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Trevor aveva, in effetti, ridacchiato, in un tono che, in bocca a qualcun altro, sarebbe stato divertito… Ma che in bocca a lui risuonava terribilmente tetro.
-TU? E perché non potrei farlo IO?- aveva riso beffardamente, aprendo le braccia, e rivelando sotto il cappotto dei pantaloni di pelle coperti di borchie. Tipico del suo carattere.
Avevo sorriso a mia volta, avendo in quel caso la risposta pronta:
-Non scherzare Trevor, sai benissimo che non lo puoi uccidere! Se gli altri vampiri ti scoprissero saresti morto prima di fare un solo respiro!-
Era vero : se si fosse azzardato ad eliminare un nightcreeper di suo pugno, soprattutto uno in vista come Carter, conosciuto da molti, sarebbe stata una presa di posizione troppo audace, una dichiarazione di guerra potente. Molti lo avrebbero guardato con sospetto credendolo un dominatore, cosa che per la loro razza era assolutamente inaccettabile. Lo avrebbero linciato e bruciato vivo fino a renderlo un cumulo di ceneri.
Nel sentirlo, il divertimento (se mai fosse in grado di provare una sensazione del genere) gli era svanito dalla faccia.
-Va bene- aveva grugnito, spazientito - …Allora mettiamola in questo modo: perché dovrei fidarmi di te? Specialmente dopo QUESTO- aveva afferrato poco gentilmente Jesse sotto il mento e lo aveva avvicinato, per renderlo meglio visibile ai miei occhi umani.
Come avevo intuito, le sue ferite ancora non si erano rimarginate : un grosso taglio gli squarciava la guancia destra e l’occhio di colore violetto, che se ne stava mezzo nascosto sotto la palpebra slabbrata dal taglio dei vetri.
L’altro occhio, che era invece di colore azzurro pallido, mi fissava con un misto di accusa e disprezzo.
-Mi dispiace- avevo mentito –Niente di personale- avevo quindi mormorato al giovane vampiro, guardandolo : era davvero bello come dicevano, con i lineamenti delicati e minuti, il naso piccolo e dritto, gli occhi grandi e la carnagione bianca, sotto una cascatella di ciocche bionde.
Malgrado questo, però, dentro nascondeva ben altro, ed ero veramente seccato di non essere riuscito, al primo colpo, ad ucciderlo.
-Ti dispiace? Gli hai rovinato il lato migliore!-aveva bofonchiato Trevor, lasciandolo andare e incenerendomi con lo sguardo –Dimmi come potrei fidarmi di te, dopo che hai osato sfidarmi in questa maniera!- -Mi dispiace- avevo mentito –Niente di personale- avevo quindi mormorato al giovane vampiro, guardandolo : era davvero bello come dicevano, con i lineamenti delicati e minuti, il naso piccolo e dritto, gli occhi grandi e la carnagione bianca, sotto una cascatella di ciocche bionde.
Malgrado questo, però, dentro nascondeva ben altro, ed ero veramente seccato di non essere riuscito, al primo colpo, ad ucciderlo.
-Ti dispiace? Gli hai rovinato il lato migliore!-aveva bofonchiato Trevor, lasciandolo andare e incenerendomi con lo sguardo –Dimmi come potrei fidarmi di te, dopo che hai osato sfidarmi in questa maniera!-
Sfidarlo! L’aveva chiaramente presa sul piano personale…
-Consegnandoti la testa di Carter.- avevo ribattuto, mettendomi a braccia conserte, sperando che non si accorgesse di quanto mi stessero tremando le mani in quel momento.
La conversazione stava prendendo una piega pericolosa, e se Trevor si fosse infuriato, per me sarebbe stata la fine.
-Hm!- aveva esclamato, facendo uno spaventoso e inumano scatto con la testa : un qualsiasi essere vivente si sarebbe sicuramente ritrovato con la testa a penzolare sulla schiena, se l’avesse fatto con la sua stessa violenza -…E tu rischieresti la tua piccola, fragile vita per farmi un favore?-aveva alzato un sopracciglio scuro come la pece, dubbioso.
-Per motivi personali.- gli avevo risposto, lapidario -…Ti ho detto che anche io lo sto cercando…-
-Aah, guarda, guarda…- aveva sogghignato malignamente il vampiro : era da non credere, qualsiasi espressione assumesse, sembrava sempre e solo un mostro. Non riuscivo a comprendere come qualcuno riuscisse a dormire con lui, in particolar modo uno come Jesse…Che d’aspetto era il suo esatto contrario.
