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La commessa della libreria di Parigi mi guarda perplessa quando metto sul banco non una, ma due copie del "Codice Da Vinci". Non glielo spiego, ma non sono per me: le devo portare a Beirut. Con una decisione non illuminata mesi fa la Chiesa libanese ha fatto mettere al bando il romanzo di Dan Brown. La censura, come insegna "Leggere Lolita a Teheran", crea gruppi di lettura clandestini. E, dai tempi di Dante, i libri sono "galeotti". Accade così che sotto la casa dove abito, nella parte musulmana di Beirut, ci sia un Internet cafè. Il gestore, Hassan, è un giovane sciita. Siamo diventati amici, lui concede qualche confidenza. Ad esempio, che tra le sue clienti regolari lo attrae una agazza di nome Claudia. Lei porta un velo che incornicia una faccia luminosa. E' molto gentile. Tra loro parlano in francese, perché lei è francese. Si è convertita all'islam a Parigi, dove lavorava in un bar, Ha preso un anno di pausa per studiare il Corano in un ambiente musulmano, non immagina che cosa farà dopo. Hassan non sapeva come andare oltre le chiacchiere di circostanza. Poi gli è venuta l'idea, antica come gli amanti, del libro proibito. Hanno deciso di leggere insieme, su due copie diverse (fin lì si spinge il pudore islamico), le pagine che un'altra religione vorrebbe cancellare. Poi, giorno per giorno, seguirà dibattito: sulla natura umana di Gesù, sulla possibile esistenza di una divinità femminile, sull'intesa che tra loro nascerà. In questo mondo paradossale un'idea malvagia come la censura può perfino produrre del bene.
di Gabriele Romagnoli
Il codice da Vinci di Dan Brown
Parigi, Museo del Louvre. Nella Grande Galleria, il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con un ultimo gesto disperato a un dipinto del Caravaggio, fa scattare l'allarme e le grate di ferro all'entrata della sala immediatamente scendono, chiudendo fuori il suo inseguitore. L'assassino, rabbioso, non ha ottenuto quello che voleva. A Saunière restano pochi minuti di vita. Si toglie i vestiti e, disteso sul pavimento, si dispone come l'uomo di Vitruvio, il celeberrimo disegno di Leonardo da Vinci. La scena che si presenta agli occhi dei primi soccorritori è agghiacciante: il vecchio disteso sul marmo è riuscito, prima di morire, a scrivere alcuni numeri, poche parole e soltanto un nome: Robert Langdon.
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La Maddalena ed il Santo Graal - "Il Codice Da Vinci" presentato a Top Secret
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