Fin dalle tumulazioni preistoriche accanto alle salme venivano deposti animali o cibi, queste offerte rinvenute nei siti sepolcrali lasciano gli esperti in dubbio: erano offerte lasciate al caro estinto per la sua vita futura oppure offerte propiziatorie agli spiriti per guidarlo nel suo passaggio nell'aldilà, o ancora: i resti di un banchetto al quale avevano partecipato i parenti?
Qualunque fosse la motivazione, sociale o psicologica che ha spinto questi nostri antenati non vi erano segni di sacrifici umani.
Si hanno diffuse documentazioni storiche sul cannibalismo rituale per la commemorazione dei defunti, attuali fino a cento anni fa circa, in Oceania le tribù infatti solevano ingerire parti di carne umana sia dei nemici più valorosi, sia di parenti o importanti personaggi della comunità.
Questo comportamento era spiegabile con la convinzione che l'ingestione della materia corporale potesse trasferire le virtù positive del morto.
Non solo questo però, un'altra componente poteva anche ricercarsi nel desiderio di tenere con se parte del defunto.
Anche in sud america in tempi passati si sono trovate tracce di esseri umani "macellati" ai fini di antropofagia.
Non si ha la certezza che questo fenomeno sia stato del tutto debellato nell'Africa centro occidentale a tale proposito si è molto favoleggiato a proposito degli uomini leopardo.
Altra considerazione è quella che concerne i sacrifici umani ad un defunto.
Celebri nella memoria sono le pire funerarie indiane nelle quali al cadavere del marito veniva accostata la moglie, viva, per essere arsa con lui.
Era questa una condanna priva di appello nella società rigidamente divisa in caste dell'India: se una donna per qualche ragione riusciva a sfuggire a questo suo "dovere" veniva ripudiata dalla famiglia e dalla sua casta diventando così una paria.
Sempre nell'america centrale e del sud nelle sepolture di re si sono trovati anche i corpi di primi ministri o consiglieri, dalla posizione dei corpi e dagli studi effettuati questi non erano morti al momento della sepoltura: erano stati quindi tumulati vivi per assistere nuovamente nella sua futura vita il loro sovrano.
Anche nell'antico Egitto si dice che coloro che avessero costruito le piramidi o le tombe dei faraoni venissero uccisi per preservane i segreti: questo però si ritiene da escludere in quanto gli artigiani addetti allo studio dell'architettura di simili imponenti costruzioni non erano numerosissimi, quindi ucciderli era uno spreco di materiale mentale e culturale che i faraoni non potevano certo permettersi.
In realtà dalle ossa ritrovate negli ossari attorno a questi siti degli operati che vi lavoravano sappiamo che erano accuratamente curati nel caso di malattie o di incidenti sul lavoro.