Moran e Black Moon fecero ritorno al castello che era notte; Lairy splendeva alta nel cielo al massimo del suo splendore e gufi, licantropi delle ombre, pipistrelli e donnole-vampiro avevano già cominciato a farsi strada nella foresta o a volteggiare nel cielo.
All'interno del castello di Black Moon, regnava un'atmosfera lieta, giubilante, soprattutto per i vassalli, i pochi cavalieri e gli scudieri al servizio di Re Black Moon, contenti per l'esito favorevole dell'impresa del loro signore.
Black Moon, alla stessa maniera era in vena di festeggiamenti ed ordinò di imbandire subito la tavola per un lussureggiante banchetto, per quello che le 2000 monete d'oro mensili che Eclisse Nera faceva pervenire al castello di Black Moon in cambio della sua fedeltà potevano permettere.
Il vino scorreva a fiumi e per soddisfare l'appetito di tutti gli abitanti del castello, furono uccisi nove cinghiali!
Moran non era molto soddisfatto dell'impresa, dunque non molto propenso ai festeggiamenti; mangiò solo per placare i morsi della fame che, ogni giorno, peggiori della maledizione di qualche Mago Arcano, colpivano e torcevano duramente il suo stomaco!
"Aprite un'altra botte…!" urlava ebbro, di tanto in tanto Black Moon.
"Altro vino presto, dobbiamo brindare ancora…!" proseguiva. "Moran, tieni alto il morale ed il tuo calice, gli dei sono stati propizi nei nostri confronti, bevi, festeggia con noi!"
Per accontentare l'amico, Moran beveva di tanto in tanto qualche boccale di vino, ma continuava a pensare al Castello Nero. In quel luogo avevano corso un grave pericolo e nessuna delle leggende che circondavano quel luogo ameno aveva avuto un riscontro reale; che fossero solo invenzioni per terrorizzare gli avventurieri?
Che davvero gli dei avevano aiutato l'impavida coppia? O magari l'aiuto veniva da molto più vicino?! A questo pensiero, seguì subito quello di Eclisse Nera.
Moran infatti aveva percepito gli oscuri pensieri di quel Dejen e temeva che con quella prova si fossero immersi in qualcosa di molto più grande di loro, a cui il Dejen maledetto si stava operando.
Ma cosa?! Due giorni dopo giunse al castello di Black Moon un messaggero del feudo vicino al suo, governato da un certo Destrum, amico di Black Moon da quando questi aveva ricevuto in dono il castello e le terre da Eclisse Nera.
Il messaggero recava uno scrigno contenente una pergamena, da consegnare solo al Re.
Il messaggio recava questa iscrizione:


Il ponte del torrente dei Draconici
È un passaggio obbligatorio per il Chiostro Del Lago di Ild.
I guerrieri che avevano
Un'importante pergamena da consegnare
Ad Avel primo sacerdote di Hilven, sono tutti morti.
Tu devi recuperare il manoscritto prima che qualcuno possa impadronirsene.
I draconici procedono verso Nord; dal tuo castello sarà facile intercettarli
E rubar loro la pergamena per riconsegnarla ad Avel.
Io sarò impegnato a sbarrar loro la strada
Per evitare che penetrino nelle Terre Brulle
Che gli Dei ti assistano in quest'impresa!
Destrum


"Moran, hai letto anche tu, vero? Non c'è un minuto da perdere, muoviamoci!" "Sellate i cavalli, presto!" scalpitò subito Black Moon.
Moran invece pensò:"Speriamo che almeno in questa nuova avventura non ci sia ancora lo zampino di Eclisse Nera!"
Partirono immediatamente e dopo tre ore, cavalcando velocemente verso Sud, videro lo stormo di draconici che sfrecciava sopra le loro teste.
Black Moon riuscì a vedere nelle zampe di uno dei diciotto draconici, un cofanetto ingioiellato.
"Gli abbiamo trovati", affermò Black Moon. "Abbattiamoli…"continuò poi.
Estratta una freccia, i due mirarono alla bestia che possedeva la pergamena, ma fallirono; la lunga distanza non permise loro di ottenere risultati soddisfacenti.
"Inseguiamoli presto…" esortò subito Moran e ripartirono subito al galoppo. "Tra non molto ci imbatteremo nei guerrieri di Destrum; guarda, io già li vedo! Cavalchiamo più veloce."
I soldati di Destrum, armati di baliste e catapulte fermarono facilmente il gruppo che capitolò in maniera disastrosa!
"Destrum, amico, grazie dell'aiuto…" disse Black Moon. Destrum strappò il cofanetto dalla zampa del draconico morto e ne tirò fuori una pergamena.
"Ecco, questa è la pergamena che tu dovrai consegnare ad Avel, per fortuna non siamo arrivati tardi; se quei mostriciattoli fossero riusciti ad entrare nelle Terre Brulle, sarebbe stato molto più difficile fermarli. Ora tocca a te, amico. Porta questa pergamena ad Avel, nel suo tempio all'interno della montagna a confine tra il Regno di Ild ed il nostro e torna da me, ti ricompenserò come riterrai più opportuno. Se giungerai al mio castello entro domani a quest'ora, potrò avvertire il Committente che l'impresa che mi aveva affidato è andata a buon fine. Ti ringrazio ancora, amico per la tua gentilezza!" Detto questo, ripiegò le insegne ed andò via.
"Chi è il Committente?" intervenne Moran. "Non lo so, non me lo ha detto e non mi interessa; abbiamo una missione da compiere, non perdiamo tempo!"
Detto ciò, rimontarono a cavallo e si diressero verso la Montagna di Ild.
La montagna del regno di Ild, sovrastava il Lago di Ild accanto al quale era delineato il passaggio obbligatorio che conduceva verso il Chiostro di Avel da una parte e verso la città di Ild, dall'altra.
La vetta della montagna di Ild, immersa quasi sempre in una spessa coltre di nubi a cui dicerie popolari assegnavano una natura magica, scaturita dal potere dell' stesso Avel, era visibile già da molte miglia e troneggiava imponente sugli altri monti adiacenti, senza rivali nella zona.
Giunti in prossimità del ponte che scavalcava il Fiume Emhal, Moran e Black Moon videro i resti della carovana assalita dai Draconici, segni manifesti di feroce lotta, sangue, schegge di armatura, armi in frantumi, monete sparse dovunque e i cadaveri di venti uomini disseminati su tutto il ponte.
"Hanno lasciato l'oro, guarda!" asserì Black Moon. "Secondo te erano guidati da qualcuno?"
"Penso di si, i Draconici non sono così feroci e di solito prendono l'oro e le armi. Qui invece non manca niente di tutto questo."
"Questa storia mi piace sempre meno! Black Moon, tu sai cos'è contenuto nella pergamena che dobbiamo consegnare ad Avel?"
"No, ma fra poco lo sapremo…!" frettolosamente, Black Moon aprì il chiavistello del forziere, prese e srotolò la pergamena. Ristette un po' e poi la porse a Moran.
Quello che il giovane guerriero vide fu una bizzarra incisione raffigurante un serpente dai denti dorati ed una porta, contrassegnata da un simbolo runico.
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di Michelangelo Maiullari