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Papa Stefano VI fu eletto papa nel maggio 896, egli succedeva di fatto a papa Formoso, in quanto Bonifacio VI era rimasto in carica soltanto 15 giorni prima di morire.
Stefano VI è passato alla storia per aver istituito nel 897, proprio contro papa Formoso, che lo aveva consacrato vescovo di Anagni, un processo (sinodo) cui, il defunto pontefice, venne fatto presenziare.
Questa "grottesca farsa" fu fortemente voluta da: Lamberto di Spoleto (incoronato da Formoso imperatore associato al padre Guido III e divenuto signore d'Italia alla morte di Arnolfo), da sua madre Ageltrude e dalla potente fazione romana che lo sosteneva: la motivazione fu appunto incoronazione, da parte di Formoso, di Arnolfo ad imperatore.
Il cadavere del pontefice prelevato dalla tomba, fu vestito degli abiti pontifici e deposto sopra un trono nella sala del Concilio.
Questo macabro sinodo presieduto proprio da Stefano VI si svolse per motivi politici e le accuse furono di spergiuro, violazione dei canoni che proibivano la traslazione dei vescovi e di aver aspirato al papato.
Un diacono posizionato accanto alla mummia forniva le risposte, evidemente non fu un buon avvocato difensore, perchè la mummia di Formoso venne giudicata colpevole.
Ai resti imbalsamati furono strappati gli abiti papali, gli vennero tagliate di netto le tre dita della mano destra, usate per giurare e per benedire e buttata fuori dall'aula, la spoglia del pontefice fu trascinata per la città e gettata in una fossa comune.
Il destino però di questa mummia non era finito: venne ritrovata e gettata nel Tevere, qui recuperata da un eremita che gli diede, finalmente, una sepoltura.
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