Secondo gli antichi egizi la morte non era altro che un passaggio da uno stato ad un altro, dal mondo come lo conoscevano ad un modo diverso popolato dai loro dei.
Il popolo egiziano era ossessionato dalla morte e dalla vita nell'aldilą, le famiglie pił povere si indebitavano per pagarsi sepolture adeguate, i nobili o i ricchi iniziavano molto presto ad accumulare denaro e tesori per costruirsi la propria tomba a protezione del loro cadavere.
Fino ad arrivare ai faraoni che costruivano monumenti immensi per preservare le proprie mummie, come le piramidi o i sepolcri nella valle dei re e delle regine.
Una delle poche tombe intatte rinvenuta e famosa fu quella del faraone Tutankamon, questa tomba colpisce in modo particolare perchč un faraone deceduto tanto giovane, quindi impossibilitato ad ammassare enormi quantitą di oggetti e gioielli, č ricchissima.
Restano quindi soltanto ipotesi sui tesori che furono sepolti con faraoni pił famosi o longevi. Perchč tale passaggio fosse possibile il corpo doveva mantenersi il pił integro possibile, in modo da essere perfetto anche nell'aldilą, per questa ragione vennero studiate metodologie assai complesse e rituali per conservare i corpi con la mummificazione.
Dai dipinti nelle tombe pił importanti e dai papiri si sono chiariti i motivi religiosi ed i passaggi che il defunto compiva dopo la sua morte.
In ogni individuo risiedevano, tre aspetti vitali: L'Ankh, il principio vitale, il Ba, l'anima spirituale ed il Ka, la vita in quanto tale.
A questi si aggiungeva il Nome, senza il quale l'individuo non poteva esistere. Il defunto doveva superare l'esame della pesatura del cuore, che doveva essere leggero come la piuma di Maat - la dea che rappresentava la giustizia - e dichiarato di non aver mai fatto ben trenta diversi "peccati", doveva attraversare il Duat.
Alla fine del percorso nel Regno dei Morti, il suo Ka sarebbe poi ritornato attraversando la "finta porta" e ridando vita al corpo fisico.
A questo punto il defunto tornava in vita e nella tomba doveva trovare l'intero corredo funerario che altro non era che il simulacro di quello che poi si sarebbe "materializzato" per servirlo, nutrirlo... dargli insomma tutte le comoditą che il suo rango gli permetteva.
Per questa ragione nelle tombe pił importanti venivano ritrovate barche, carri, troni, mobilia varia, accessori per il trucco, grano, frutta, uova ma anche: statuette di servitori, che lo avrebbero servito nell'aldilą e le mummie delle favorite, mogli, figli ed animali in modo si potessero ritrovare.
Essenziale era anche la presenza del suo nome, il cancellarlo come č stato fatto per Hatshepsut e per Akenaton, non era solo eliminare il ricordo, ma negare al suo proprietario il diritto di esistere di nuovo.