[ « Torna a pag. 1 ]     Avevo singhiozzato, incapace di fermarmi, imbrattandomi la faccia di liquido rosso.
Carter aveva ragione, il mio tempo era scaduto, e dovevo compiere la mia "scelta".
Non ero più umano, ma non ero nemmeno un vampiro. Ero preso nel mezzo.
-Vuoi così tanto render giustizia a tuo fratello…-aveva commentato Carter. La sua non era una domanda ma una affermazione. - …Hai perduto qualcuno che amavi moltissimo, e adesso, tutto quello che riesci a fare, è perseguire nella tua vendetta, notte dopo notte…-Mi aveva fissato in volto con uno sguardo duro, di pietra. - Reiko, hai perduto la tua vita, oltre che quella di Noel, quella notte. Hai perso i tuoi desideri, i tuoi sogni, le tue aspettative. Hai passato così tanto del tuo tempo alla mia ricerca… Hai rischiato molto. Hai messo in gioco la tua incolumità, e tutto perché avevo ucciso tuo fratello…-
C'era stato un secondo di silenzio, carico di tensione.
-E' vero- avevo annuito, infine. -E' verissimo, e il mio unico rammarico è stato quello di non riuscire ad ucciderti. Ma, anche se devo ancora accettare l'idea di dover morire, di stare per morire… Sono contento. Perché, anche se non sono completamente riuscito nell'intento, ho potuto vederti in faccia, vedere CHI aveva compiuto quello scempio. Mi dispiace solo di essermi comportato come uno stupido, e di non averti trafitto meglio.- avevo confermato, tirando su col naso, cercando di ripulirmi le gote dalle lacrime, ma finendo solo col spalmarmele uniformemente sulle guance.
Carter aveva inspirato profondamente, anche se non ne aveva realmente bisogno, e, prima che parlasse, avevo visto le sue labbra tremare.
-E se…- si era fermato, indeciso se parlare o meno.
-Carter?- avevo chiesto, confuso. Non capivo quella strana espressione, ma non gliel'avevo mai vista fare prima. Era come se mi stesse mostrando un suo lato sconosciuto.
-Cosa succederebbe se… Se adesso ti dicessi di… Di non essere io l'assassino di Noel?-
-Che COSA?- avevo urlato, dopo un attimo di gelo, in cui ero riuscito unicamente sì e no a sbattere le palpebre.
-E' così, Reiko.- aveva confermato il vampiro, senza distogliere il suo sguardo profondo dal mio. -Lo so, sembra assurdo ma…-
-Vattene via- lo avevo troncato, senza lasciarlo finire.
-Reiko…-
-Vattene via!- mi ero alzato di scatto, barcollando per la fretta con cui il sangue mi era defluito dalla testa.
Avevo raggiunto il comodino, preso il primo oggetto che mi ero ritrovato sottomano -una lampada con tanto di paralume- e l'avevo scagliata verso Carter, mancandolo di un buon mezzo metro. Il nightcreeper aveva alzato un sopracciglio in direzione dello schianto, senza nemmeno tentare di spostarsi.
-Reiko.- aveva ripetuto, con il tono di un adulto che sta perdendo la pazienza con un bambino.
-Sei un mentitore bastardo!- lo avevo ignorato, brandendo uno dei paletti che tenevo accanto a me quando dormivo e lanciandomi su di lui.
Neanche a metà strada ero stato pietrificato da un attacco convulso di isteria erotica, che mi aveva centrato come un colpo violento, facendomi perdere la stabilità delle ginocchia.
Ciò nonostante, mi ero trascinato fino ai suoi piedi, menando deboli fendenti all'aria, indebolendomi a ogni metro che toglievo alla nostra distanza.
Alla fine, quando avevo raggiunto strisciante il mio obiettivo, Carter mi aveva bloccato le braccia senza sforzo, disarmandomi in due secondi netti. Ero, ancora una volta, alla sua mercè.
-Lascia che ti spieghi…- mi aveva mormorato, tremando anche lui per la nostra estrema vicinanza.
-Perché? Saranno solo un mucchio di menzogne.- lo avevo schernito, con disprezzo.
-Vedremo quando avrò finito .-aveva detto perentorio, dandomi una rapida spinta e facendomi ricadere supino.
-Adesso ascoltami- aveva quindi iniziato, prendendo di colpo un'aria remota. -La notte in cui Noel fu ucciso…Era stato il giorno della tempesta, ricordi?-
Lo ricordavo, eccome. Il più alto numero di fulmini della storia si era abbattuto sulla nostra città, devastando alberi, tetti e case.

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di Elettra