[ « Torna a pag. 1 ]     In altre parole... rinascevo.
Nessuno si spiegava questo strano fenomeno, febbre da cavallo durante il giorno e salti mortali durante il periodo di buio. I miei erano ricorsi a tutti i medici possibili senza venire a capo di nulla.
Anche i rimedi che usavano erano certamente i più bizzarri,di quelli letti su qualche rivista di puttanate o consigliati da qualche arzilla vecchietta. In entrambi i casi assolutamente inutili.
Mi ricordo un evento particolare. I miei invitarono una donna anziana in casa,una che secondo certe voci era una santa, un angelo in terra, e secondo altre una vecchia strega. Usava rimedi naturali a base di erbe o cose del genere, diceva di essere in grado di sconfiggere il malocchio e chissà quali altre cose. Una specie di maga. Avevo già sentito parlare di lei, ma non avevo mai avuto l'onore (se così possiamo dire) di conoscerla di persona. I miei non credono in queste cose, sono di quelli che si dice "con i piedi per terra", ma tentavano tutto ciò che avevano a disposizione. Questo per farvi capire quanto fossero disperati in quei giorni. Prima che la "Fata Morgana"(così si faceva chiamare, in un vano tentativo di suscitare potenza e rispetto, ma che invece era solo comico) entrasse nella mia stanza come l'esorcista nella stanza dell'indemoniata, mamma mi spiegò chi era quella donna, perché era lì, come mai l'avevano chiamata e tutto il resto. Erano le tre del pomeriggio, quindi non potevo certo essere molto attiva. Anzi,avevo sonno e avrei preferito dormire invece che ascoltare le stronzate di quella donna.
Senza tante cerimonie Fata Morgana entrò accompagnata da mia madre, che fu invitata ad uscire. "Il rituale dev'essere compiuto senza presenze che potrebbero nuocere." Così si espresse la donna.
Mamma, seppure a malincuore, uscì. Sapevo che non le piaceva molto sapermi da sola con quella sedicente maga (per lei i maghi e i ciarlatani in genere appartenevano a quella categoria di "persone strane" rigorosamente da evitare.)
Guardò subito attentamente il manifesto del Monsters fo Rock, il poster dei Dream Theater, i vari poster dei Maiden e degli AC/DC con sdegno. "Povera ragazza!" commentò. "Qui regna il male!" Bene, ecco un'altra parruccona che non ha la minima idea di cosa sia il male che dice di combattere. Tutti uguali, tutti pronti a criticare e a demonizzare cose che neppure conoscono. Quella maga mi sembrò un tipo strano già dalla prima occhiata (altro che i miei gusti musicali!). Un donnone alto e grosso, con orrendi riccioloni grigi e la pelle del viso che scendeva flaccida. Vestita interamente di nero, con una lunga gonna che discendeva fino ai piedi. Sarebbe stata più credibile come Morticia Addams che come Fata Morgana! Alcuni che erano stati curati da lei si ritenevano soddisfatti del suo operato, dicevano che funzionava davvero, poi chissà.
Sentii mia madre che discuteva con mio padre al piano di sotto.
"Non avremo sbagliato? Non mi piacciono queste cose." disse lei in un tono sconsolato.
"Nemmeno a me, lo sai, ma che possiamo fare? In una settimana abbiamo già consultato tanti medici e nessuno è venuto a capo di nulla. Quella donna è la nostra ultima speranza, non credi?"
Mamma iniziò a piangere.
"E se non funziona?" disse singhiozzando.
"Non lo so. Se non funziona troveremo un altro modo,non preoccuparti. Tanto vale tentare tutto, no? Che abbiamo da perdere?"
Quella conversazione mi diede da riflettere. Come avevano detto, nessun medico era venuto a capo di nulla (febbre alta fino a sera che poi scompare come per magia quando viene buio non è da tutti, no? E non si trova certo la spiegazione su un qualsiasi manuale di medicina da scuola superiore), perciò se avevano provato anche quella via era perché erano davvero arrivati al limite del possibile immaginario. Sull'orlo della disperazione. Forse dentro di loro sapevano di essere truffati da quella donna ma non volevano crederci. Era l'ultima strada. Ma la cosa davvero strana, quella che mi fece riflettere non era tanto il discorso che sentii quanto il fatto che lo sentii. Erano al piano di sotto, impossibile sentire una conversazione, e specialmente comprendere le parole, però fu così. Come se li avessi davanti. Sul momento non ci avevo fatto caso, ma anche quando era venuto il dottore una settimana prima lo avevo sentito parlare con mia madre al piano di sotto. Quindi già allora i miei poteri stavano accrescendo. Quando venne la maga dovevano essere già abbastanza sviluppati.
Fata Morgana posò le sue mani sopra il mio torace,premendo con forza. Non mi faceva male, sentivo solo un gran calore, mentre borbottava qualcosa, formule magiche incomprensibili. Distinsi forse "Sua Eccellenza Signore del Cielo" o qualcosa del genere, mescolato a borbottii tanto illogici quanto inutili.
Mi venne in mente il sogno, quello del ragno e di quei tizi. Anche lui, quella specie di sacerdote mormorava strane frasi con le mani sulla mia fronte. Rabbrividii a questo pensiero.
La donna premeva ancora più forte, sempre di più. Le sue mani bruciavano di calore. Iniziai ad avere caldo, caldissimo. Lei continuava a parlare, forse non così tanto a sproposito. Evidentemente non c'era niente di illogico in quella tiritera. Il mondo iniziò a confondersi ai miei occhi, perdendo la sua lucentezza, diventando pallido e vuoto.
Scomparve il poster dei Dream Theater, scomparve il manifesto del Monsters of Rock, scomparve tutto l'ambiente circostante.
Gli occhi iniziarono a lacrimarmi. Mi bruciavano.
Adesso ero in un prato, un prato immenso, verde, lussureggiante di vegetazione. Il sole era nero, oscurato, come un eclissi. Fievoli raggi di luce passavano, senza, però,darmi un grosso fastidio. Erano troppo deboli e io non ero ancora pronta del tutto. Era praticamente buio. Oltretutto gli occhi mi bruciavano già. Il cielo era solcato non da demoni, ma da splendidi angeli, con maestose ali dorate. Anche piccole fiammelle azzurre svolazzavano nell'aria, illuminando un po' il cielo.
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