-Spero che il tuo sia un motivo valido, Reiko…- era la prima volta che mi chiamava per nome, tuttavia, detto dalle sue labbra, non mi piaceva affatto come suonava -…Anche se non credo che tu ti sia scomodato a venire fin qui solo per dirmelo…- mi aveva trapassato con quelle iridi fulve e malvagie - …Vuoi qualcosa da me, non è vero?-
Ecco : finalmente avevamo raggiunto il punto.
- E’ vero- avevo ammesso, non sapendo come strappargli l’informazione che mi serviva altrimenti -…Ho bisogno che tu mi dica DOVE si nasconde Carter.-
Trevor aveva sgranato gli occhi incredulo, scoppiando subito dopo in una violenta e macabra risata, deformando la sua faccia e rendendola, pur se involontariamente, ancora più mostruosa.
Jesse era rimasto a guardarlo in silenzio, come se la cosa non lo impressionasse.
-Certo- aveva verseggiato il nightcreeper fra le risa – E perché non mi chiedi anche di portartelo di persona?-
-Trevor…- avevo cominciato, rollando gli occhi, ma non avevo fatto in tempo a terminare la frase che una delle sue mani lunghe e bianche si erano chiuse sulla mia gola.
-Ti rendi conto di quel che mi farebbero se si venisse a sapere?- aveva digrignato i denti, che erano insolitamente lunghi e incurvati.
-Sì, ma…-
-Come hai detto tu prima, mi mozzerebbero la testa dal collo prima di poter anche solo dire “AH!”- aveva aumentato la presa, conficcando il suo pollice nella mia arteria giugulare.
-Trevor…Lasciam…- sentivo l’aria cominciare a mancarmi nei polmoni.
- E’ un favore grosso, quello che mi chiedi…Avrò bisogno di garanzie…- aveva continuato, sentendo il flusso del mio sangue palpitargli attraverso la pelle del dito, chiudendo in estasi le palpebre per un istante.
Non sapendo cosa rispondere, e avvertendo uno strano ronzio alle orecchie, avevo annuito, sperando solo che non mi mordesse, o sarebbe stato peggio della morte.
In quella posizione, ero totalmente impotente.
- Bene- aveva espirato Trevor, in tono gutturale. Aveva riaperto gli occhi, fissandomi con due iridi completamente rosse, questa volta, che indicavano la sua sete.
Aveva massaggiato il mio collo sempre nello stesso punto, poi, all’ultimo momento, aveva spostato il pollice verso la nuca, conficcandomi l’unghia nella carne, facendomi gemere dal dolore.
Quando aveva ritratto la mano, lungo il suo dito scorreva il mio sangue : se lo era portato alla bocca, succhiandolo avidamente, come se si trattasse del migliore fra i vini, rovesciando i bulbi oculari nelle orbite, rabbrividendo di piacere.
Tornato in sé, qualche secondo dopo, mi aveva mormorato :
-Il tuo sangue…Come pegno. Se fallirai, non sarà Carter a ritrovarsi senza testa.-
Queste erano dunque le condizioni dell’accordo.
Lo avevo guardato dritto nelle pupille : ero disposto a mettere in gioco la mia vita per trovare quel mostro?
Sì, lo ero. Sarei anche andato all’Inferno pur di averlo e rendergli ciò che aveva fatto a mio fratello.
Avevo lentamente annuito, sigillando il patto.
Trevor aveva scosso positivamente la testa a sua volta, grattandosi pensosamente la punta del naso.
- Carter non si trova lontano da qui…La sua base è in una cripta del cimitero della cittadina di St.James-Fuori-Le-Mura. Non puoi sbagliare.- mi aveva detto.
St.James…Nel sentirlo, per poco non mi era mancato il fiato! Avevo sbagliato la mia ricerca fin dal principio, convinto che Carter si nascondesse in uno sfarzoso palazzo, qui, in città…E invece…
Avevo focalizzato la mia attenzione di nuovo su Trevor, che fissava rapito il sangue che mi colava dal taglio sul collo.
Aveva allungato una mano verso di me, per prenderne ancora, ma Jesse gli aveva afferrato il polso a metà percorso, guardandomi storto e trascinandolo via.
Trevor si era lasciato condurre, lanciandomi però un’occhiata famelica da sopra la spalla sinistra, mormorando, mentre sparivano nel vicolo, un roco e voglioso:
- Sangue orientale… Il migliore…-
di Elettra
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