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Entrambi di Catania, operavano nella Capitale e a Firenze, Siena, Viterbo e Frosinone
Migliaia i clienti in cinque studi parcelle fino a 50 mila euro
ROMA - Di fronte alla loro vasta clientela continuavano a usare pseudonimi diversi: mago Asher, mago Steven, mago Di Sempre, medium Zenit. Stefano Brancato e Salvatore Carciopolo, entrambi catanesi, almeno una magia la conoscevano di certo, quella di saper trovare nuovi creduloni da abbindolare negli studi che avevano aperto a Roma, Firenze, Viterbo, Siena e Frosinone. Nella loro veste di medium, però, non avevano previsto che il comando provinciale dei carabinieri di Roma si sarebbe messo sulle loro tracce e che avrebbero finito per dover rispondere di circonvenzione di incapace ed estorsione.
Le parcelle dei maghi erano molto elevate. Una seduta poteva costare sui 1.500 euro per annullare i malefici di quelle che loro chiamavano le "fatture di morte o di carne". In realtà erano proprio i maghi a far recapitare ai più creduloni o a quelli che si stavano allontanando, buste contenenti il cuore di un gatto o di un altro animale avvolti da un nastrino rosso e trafitti con spilloni, oppure statuine di cera nera raffiguranti donne con un seno tagliato, anch'esse trafitte di spilloni. C'è chi ha speso fino 50 mila euro e quando i malcapitati non avevano denaro erano costretti a pagare con gioielli e oggetti preziosi.
I due, per aumentare i profitti, pur operando separatamente e in sedi distinte si scambiavano la clientela. Nei loro studi, bui e misteriosi, non mancava nulla del solito armamentario, a cominciare dagli altarini. I due catanesi si presentavano coperti da lunghe tuniche e si rimpallavano i clienti quado la loro situazione "esigeva" l'intervento di qualcuno (il compare) ancora più "specializzato".
I carabinieri sospettano che facciano parte di una gang dedita alle truffe ramificata in tutta Italia, soprattutto nel Lazio, nella provincia di Roma e nel Frusinate, e in Toscana, nelle province di Firenze e Siena.
Pittoreschi i cerimoniali imposti a studenti che si facevano preparare talismani prima degli esami, a mariti e mogli gelosi, a professionisti, a signore di ceto medio-alto che chiedevano amuleti per legarsi sentimentalmente alla persona amata. Ad esempio, i maghi consegnavano ai clienti un limone avvolto da un nastrino rosso e trafitto di spilli dalla testa colorata. Il limone, dicevano, era stato preparato sulle sponde di un fiume e il cliente doveva, ogni martedì e venerdì a mezzanotte, mettersi sul balcone della propria abitazione, guardare la luna ed invocare ad alta voce il nome della persona amata e desiderata.
Nel rituale della "purificazione" veniva letto un esorcismo in latino, i maghi facevano i segni della croce sulla fronte del cliente, poi incendiavano polverine bagnate in recipienti di rame nei quali i clienti avevano messo gioielli in oro di loro proprietà. I monili si annerivano, coprendosi di tuttala "negatività" che il cliente aveva nell'anima e il mago, benevolmente, si incaricava di ritirarli.
Quel che i maghi non avevano visto nel loro futuro è stato che fra i loro clienti (migliaia, secondo i carabinieri) una si sarebbe stancata di farsi disegnare sulla fronte croci con l'olio, di bruciare ciocche di capelli e cospargersi quotidianamente il corpo con una polverina preparata dai maghi e li avrebbe denunciati al sostituto procuratore Pietro Pollidori. Così per mago Asher e mago Steven sono scattate le manette.
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