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-Ah… Carter…- avevo balbettato.
Il mio corpo era tutto un fremito, sentivo chiaramente tremare le mie labbra.
-Non vorresti invece un po' di soddisfazione… Finalmente?- mi aveva mormorato nell'orecchio, facendomi ansimare ancora più forte, annusando sonoramente l'incavo del mio collo.
-No… Io…- ero in totale stato confusionale, non sentivo né vedevo più nulla, solo il suo corpo e il gelo che esso emanava.
Avevo alzato le braccia e, contro qualsiasi aspettativa, lo avevo stretto contro di me, in catalessi, sentendo però una fitta di dolore improvviso ai palmi, che mi aveva parzialmente riportato alla realtà.
Lo stavo facendo di nuovo, stavo cedendo ai miei sensi e offrendo il mio collo a Carter!
Dannazione!
-No, lasciami! - avevo cercato di respingerlo coi gomiti, ma le sue braccia si erano chiuse come una morsa di ferro attorno ai miei fianchi.
- Carter! - avevo ringhiato minaccioso, l'euforia estatica ormai svanita del tutto.
- Tu non vuoi veramente morire. - aveva detto il vampiro, leggendomi nelle pupille.
- Sì che lo voglio! UCCIDIMI! Uccidimi subito! - avevo iniziato a urlare, dando violenti strattoni per liberarmi da lui.
- Bugiardo! Nemmeno due secondi fa stavi quasi pregandomi di morderti!- mi aveva schernito, serrandomi le spalle con violenza.
- Perché non ero in me! - avevo sbraitato -Tu non capisci, io non sono più me stesso! Sono un…Un…-
- Reiko, considera la possibilità che hai! Potresti avere un grande potere! Potresti vivere in eterno! -
Alle sue parole avevo scalciato ancora più forte, per poi bloccarmi di colpo. Non sarebbe servito, comunque.
-Lasciami mostro - gli avevo sibilato - …Se non mi ucciderai tu, lo farò da solo. Non diventerò mai uno scherzo della natura come TE! -
Carter era stranamente ammutolito di fronte al mio astio, perdendo per pochi istanti la concentrazione, tanto da lasciare la presa.
Ci eravamo fissati per qualche secondo, mentre io avevo cercato di mantenere ad ogni costo uno sguardo di sfida.
Avevo fatto per superarlo e dargli la schiena, ma, proprio in quel momento, Carter aveva reagito alla mia provocazione, afferrandomi per il collo, mozzandomi il respiro.
Colto alla sprovvista, mi ero attaccato alle sue mani, cadendo in ginocchio.
- Volevi morire? E MUORI ALLORA! - aveva ruggito il vampiro, incenerendomi con due rabbiosi iridi rossastre.
Aveva continuato a stringere, rovesciandomi all'indietro, sdraiandomi di schiena e sedendosi a cavalcioni sulla mia vita.
-C… Cart…- avevo esalato, aggrappandomi convulsamente alle sue mani contratte, sentendomi mancare.
La testa mi formicolava, e l'aria non arrivava ai polmoni, lasciandomi in apnea.
- Che c'è? Hai paura?- aveva ghignato, conficcandomi i pollici nel collo.
Ero completamente senza ossigeno, sembrava che stesse per esplodermi il viso e sentivo a malapena le dita delle mani e dei piedi.
Stavo morendo, stavo morendo sul serio, la vista cominciava ad offuscarsi, e tutto quello a cui riuscivo a pensare era che sì, avevo paura, e non volevo morire, non volevo che mi uccidesse.
Volevo vivere.
Con un ultimo sforzo, avevo cercato di esalare un soffio per fermarlo, ma le mani del nightcreeper erano rimaste come blocchi di pietra al loro posto, continuando a stringere, sempre più forte, togliendomi la vita che mi rimaneva.
"Non voglio morire! Non voglio…" ripeteva in un mantra il mio cervello.
L'ultima cosa che avevo visto, sopra la mia testa, era stato il soffitto, poi era sopraggiunto lento il buio, mentre, silenziosamente, cadevo esanime nell'oblio della morte.
di Elettra
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