Quella di imbalsamare i corpi dei pontefici defunti e di conservarne a parte le viscere fu un’usanza praticata per secoli, abolita soltanto da Pio X (1903-1914).
Oggi i funerali, solenni, avvengono in genere tre giorni dopo la morte, e i tecnici dell'istituto di medicina legale dell'università di Roma sono incaricati di verificare lo stato di conservazione del corpo.
A tale scopo, in passato, il corpo veniva svuotato degli organi interni (i precordi) per rendere più' duratura l'imbalsamazione.
I precordi dei papi venivano conservati in speciali anfore o canopi.
La Chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio che fu la parrocchia del Quirinale, Palazzo Pontificio fino al 1870, officiata dai Padri Cistercensi di Casamari fu il luogo dove sono custoditi i precordi di molti Papi.
Spettacolare chiesa barocca che si affaccia su di un angolo della piazza di Trevi; di origine medievale, nell'aspetto attuale risale alla ricostruzione effettuata tra il 1646 ed il 1650, sotto il patrocinio del cardinale Giulio Mazzarino, primo ministro di Francia durante la minorità di Luigi XIV, cardinale che è vistosamente ricordato dall'epigrafe dedicatoria sulla facciata della chiesa.
I precordi qui conservati appartengono a ventitré pontefici, da Sisto V (1585-90) a Leone XIII (1878-1903), ricordati da due lapidi, Innocenzo XI (1676-1689), invece, stabilì che i suoi precordi fossero seppelliti in un altro luogo, ma sempre nella medesima chiesa: nella cappella in cui si trova un affresco frammentario trecentesco, la Vergine delle Grazie, cui era particolarmente devoto.
Come sappiamo da Gaetano Moroni: "la sera stessa dell’imbalsamazione, i precordi erano solennemente portati nella chiesa dal cappellano segreto del papa, che viaggiava in carrozza, accompagnato da un palafreniere a piedi e con le torce accese".
Vari sistemi di conservazione furono successivamente provati; e ancora si ricordano gli svenimenti vicino al corpo di Pio XII, a causa dell'odore della decomposizione del corpo, sul quale era fallito il tentativo di conservazione.
Che invece riuscì per papa Giovanni.
La "Missa poenitentialis": cioè il funerale, viene celebrato in san Pietro, alla presenza di delegazioni di Stato di tutto il mondo.
Le spoglie mortali del papa, vengono chiuse in una triplice cassa (una di cipresso, una di piombo e una di noce), e tumulate nelle grotte vaticane.
Questo è quanto previsto, ma per tutto ciò che riguarda il proprio corpo, dal modo al luogo della sepoltura, i papi possono però disporre diversamente: così Paolo VI scelse di essere sepolto nella nuda terra ed alcuni papi decisero di non farsi seppellire nelle grotte vaticane.
Dopo la sepoltura del papa e durante l'elezione del nuovo, non può essere abitato nessun ambiente del suo appartamento privato.
Se il defunto ha fatto testamento e nominato un esecutore testamentario, questi dovrà eseguire il mandato e renderne conto al nuovo papa.