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Feci come mi disse,muovendomi lentamente per la paura di cadere e fare brutta figura davanti al mio re.
"Van" lo chiamai ancora e lui si girò. Tutta la mia emozione svanì per lasciare spazio alla paura nel momento esatto che vidi il suo volto.
No! Non ci potevo credere!
Gli occhi erano di un colore giallastro con delle venature rosso sangue,la pelle screpolata e la bocca sanguinante. Dalla bocca gli spuntavano, spaventose, delle zanne gialle e acuminate.
Esattamente come l'angelo caduto.
Il cuore mi si gelò.
Non era vero, non poteva essere vero. Ma invece era così.
La paura riaffiorò tutta insieme. Ecco, quello era davvero un incubo.
Il primo impulso fu di scappare a gambe levate da quell'orrore, ma seppi trattenermi.
"Van... il tuo viso..."
"Che cos'ha che non va il mio viso,piccola? Guardalo bene."
Come avevo potuto pensare che fosse un mostro? Era lo splendido volto di Van, quello che avevo sempre conosciuto, con quei biondi capelli lunghi e gli occhi azzurro ghiaccio.
You'll fire your musket but I'll run you through
Mi si avvicinò e io restai ferma dov'ero, rincuorata dal suo dolce viso. Mi prese la testa tra le mani, carezzandomi i capelli neri con le dita. Mi baciò sulla fronte.
Era qualcosa di magico, io vestita da regina con il mio re che mi baciava. Solo noi nell'universo,soltanto noi e nessun altro. Le sofferenze passate erano un ricordo lontano, il ragno che mi toccava, gli incappucciati, mio padre che mi uccideva, i terribili mal di testa e quegli svenimenti improvvisi... ero sicura che niente di tutto ciò si sarebbe più verificato,che era tutto finito.
Io e lui. Io e Van, l'uomo dei sogni.
"Tu sei carne nuova, Evelyn. Una nuova vita. Sei rinata come nuova vita."
Non ero sicura di cogliere perfettamente il senso di quelle parole, ma annuii debolmente. Anche Van annuì e mi baciò sulla bocca.
Non so per quanto tempo durò quel bacio, forse ore, forse pochi secondi ma non fu la durata la cosa importante. Era ciò che provavo, ciò che provava lui nel baciarmi, quell'atmosfera di magia e di incanto assolutamente unica, impossibile da descrivere.
Non era più il ragazzo che avevo conosciuto, l'uomo inarrivabile e irraggiungibile, quasi un dio in terra. Adesso era Van, concreto e reale davanti a me, più vivo e vero che mai.
C'era la convinzione che non sarebbe mai finita, che saremmo stati sempre insieme, fino alla morte e anche dopo. Si, anche dopo, da qui all'eternità.
"Ti senti pronta piccola?"
"Si" risposi debolmente.
"E allora vai!"
Mi prese per mano,mentre con l'altra mi cingeva dietro la schiena.
Un ballo.
Uno splendido ballo sulle note di "The trooper"!
So when you're waiting for the next attack
Iniziammo a ballare nella grande stanza, immersi nella musica e nella passione che c'era tra noi. Lui mi fissava negli occhi e io fissavo i suoi, non più freddi e impenetrabili. Adesso leggevo in lui tutto, come in un libro aperto. Potevo rendermi conto di una cosa, ciò che avevo sempre sperato.
Che mi amava.
"Anch'io ti amo, Van. Per sempre."
"Silenzio. Non parlare, ti prego. Non rovinare questo bel momento con le parole. Teniamoci solo la voglia di stare bene tra noi."
Aveva ragione. Che motivo c'era di parlare quando potevamo comunque intenderci con un semplice gioco di sguardi?
E quindi ballammo, ballammo in silenzio, accompagnati solo dalla musica, come nel più dolce dei sogni, noi due soli nel silenzio della notte.
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di Cagliostro
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