Mentre un'altra nuova alba sorgeva lentamente dalle colline e lottavo contro le palpebre che tentavano di chiudersi, numerose immagini scorrevano nella mia mente : l'ultimo incontro con Carter mi aveva devastato oltre ogni immaginazione ; non era stato tanto il fatto di avergli in pratica venduto la mia anima, quanto la realizzazione improvvisa e terribile che sarei MORTO, di lì a pochi giorni, e non avrei potuto fare nulla per impedirlo.
Sembrava così assurdo… Ero come un malato terminale che fino al giorno prima ignorava completamente di essere in fin di vita… Con uno scopo, degli obiettivi e degli ideali… Mentre ora… Tutto pareva vano.
Forse era davvero così… Avevo finito col gettarmi in un qualcosa di molto più grande di me, ero diventato parte di un ingranaggio gigantesco, che io, minuscola rotella, non ero riuscito a bloccare.
Anzi, se non fossi morto, avrei finito col prendervi parte.
Riflettendo su tutte queste cose, guardavo i raggi del sole farsi strada tra le cortine delle tende raggiungere rapidamente i piedi del mio letto.
Il momento era giunto, entro poco mi sarei addormentato, ma non di un sonno normale. Probabilmente non avrei mai più dormito come prima : a quanto avevo capito, i vampiri non sognavano… Cadevano in un lungo oblio, un torpore comatoso, di morte e basta, pur potendo percepire presenze dall'esterno.
Erano come un grosso felino famelico che riposava tenendo sempre un occhio aperto.
Certuni addirittura, e ricordavo bene di averli visti, dormivano con le palpebre spalancate, ed erano la visione più innaturale ed oscena che si potesse mai immaginare.
Ora, il deliquio veniva, e mi prendeva, cancellando ogni possibile pensiero dal mio cervello.
Erano passati altri due giorni, lenti e inesorabili, in un'alternanza lenta e sfiancante di sonno e veglia.
Non avrei saputo dire quali di esse fossero le peggiori, ma le previsioni di Carter si stavano avverando : sentivo qualsiasi cosa.
Prima era solo il fruscio degli insetti che serpeggiavano negli angoli bui della casa, poi, adesso, le persone che camminavano in strada.
Anche la mia vista, prima piuttosto scadente, in quanto miope, ed infatti avevo sempre portato le lenti a contatto, era migliorata: potevo farne a meno, potevo mettere a fuoco i minimi particolari della televisione contro il muro opposto al mio letto.
Eppure, nonostante tutto, non leggevo i pensieri delle persone.
Certo, non tutti i nightcreepers "rinascevano" con simili poteri… La maggior parte di loro, tranne le tipiche caratteristiche soprannaturali della vista, della forza e dell'udito, non ne avevano.
Tuttavia, C'ERA qualcos'altro.
Non sapevo se questo fosse comune ad ognuno di loro, ma, certe volte, e di recente mi succedeva sempre più spesso, percepivo delle… Cose, sensazioni fuggevoli, quasi impalpabili, come un'improvvisa tristezza o un'irrefrenabile bisogno di ridere.
Gioia, dolore, affetto, astio, sgusciavano silenziosi nella mia mente, ma non mi appartenevano : erano i sentimenti di qualcun altro.
E poi, naturalmente, c'era CARTER.
    [ Vai a pagina: 2 » ]

di Elettra