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[ « Torna a pag. 1 ] -Esatto. Ecco perché ti insegnerò adesso il tuo primo trucco da vampiro!- aveva detto con un aria furbastra, facendomi l'occhiolino, come se la (quasi) lite di prima non fosse mai avvenuta.
-Che cosa vuoi dire?- avevo balbettato, nello shock più completo.
Non credevo ancora di essere morto, o meglio, non-morto, e già qui si stava parlando di...
-Volare?- avevo esalato, ancora prima di rendermene conto.
Carter aveva emesso un boato di risata, che avrebbe potuto tranquillamente risvegliare anche i morti.
-Reiko, non essere stupido- aveva riso di gusto, scuotendo la testa.
-Ma...-
-E' vero, sei un vampiro. Empatico, a quanto sembra... Ma questo non significa che il resto dei tuoi poteri verrà da solo. Non puoi imparare a volare la tua prima notte, senza contare che sei denutrito.- aveva osservato, mettendosi a braccia conserte.
-Quindi...-
-QUINDI... I vampiri usano anche la macchina.- mi aveva interrotto, sollevando la mano destra nell'aria, che stringeva una chiave.
Aveva schiacciato un bottone, attivando l'apertura automatica.
-Ma che diavolo!- avevo esclamato, vedendo la mia Land Rover che ci aspettava, nascosta nell'ombra.
-Carina. Molto comoda.- aveva commentato il nightcreeper con un ghigno.
-E molto MIA...- lo avevo incenerito a mia volta, non riuscendo ancora a credere ai miei occhi.
-Beh, quando sei morto, tre notti fa sulla spiaggia, era rimasta lì, incustodita, inutilizzata... Sarebbe stato un peccato sprecarla, senza contare che non potevo certo trasportarti fin qui per seppellirti a piedi! Voglio dire, sarò anche un non-morto, ma il tuo sedere è piuttosto pesan...-
-VA BENE, grazie per il "gentile" pensiero.- lo avevo troncato, irato, dirigendomi verso lo sportello del guidatore.
-Niente da fare!- aveva negato il moro, spingendomi di lato. -Guido io.-
-Scusa?!- avevo alzato la voce, avvertendo chiaramente la voglia di tirargli un enorme pugno.
-Tranquillo, non graffierò il tuo gioiellino! Non abbiamo tempo, adesso : è tardi, tu non conosci le scorciatoie, il sole sta per sorgere, sei appena risorto e non sei ancora abituato alla tua nuova condizione. Inoltre, prima di arrivare e metterci a dormire, dobbiamo scambiare due chiacchiere per mettere in chiaro un paio di cose. Dunque...-
-Dunque fai come ti pare!- avevo rollato gli occhi, facendo il giro e buttandomi con poca grazia sul sedile del passeggero.
Con un gesto automatico, avevo allacciato la cintura, senza però evitare di chiedermi se, a questo punto, anche il non metterla avrebbe fatto qualche differenza.
Carter era saltato dietro il volante, inserendo la chiave e facendo partire il motore. Vederlo guidare la mia auto mi faceva un pessimo effetto, tuttavia sarebbe comunque sorto il sole, prima che fossi riuscito a convincerlo a cedermi il posto, quindi tanto valeva lasciar perdere.
Senza nemmeno il minimo accenno alla cintura, aveva sterzato alla sua sinistra facendo una brusca inversione di marcia, lanciandoci decisi nel buio, verso la nostra destinazione.
Avevo abbassato lo specchietto sul tettuccio davanti a me, guardandomi ancora una volta: era davvero molto strano, gli odori, il mondo, l'interno della mia auto era sempre lo stesso, eppure io ero completamente cambiato.
Avevo fissato i miei occhi splendenti nelle tenebre, incapace di distogliervi lo sguardo. Mi piacevano, come erano adesso... Normalmente il loro colore mi aveva sempre irritato, di quel marrone cupo e banale, mentre adesso sembravano come ardere al loro interno, emanando luce propria.
Erano splendenti e vividi.
-Se hai finito di appannare lo specchietto, avrei due cose da dirti.- mi aveva richiamato Carter, i suoi grandi pozzi neri fissi attenti sulla strada.
-Va bene.- avevo annuito, richiudendo la piccola anta nera e dandogli tutta la mia attenzione.
-Ok. Allora, tanto per cominciare, prima ancora di arrivare a toccare l'argomento CIBO...- aveva fatto una pausa, lanciandomi un'occhiata trasversale.
Cibo... Già. Un argomento decisamente tabù di cui parlare.
-Sarà meglio discutere del bel casino che hai piantato quando ancora eri in vita...-
Ero rimasto interdetto per un secondo, non capendo davvero a che cosa si stesse riferendo.
