"Hilven".
"Shangrilà! Quale onore poter godere della tua augusta presenza nel mio umile tempio."
Voltatosi e continuando a guardare attraverso uno squarcio spaziale che offriva la vista su qualsiasi mondo: "Cosa ti ha condotto fin qui?"
"Da molti giorni ti vedo inquieto, temi la guerra?"
"No Dama del Lago, noi dei non abbiamo nulla da temere dagli uomini, almeno fino a quando la terra non viene calpestata da creature orride come quel mezzo uomo!"
"Di chi parli?"
"Guarda attraverso l'Occhio Dimensionale."
Shangrilà si accostò allo squarcio, di forma perfettamente circolare e guardò al suo interno; questo assunse una colorazione azzurro vivo e mostrò una creatura metà uomo, metà elfo, un Dejen a cavallo, seguito da un elfo alla sua destra con una lancia splendente legata alla schiena ed un uomo incappucciato alla sua sinistra che portava, lungo il fianco legata alla cintura, una mazza di ferro terminante con un teschio di un materiale allo stato grezzo, ruvido, azzurrognolo, con due rubini incastonati nelle orbite; dal cappuccio si intravedeva una profonda cicatrice che solcava il suo viso. Dietro questi tre personaggi viaggiava un carro d'ebano intarsiato d'oro, senza aperture, con solo un ingresso, sigillato da un lucchetto, sulla parte posteriore; il carro era trainato da due cavalli neri, guidati da due cavalieri corazzati.
Dietro questi tre personaggi viaggiava un carro d'ebano intarsiato d'oro, senza aperture, con solo un ingresso, sigillato da un lucchetto, sulla parte posteriore; il carro era trainato da due cavalli neri, guidati da due cavalieri corazzati.
Dietro il carro e davanti al Dejen, vi erano altri quattro uomini a cavallo che reggevano con una mano un vessillo imperiale raffigurante una spada accanto ad una mezza luna, entrambi neri.
La compagnia procedeva a passo spedito in una foresta che terminava alle porte di una florida città, il più vasto e popolato centro commerciale e marittimo del regno di Kerly I, Kerwengar, dove gli avventurieri potevano trovare ogni genere d'avventura e dove i mercanti potevano far fortuna.
"Quel Dejen ha la mente affollata da loschi pensieri, anche se non riesco a percepirli; c'è l'influsso di un altro dio, non meno potente di me, che lo protegge!" spiegò Hilven.
"A tuo parere potrebbe cambiare le sorti della guerra e permettere al dio Ahriman di penetrare nel nostro Universo?"
"No, ma potrebbe rivelarsi ugualmente molto pericoloso per l'umanità; Loky, il Principe degli Inganni si è industriato molto egregiamente, assumendo questo demonio tra le sue fila, per ordire tranelli sempre peggiori contro il genere umano che noi difendiamo ed a mio parere ha concentrato troppo potere nelle mani di uno solo; quindi anch'io farò la stessa cosa: troverò un uomo che possa affrontarlo e, che Jadherion voglia, distruggerlo!"
"Rammenta che a noi non è permesso interferire. Proprio perché difendiamo la legalità e l'ordine del Cosmo in nome del Dio Unico, non possiamo intrometterci in modo così decisivo sulle faccende degli uomini."
"Ricordo la Legge, e non mi intrometterò, forzerò solo la faccenda facendo andare il mio futuro pupillo nel luogo da me prescelto, tutto qui" "Spiegami meglio che cosa hai intenzione di fare, ti prego."
Il dio Hilven sorrise, pose le mani dietro la schiena e rispose: "Non farò altro che condurlo al tuo cospetto!"
"Al Lago di Diamante? Non vorrai…?"
"Esattamente!"
"Non ti sembra di eccedere? Insomma il tuo pupillo dopo tutto deve affrontare solo un essere semi-umano!"
"Quel semplice semi-umano che tu dici possiede la Spada dell'Inferno…!"
"La Spada dell'Inferno!!"

di Michelangelo Maiullari