[ « Torna a pag. 2 ]     Gli animali erano come impazziti, non se ne trovava più uno in circolazione. Le anatre dello stagno dietro casa nostra avevano rumoreggiato tutte contemporaneamente, sbattendo le ali e nuotando in circolo, smarrite dal terrore.
-Era piovuto per un giorno intero, pesantemente. I fiumi, in piena, avevano rischiato di straripare.- aveva ricordato -Tuonava così forte che potevo sentire i rombi dalla mia bara. Le pareti oscillavano per le vibrazioni.- aveva fatto una pausa, dove io avevo involontariamente annuito.
Nonostante fossi convinto che fossero bugie, volevo vedere dove sarebbe andato a parare.
-Quella notte, quando ero uscito dalla cripta, cadevano ancora della gocce, in una pioggerellina rada. I marciapiedi erano costellati di pozzanghere, come pure i tetti. Avevo in programma di seguire la mia ultima preda , una che ormai pedinavo da mesi, ma non avevo tenuto conto del fattore meteorologico.- aveva fatto un sorrisetto strano, che non ero stato in grado di interpretare.
-Piovendo, infatti, aveva ben deciso di restare in casa. Così, annoiato, mi ero appollaiato sul davanzale della sua stanza da letto, sbirciando dalle tendine cosa stava facendo.-
Aveva istintivamente represso un brivido : il pensiero che, prima che Noel venisse ucciso, fossi stato completamente all'oscuro dell'esistenza del mondo dei vampiri e che uno di loro avrebbe potuto appostarsi ogni notte alla mia finestra come un guardone maniaco, mi angosciava.
-Fin qui, nulla di strano. Ma poi, di colpo, qualcosa è andato storto.- aveva stretto le palpebre, focalizzando il ricordo.
-Noel ti aveva scoperto?-gli avevo domandato, sentendomi gelare. Doveva essere così.
Carter mi aveva guardato enigmatico, con un'espressione bizzarra sul volto.
-No.- aveva sorriso- E'più complicato di così. Io stavo guardando, quando i suoi genitori sono entrati nella camera. C'è stata una discussione, e lui è uscito. Ho letto il loro pensiero e ho capito, così mi sono lanciato sui tetti. Sono arrivato al vicolo, ma era già troppo tardi. Noel era morto. Assassinato.- aveva concluso, guardandomi negli occhi.
-Aspetta- lo avevo fermato -Aspetta un momento! Queste sono stronzate! Noel non ha mai avuto una discussione coi nostri genitori, la notte del suo omicidio! Lui era uscito, era andato al pub con dei suoi amici! E' stato aggredito mentre stava rincasando, che diavolo stai dic…-
-Sei più stupido di quanto pensassi- aveva interloquito Carter, scuotendo con compatimento la testa.
-COME, prego?-avevo esclamato, in preda all'ira e alla confusione.
-NON ERA NOEL la mia ultima preda, Reiko.- aveva rivelato il nightcreeper, serio come una sfinge.
-Che COSA? No, balle! Sei stato TU, eri TU, ti ho visto benissimo, con questi miei occhi!- avevo negato, furente.
Non capivo a che gioco stesse giocando, ma mi stava facendo innervosire. Non volevo che si prendesse gioco della morte di mio fratello.
-E' così. Non ero io a cacciare Noel. Cacciavo qualcun altro.-
-Sì, come no-
-E' la verità! Senti- mi aveva afferrato per le spalle, facendomi rimescolare il sangue nelle vene. -Se davvero avessi staccato la testa dal collo di Noel, perché non avrei dovuto farlo anche con te? E guarda che avrei potuto benissimo averti già steso.- aveva sibilato, con aria minacciosa.
-Non lo so, dimmelo tu.- avevo replicato in tono di sfida, mettendomi a braccia conserte.
Stavo giocando con il fuoco, ma tanto, a quel punto, non avevo più nulla da perdere.
Carter mi aveva lasciato andare, prendendo un forte respiro per controllarsi. Stava perdendo la pazienza, era evidente.
-Allora, dunque, secondo il tuo bel raccontino, mentre pedinavi la tua futura vittima eri incappato nel cadavere di Noel?- avevo ricapitolato, credendogli sempre meno.
-Già.- aveva ringhiato il non-morto, per nulla divertito dal mio tono derisorio. -Oh, molto comodo. E, sentiamo, chi era questa tua vittima?- avevo domandato sornione - Conosceva Noel? La conoscevo io?-
Carter aveva fatto un ghigno piuttosto inquietante.
-Oh, certamente.- aveva annuito, con l'espressione di un gatto che aveva appena preso il topo.
-Cioè?- avevo corrugato la fronte, perdendo la voglia di irriderlo.
-Eri TU, Reiko.- aveva annunciato, allargando il ghigno in un sorriso truce.
Di colpo avevo avvertito un tuffo al cuore.
-Bugiardo!- ero scattato sulla difensiva.
Cristo, non poteva essere vero, anche se… Dopotutto, non era forse già riuscito a pedinarmi negli ultimi mesi? Quindi perché non avrebbe dovuto quando ancora ero all'oscuro del mondo dei nightcreepers, e, di conseguenza, molto più vulnerabile?
Dannazione. Mi aveva insinuato il tarlo del dubbio.
-La tua sicurezza vacilla, non è vero? Perché non usi il tuo nuovo potere, per scoprire se ho detto la verità?- mi aveva suggerito il vampiro, incrociando le braccia.
Allora era così, la mia empatia non era casuale, né frutto della follia in cui stavo cadendo. Pur non sapendo con certezza come sfruttarla, avevo provato a scrutare dentro Carter : molte emozioni vorticavano in lui, desiderio, fame, rabbia, e, incredibilmente, anche un certo turbamento, che non ero in grado di spiegarmi. Nulla, però, che facesse pensare che mi stesse mentendo. Dunque era tutto vero? In fondo, quella notte, nel vicolo, lo avevo solo visto scappare, e NON compiere l'atto…
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di Elettra