Carter aveva mandato un suono, una specie di esclamazione incredula, digrignando i denti come una fiera.
-Trevor?- aveva poi suggerito, serrando le mani sul volante, fino a far sbiancare le nocche.
-Trevor?-avevo ripetuto come uno stupido. -Cosa... Oddio! Oh, merda!- avevo realizzato di colpo, ricordandomi gli ultimi avvenimenti.
-Già, merda...- aveva concordato il vampiro a bassa voce. -Spero per te che stia ancora aspettando che gli porti la mia testa...-
Ero sbiancato, per poi sentirmi avvampare in modo feroce. Del resto, quando mi ero presentato al cospetto di Trevor e gli avevo promesso la testa di Carter in cambio dell'indirizzo del suo nascondiglio, ero sinceramente convinto che fosse l'assassino di mio fratello.
-Credi che l'abbia già scoperto? Voglio dire, che sono passato...-
-Dalla nostra parte? Non lo so.- aveva ammesso, prendendo un'aria strana.
Ed ecco ancora quell'aura cupa e oscura che ritornava, quella che mi lasciava perplesso ogni volta.
-Trevor è un nightcreeper potente, e come tale non va mai sottovalutato. Ad ogni modo, è possibile che ti credano tutti ancora vivo. Ed è proprio per questo...- aveva frenato a uno stop, completamente deserto, voltandosi a osservarmi. -... Che non ti devi più esporre.-
-COSA? Scusa, ma come posso...-
-Non mi interessa di Noel, Reiko! Lo SO che se hai accettato tutto questo è per scoprire l'assassino di tuo fratello, ma se vuoi davvero riuscire nel tuo intento ed evitare lo scontro con Trevor...Devi rinunciare al "Giustiziere".-
Ero rimasto in silenzio a ricambiare il suo sguardo per qualche minuto, troppo alterato per ribattere.
-Non puoi andartene in giro a impalare vampiri, ora che sei uno di loro!- aveva continuato, prendendomi per le spalle.
Era vero. Sarei finito linciato se solo ci avessi provato. I nightcreepers non accettavano che uno di loro si ergesse a loro leader, figurarsi se si sarebbero lasciati trucidare da uno della loro stessa razza. Inoltre Trevor era fuori a cercarmi. Probabilmente aveva messo una taglia sulla mia testa, e, nonostante adesso possedessi una forza sovrannaturale, ero ancora in svantaggio nei suoi confronti.
-Dannazione...- avevo mormorato tra i denti, passandomi le dita fra i capelli, ancora luridi di terra. -...Che cosa dovrei fare?- gli avevo chiesto, tenendo gli occhi bassi.
Odiavo mostrarmi vulnerabile di fronte a lui, ma non avevo altra scelta. Non potevo farcela da solo, ignoravo ancora troppe cose.
Carter aveva preso un respiro, incrociando i gomiti sullo sterzo, alzando vagamente le spalle.
-Non lo so. Per ora, è meglio che tu te ne stia in disparte senza dare nell'occhio. Del resto...- e qui si era rialzato a guardarmi con un lampo ironico negli occhi -... Sei piuttosto bravo nel startene nascosto nell'ombra, no?-
Lo avevo trapassato con lo sguardo, incenerendolo dov'era.
-Muoviti, non vorrai mica passare a questo stop il resto dell'eternità.- avevo bofonchiato, seccatissimo.
Per tutta risposta, mi aveva fissato a lungo in silenzio, giocherellando inconsciamente con il suo piercing sul labbro inferiore.
Alla fine, aveva annuito tra sé, inserendo la marcia e tornando a guidare la mia auto lungo le stradine di campagna che si allontanavano dal cimitero.
L'inverno ormai era arrivato : una coltre di ghiaccio ricopriva i campi, gli alberi e i viottoli, che risalivano ai portoni delle case, di proprietà di generazioni di agricoltori.
Il gelo, nonostante io e Carter non producessimo la minima fonte di calore nell'abitacolo, aveva ricoperto il parabrezza e parte dei finestrini, rendendo la visione del mondo esterno distorta e irreale.
-Perché?- avevo riflettuto ad alta voce, senza nemmeno rendermene conto.
-Perché cosa?- aveva ribattuto l'ex punk dai capelli color lattina.
-Perché l'empatia? Voglio dire...- mi ero fermato nel sentire la sua risata.
-E' meglio che tu non ti chieda certe cose, Reiko. - aveva scosso divertito la testa. -... Non c'è una spiegazione logica. Nemmeno io so perché posso leggere il pensiero.-
-Il pensiero degli esseri umani. - avevo sottolineato, ricordando di quando me ne aveva parlato, a proposito della morte di Noel.
-E il TUO.- aveva aggiunto in tono talmente sommesso, che per poco non avevo afferrato.
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di Elettra
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