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[ « Torna a pag. 2 ] - Dio mio, allora sono davvero… Morto.-
Non ero umano. Non lo ero davvero. Tutto quello che un tempo avrebbe potuto assomigliarmi adesso non c'era più, era cambiato in un qualcosa di… Etereo.
La mia carnagione si era lievemente schiarita, restando comunque di un tono più scuro rispetto a quella slavata di Carter, mentre gli occhi e i capelli avevano conservato il loro colore, ma assumendo dei riflessi anomali, troppo perfetti anche per delle bambole di porcellana.
E poi, i denti… Perlacei e splendenti, come se fossero stati fatti d'avorio, con i canini allungati e affilati rispetto a quelli che avevo prima, pur se non in maniera eccessiva.
Avevo le zanne anche io, adesso, anche se quelle di Carter sembravano ancora più spaventose.
-Tranquillo, con la fame cresceranno.- aveva ridacchiato, facendomi correre un brivido lungo la schiena.
Il sangue. Non avevo pensato a quello… Come avrei fatto a nutrirmi?
-Di questo discuteremo dopo. Abbiamo tante cose di cui parlare, adesso.- aveva sorriso tronfio il nightcreeper. -… Sei così bello…- aveva sussurrato nell'oscurità , facendo calare un silenzio pieno d'imbarazzo.
Di colpo, avevo ricordato gli avvenimenti della mia ultima notte, in riva al mare, quando, preso dall'euforia, lo avevo baciato senza il minimo pudore.
"Merda!"
Ma che diavolo mi era saltato in testa?
-Ah, ecco, io…- avevo balbettato, non sapendo esattamente cosa dire.
Carter aveva riso sotto i baffi.
-Tranquillo, non è la prima volta che succede.- mi aveva "rassicurato" -Certo, non me lo sarei mai aspettato da te, comunque… Non è stato tanto male- aveva frecciato, malizioso, facendomi nascere l'istinto di correre al muro più vicino, per darmela a gambe.
-Mmm, e l'ironia è un dono oscuro, oppure è tutta farina del tuo sacco?- lo avevo rimbeccato, dandogli le spalle, per non fargli notare la mia vergogna.
Il nightcreeper aveva ridacchiato lugubre, senza ribattere.
Avevo fissato con un vago senso di confusione la tomba da cui ero appena uscito : ero morto sul serio. Ero stato sepolto per tre giorni, e ora ero… Risorto.
L'umanità ormai non mi riguardava più, non avrei mai più visto un'alba, o il sole, o i miei genitori.
I miei genitori. Prima Noel, e ora io… Avevano perso entrambi i figli, ma non avrebbero mai avuto un posto in cui piangermi. Non avrebbero mai saputo che fine avevo fatto, sarebbero sempre rimasti in attesa, pregando di vedermi ricomparire sulla porta.
Questo non era giusto, tuttavia avevo preso la mia decisione uscendo quel giorno di casa, e per sempre dalle loro vite. Mi ero votato alla vendetta, ormai li avevo persi, così come loro avevano perso me.
Ero stato molto egoista, preso dal mio dolore non avevo pensato al loro, che doveva essere stato straziante tanto quanto il mio, e cos'avevo fatto? Ero solo riuscito a raddoppiarlo.
-Mi dispiace- avevo sussurrato al vuoto, sentendo lacrime rossastre brillarmi dietro le palpebre.
Alle mie spalle, si era avvicinato Carter, che mi aveva posato pacatamente una mano sul braccio.
-Lo so- aveva detto, in un tono più sommesso del mio, poi aveva indicato con un cenno vago della testa il tumulo accanto a quello dove ero stato seppellito.
-E' per questo che ti ho messo lì.-
Interdetto, avevo messo a fuoco l'altra lapide : NOEL H. SENSHII.
La tomba di mio fratello.
-Così, quando i tuoi verranno a trovarlo, sarà come se venissero a trovare anche te.- aveva mormorato, corrucciando indistintamente le sopracciglia.
Sconvolto dalla vista, da QUEL nome, ero caduto in ginocchio proprio sotto la lastra, incredulo, alzando una mano tremante a toccarla, come se fosse potuta svanire di colpo sotto i miei occhi.
-Noel- avevo sillabato, sentendo rompersi dentro di me qualcosa.
Non avevo mai visitato prima di allora la sua tomba. Non l'avevo mai fatto, forse per una sorta di rifiuto, o di intrinseco terrore. Se l'avessi vista, ci avrei davvero creduto, e non lo volevo, non volevo che lui morisse.
Dentro di me era ancora vivo.
Eppure, adesso, era davanti a me, ed era così reale… Come le lettere incavate nel marmo.
"AMATO FIGLIO, FRATELLO"…
Odiavo la vita, odiavo il mondo intero.
-Perché lui? Perché LUI?- avevo singhiozzato, senza nemmeno rendermene conto. La mia voce mi arrivava così lontana, come se mi fossi trovato in un banco di nebbia.
Avevo pianto e pianto, come avevo evitato di fare prima, mi ero lasciato andare, sfogando quel male e quel rancore che mi portavo dentro da mesi, finché il forte odore metallico delle mie lacrime non mi aveva fatto smettere.
Avevo chiuso strettamente le dita a pugno, cercando di riprendere il controllo, maledicendomi, ma finendo solo col ferirmi con le mie nuove unghie, affusolate e lunghe.
-Lo troverò- avevo espirato, digrignando istintivamente i denti. -Giuro che lo troverò.-
Era l'unico scopo per cui ancora respiravo.
Mi ero alzato nuovamente in piedi, ripulendomi la faccia, imbrattata di sangue, lanciando uno sguardo di ringraziamento a Carter.
Non lo capivo, quel vampiro, non lo capivo davvero, ma non importava.
-Allora- avevo interloquito, dopo aver passato un'ultima carezza sulla pietra sepolcrale di Noel. -Dove si va?-
Carter aveva fatto uno dei suoi sorrisetti sibillini, prima di rispondermi:
-A casa.-
di Elettra
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