terminare la frase, che Carter mi aveva zittito, afferrandomi per il braccio destro.
-Cosa c’è?- avevo domandato allarmato, sicuro che se mi fossi voltato avrei visto l’orrendo viso di Trevor.
-Abbiamo la nostra cena.- si era illuminato, indicandomi con uno dei suoi indici puntuti la direzione.     [ Vai a pagina: 4 » ]

di Elettra