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Ero sicura che il demone-ragno godesse mentre mi toccava, lo vedevo dal suo viso. Avrei dato qualsiasi cosa per sfuggire a quell'orrendo palpeggiamento, quella pratica d'amore da parte di un demone dalle sembianze di un ragno.
So when you're waiting for the next attack
Gemevo in continuazione come... oddio, come una cagna in calore.
Cercai di sfuggire da lui,tirai via le braccia con un forte strattone ma niente da fare, le catene che mi cingevano stretti i polsi erano troppo salde perché avessi la minima speranza di divellerle. Lo stesso vale per le gambe. Dopo i primi tentativi falliti di muovermi, di sfuggire al mostro decisi di lasciar perdere. A forza di strattonare iniziarono a farmi male le caviglie.
Non c'era quindi modo di opporre resistenza, l'unica cosa che potevo fare era farmi soggiogare da quella cosa immonda, farmi palpeggiare da lui mentre godeva come un animale selvaggio sul mio corpo, sperando che quell'orrore finisse presto.
Guardai ancora in alto per non vederlo mentre mi faceva sua. Le fiammelle svolazzanti si erano misteriosamente trasformate in demoni alati che solcavano l'aria sotto la grande cupola. Li vedevo volare sopra di me, sentivo i rumori delle loro ali che si piegavano e si estendevano maestose nell'aria.
(Questo è lo specchio di quel che sei)
Adesso non era più sofferente, adesso ghignava! Ghignava beffardamente, come se vedermi incatenata ad un altare,immobilizzata per i polsi e per le caviglie, nuda e infreddolita e con un demone addosso che si eccitava con il mio corpo lo divertisse.
Si, ghignava, il maledetto!
You'd better stand there's no turning back
Il ragno continuava nel suo folle gioco sessuale su di me. Adesso si era messo perfino a sudare!
Era un immagine quasi comica, un ragno enorme con una lingua viscida e saettante e gli occhi azzurri che palpeggia una ragazza eccitandosi e sudando! Per voi che leggete, forse, per me non c'era assolutamente niente di comico, ve lo posso giurare.
L'orrore anziché diminuire era aumentato con l'aumentare dell'eccitazione della bestia. Sia la sua eccitazione che il mio senso d'orrore raggiunsero il suo culmine quando lui... beh, quando sentii qualcosa di grosso e viscido che entrava...
Lanciai l'urlo più potente e spasmodico che abbia mai fatto. A quel punto l'orrore divenne davvero troppo. Continuai a gridare in preda al panico, sgolandomi quasi. Mi agitavo freneticamente senza riuscire a liberarmi né dalla morsa delle catene, né da quella del ragno.
Fu a quel punto che l'essere aprì le sue ali,enormi ali nere e membranose. Emettendo il verso più stridulo e bestiale che abbia mai sentito volò via in un secondo.
Il mio sguardo scattò subito verso l'alto ma non trovai più traccia di quella cosa. Mi guardai intorno, niente di niente.
Non c'erano più i demoni, erano tornate di nuovo quelle inquietanti fiammelle azzurre svolazzanti.
Provai a sporgermi un po' dall' altare, fin dove le catene me lo permettevano. Ben poco. Ma mi bastò per vedere che la creatura non c'era più, sparita nel nulla,nessuna traccia. A parte la saliva schiumosa sul viso e i segni rossi che avevo sul corpo,quelli lasciati dalle zampe squamose del ragno.
The bugle sounds and the charge begins
Mentre mi guardavo intorno alla ricerca di qualche traccia di lui (avrei potuto dubitare io stessa che fosse mai esistito,se non continuassi a sentire la sua bava appiccicosa sul viso e non vedessi i lividi rossi sul ventre) sentii delle mani che mi premevano sulla fronte. Alzai di scatto gli occhi e inorridii di uovo,non per la nausea o per i forte senso di disgusto, ma per la paura vera e propria che quella visione mi mise addosso.
Erano sette, ricordo benissimo. Sette uomini intorno all'altare, identici, tutti vestiti di nero. Erano gli stessi uomini che avevo visto all'inizio.
Sentii un nuovo brivido scorrermi sulla pelle, partire dal collo e giù per la schiena, fino alle gambe. Freddo. Freddo e terrore allo stato puro.
Mi avrebbero ucciso? Era questa la loro intenzione?
But on this battlefield no one wins
Non mi chiedevo più come mai mi trovavo lì o come erano apparsi il ragno e quei tizi, o come mai ero nuda, sapevo che era inutile cercare una risposta a queste domande.
E poi non era certo quello il momento di pormi domande, no?
Una di quelle strane figure intinse una specie di pennellino in un grosso calice che teneva in mano.
Seguii ogni suo più piccolo movimento con il cuore in gola.
Estrasse il pennellino gocciolante di un liquido rosso, troppo rosso per essere vino, e me lo avvicinò alla fronte. Guardai la sua mano che armeggiava sopra i miei occhi, incapace di vedere che cosa stesse facendo.
Gli altri incappucciati stavano in silenzio, pregando,sembrava.
Il pennellino premette forte su di me, tanto da farmi sentire dolore. Stava disegnando qualcosa, ma non potevo certo capire che cosa.
Disegnò qualcosa anche sulle guance e sul collo. Quando lo portò ai seni e tracciò chissà che su ognuno di essi mi bastò alzare la testa (seppur con timore) per scoprire che erano simboli strani, alchemici forse, simboli che non avevo mai visto.
Me ne disegnò ancora sul ventre,sempre diversi, sulle braccia e sulle gambe.
Quand'ebbe finito mi poggiò entrambe le mani sulla testa e premette forte. Lo sentii mormorare alcune parole che non riuscii a comprendere, sembrava latino ma non ne sono sicura.
The smell of acrid smoke and horses breath
Premeva talmente forte che mi fece male. Il cuore mi batteva forte nel petto, temevo che da un momento all'altro mi sarebbe scoppiato.
Gli altri incappucciati continuarono a stare in silenzio,mentre quello che sembrava il loro capo proseguiva con la sua folle litania.
Il freddo aumentava, mi sentivo gelare. Le fiammelle non si fermavano un secondo continuando a svolazzare per aria.
Le candele emettevano una luce tetra nell'enorme stanza e non riscaldavano minimamente. In più tutti quegli affreschi di demoni e mostri non potevano certo aiutarmi a migliorare la mia condizione. Anzi, mi mettevano sempre più in soggezione, rendendo l'atmosfera più inquietante e angosciosa che mai.
Il mio amichetto lassù non smetteva neppure un attimo di sghignazzarmi in faccia con quel suo ghigno beffardo.
Mi accinsi a guardare il mio corpo tutto pieno di simboli magici scritti col sangue.
Questo è lo specchio...
Si, cazzo, basta!!!
Quando l'uomo ebbe terminato il suo macabro rituale portò le mani alla maschera che indossava e tirò su.
Stavo per vedere il suo viso, finalmente avrei visto in volto quel bastardo.
Tremai.
As I plunge on into certain death
E tremai ancora di più quando se la sfilò completamente dalla testa e nel viso di quell'uomo riconobbi quello ben noto di... mio padre!
di Cagliostro
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