[ « Torna a pag. 1 ]  "Non è possibile!" avevo ansimato, scioccato.
Avevo rotto un pannello di qualche centimetro di spessore senza nemmeno scalfirmi la cute!
-Ma che diavolo…- avevo esclamato, bloccandomi però sul nascere nel sentire una forte sensazione crescermi nelle viscere. Era un qualcosa di strano, che non avevo mai provato in una maniera simile, prima. Era una PRESENZA, sì, c'era qualcuno, ma non era un essere umano.
"C'è un vampiro, qui." avevo realizzato, stupendomi della mia sicurezza. Sapevo che era un nightcreeper, e forse, usando la mia empatia, potevo scoprire qualcosa di più. Avevo richiuso le palpebre, sgombrando la mente, cercando di concentrarmi. Non era certo difficile al buio e sotto tutta quella terra… Immediatamente, una serie di emozioni si era fatta strada dentro di me… Non erano chiare e limpide come quelle che ero stato in grado di avvertire in precedenza, ma erano lì, ben presenti: inquietudine, angoscia e una strana, macabra curiosità. Conoscevo bene quel tipo di aura, non poteva che trattarsi di Carter.
-Carter…CARTER!- avevo urlato con tutto il fiato che avevo nei polmoni.
Il non-morto, metri sopra, aveva fatto una pausa nel suo incedere, per poi inginocchiarsi e tastare il terreno.
-Reiko?- aveva chiamato.
-SI!- avevo esultato, non credendo alla mia fortuna e alle mie orecchie :Carter era tornato, forse si era reso conto dell'errore ed era venuto a tirarmi fuori!
-Ascoltami- aveva detto in tono alto -…Adesso scaverò per farti uscire. Tu stai fermo e non muovere un muscolo, hai capito? Altrimenti franerà tutto.-
Con la prospettiva poco allettante di avere metri di fanghiglia compressi sulla faccia, avevo incrociato le braccia ben strette sul petto, gridandogli il mio consenso. C'era stato un secondo di calma assoluta, poi avevo sentito Carter iniziare a smuovere le zolle in superficie. Il raschiare era continuato a lungo, per quello che sembrava un'eternità, finché, finalmente, non lo avevo sentito incitarmi:
-Spingi forte verso l'alto!-
Avevo preso un profondo respiro, posando i palmi sulla tavola e premendo con tutta la forza che avevo in corpo. Sorprendentemente, l'intero blocco aveva ceduto facilmente, facendo reclinare il fondo del coperchio all'ingiù nella terra, mentre la parte superiore era emersa in superficie, lasciando trapelare una luce fioca e l'aria fresca della notte. Tossendo, avevo appoggiato i gomiti sulle sponde laterali della fossa, facendo leva per issarmi fuori dal tumulo. Carter mi aveva aiutato, sollevandomi nuovamente in piedi. Una volta recuperata una certa stabilità, mi ero scrollato i resti delle zolle di dosso e mi ero guardato attorno, cercando di capire dove mi trovassi, con la luna come unica fonte di chiarore.
Un cimitero.
-Non ci credo!- avevo mormorato, incapace di contenermi.
Carter aveva ridacchiato alle mie spalle, facendomi voltare nella sua direzione.
-Mi hai sepolto qui? Avrebbero potuto scoprirci tut…-gli avevo chiesto, sgomento.
-Nessuno.- mi aveva troncato, mettendosi a braccia conserte, studiandomi.
-…Sei un vero spettacolo.- aveva quindi ghignato.
Dovevo essere lurido fino alla punta dei capelli.
-No, non intendevo quello.- mi aveva letto nel pensiero, lasciandomi a bocca aperta: se riusciva a farlo, allora ero davvero ancora vivo! Non ero affatto morto! Carter aveva rovesciato gli occhi, compatendomi.
-No, cretino, stai sbagliando tutto! Ecco, prendi.- mi aveva messo in mano uno specchietto che aveva pescato da una delle tasche del suo cappotto.
-…Guardati.- mi aveva incitato, spingendolo verso il mio volto. Sospettoso, lo avevo alzato all'altezza dei miei occhi, restando completamente di stucco.     [ Vai a pagina: 3 » ]

di Elettra