La corificazione (dal latino corium = cuoio) è un fenomeno di tipo positivo, cioè un processo attivo sia di tipo autolico che eterolitico, è parzialmente distruttivo ed è dovuto alla carenza di ossigeno in uno spazio confinato e allo sviluppo di prodotti derivanti dalla putrefazione che ostacolano l’autolisi.
I processi trasformativi si verificano in maniera molto lenta e sono estremamente influenzati dalle condizioni ambientali.
La trasformazione dei cadaveri tumulati in casse d'acciaio, di zinco o piombo procede in maniera conservativa, per l'arresto dei fenomeni colliquativi (cioè il processo degenerativo del tessuto) e la stabilizzazione delle strutture proteiche per un processo simile a quello della conciatura delle pelli.
La cute assume una tipica consistenza, simile a quella del cuoio di concia recente, si presenta relativamente morbida, integra ed elastica, dal colorito grigio-giallastro, più scuro nelle parti non coperte da abiti o teli (testa e mani), resistente al taglio.
Le articolazioni non sono rigide poiché nei tessuti rimane, talvolta, malleabilità.
Il fenomeno si manifesta tra il primo ed il secondo anno di conservazione in cassa.