1813. Il 29 gennaio a Pavia nacque Paolo Gorini, fu il secondo genito di Giovanni Gorini e di una donna di origini lodigiane. Dopo aver brillantemente terminato gli studi al collegio Ghislieri a Pavia decise di studiare per la laurea dottorale in fisica e matematica, che ottenne nel 1833.
Esattamente un anno dopo, la laurea, la sua carriera ebbe la svolta vincendo un concorso pubblico per una cattedra di insegnante in scienze naturali a Lodi.
Grazie a questo lavoro iniziò uno studio, in vulcanologia e in geologia, per poi passare alla mummificazione e alla cremazione, che lo rese famoso al grande pubblico della scienza; ed è con la geologia che iniziò a farsi conoscere conquistando il rispetto di eminenti studiosi.
Il suo "studio", per gli amati esperimenti, fu un laboratorio presso S. Niccolò dove lo scienziato lavorò in un clima che metteva spesso a repentaglio la sua vita; l'ambiente in penombra con fornaci, odori pestilenziali, sostanze di strana e dubbia composizione. Gli ingredienti dei sui lavori erano: zolfo (elemento base), pezzi di cadaveri precedentemente trattati, olii, canfora, cipolle, tabacco, estratti di limone e svariate sostanze chimiche.
I suoi studi proseguirono fino a quando decise di intraprendere la ricerca di un metodo scientifico che permettesse la conservazione dei corpi animali al fine di evitarne la putrefazione, era l'anno 1842. Senza contare la potenzialità di tale nuova scoperta, va chiarito che egli, non cercò un processo di mummificazione ma di pietrificazione del corpo cercando di ottenere "carne morbida", una specie di corpo vivo, tramite la sostituzione dei fluidi corporei con sali destinati a solidificarsi col tempo. Ovviamente ci fu il rovescio della medaglia, benchè il progetto fosse allettante c'erano dei punti molto difficili da superare: innanzi tutto ci voleva un posto ampio, fuori città ma vicino all'ospedale per il rifornimento cadaveri per intraprendere questa particolare attività, poi l'attività sanitaria di Lodi non era d'accordo sullo smembramento o violazione dei cadaveri per ricerche scientifiche in più va considerato il fattore malattie, c'era il rischio di causare epidemie!
A tutte queste questioni che poterono essere superate tramite amici, funzionari corrotti ecc... l'attività di Gorini ebbe il maggior ostacolo dalla chiesa, i quali non tolleravano assolutamente lo scempio sui corpi e con argomentazioni di carattere religioso e morale denunciarono Gorini nel 1843. Si cercò di ovviare tentando di "divagare" sulla questione pietrificazione cercando più che altro di farla passare per mummificazione. Sempre nel 1843 la salma di Pasquale Barbieri preparata da Gorini giace ancora incorrotta nella teca tra le mura dell'ospedale vecchio.
Col passare del tempo, la sua tecnica si affinò sempre più riuscì a superare i tempi di mummificazione e i suoi cadaveri divennero più spesso corpi mutilati, malformati, corpi affetti da strane malattie al fine in un futuro di poter studiare al meglio su questi modelli le problematiche che li avevano resi in tal modo.
La chiave per non far andare in putrefazione il corpo dipendeva dalla capacità di agire sui liquidi organici alterandoli chimicamente.
In tutto questo la sua fama accrebbe sempre più fuori dai confini della sua città e spesso venne chiamato a mummificare le spoglie di personaggi famosi.
Tuttavia nel 1872 Paolo Gorini intraprese un'altra strada, invece di continuare alla mummificazione / pietrificazione decise di intraprendere la strada di distruggere i resti umani prima della putrefazione. Si immerse quindi nello studio della cremazione / combustione fino ad arrivare al "moderno" forno crematorio che brevettò lui stesso. Il primo esempio di forno crematorio fu varato a Lodi al cimitero di Riolo il Crematorio Lodigiano nel 1877. Questo interesse si attribuisce a sostanziali esigenze igieniche-sanitarie nonchè a preoccupazione scientifica.
Oltre alla sua attività da scienziato, Gorini fu un attivista nel periodo Risorgimentale, ma poichè la sua salute non era delle migliori non prese parte in forma "attiva" ma contribuì alla difesa di Lodi inventado un sistema complicato e moderno di mine "radiocomandate".
Alla fine degli anni ottanta, sempre occupato su più fronti, Gorini iniziò un lento e mortale declino causato anche dalla sua pessima salute, si spese il 12 febbraio 1881.