La guerra in atto nel Nord Uganda è una delle più feroci tra quelle che insanguinano il continente africano. Fonti indipendenti parlano di circa 25 mila bambini sequestrati e oltre 130 mila morti. Scatenata dai ribelli dell'Esercito di Resistenza del Signore (Lra), detti anche olum (erba in lingua acholi) o totong (macellai, in lingua lango), ha causato morte e distruzione soprattutto nei distretti di Gulu, Kitgum, Pader, Lira, Apac e in quelli più meridionali di Katakwi e Soroti.
Nel 1987, a seguito della sconfitta militare di Alice Lakwena, leader di una fazione antigovernativa denominata Esercito dello Spirito Santo, sembrava che il temerario Omukama (capo in lingua luganda, appellativo usato dalle popolazioni ugandesi d'origine bantu nel riferirsi all'attuale presidente Yoweri Museveni) avesse ormai il controllo del Paese dopo aver espugnato in pochi giorni, nel gennaio dell'anno precedente, la capitale, Kampala, defenestrando i generali Basilio Olara Okello e Basilio Okello. Ma fu proprio in quegli anni che un presunto cugino della Lakwena, Kony appunto, fondò un nuovo gruppo ribelle denominato prima Forza Mobile dello Spirito Santo e poi Esercito di Resistenza del Signore. I giovani combattenti dello Lra lo definiscono un "santo maestro", un "profeta buono". In realtà Kony è un pazzo lucido che vuole imporre il decalogo dell'Antico Testamento al posto della costituzione in vigore in Uganda. Il suo credo è un miscuglio di credenze a carattere sincretistico
(animiste, cristiane e musulmane), che legittimano il ricorso alla violenza contro chiunque. Nato a Odek, nei pressi di Opit, nel distretto di Gulu, ancora bambino, i suoi genitori lo affidarono a uno stregone. Sua madre raccontò a padre Raffaele Di Bari, un missionario comboniano ucciso dallo Lra il 1 ottobre del 2000, che il figlio era stato sottoposto a una sorta di esorcismo. Con il risultato, disse sempre la donna, di essere posseduto permanentemente da uno "spirito di guarigione". La verità è che, negli anni, il suo stato mentale è peggiorato notevolmente.
Su Kony circolano mille leggende: che abbia esercitato il ministero di catechista, che abbia svolto attività occultistiche legate alla magia e alla stregoneria. Nel 1994, dopo un contatto diretto con l'esercito governativo sudanese, Kony d'impegnò a combattere contro Kampala, reclutando con la violenza bambini e ragazzi (dagli 8 ai 18 anni) nei distretti acholi e lango del Nord Uganda. In cambio, le autorità sudanesi decisero di fornire armi e munizioni, oltre che concedere ai ribelli le basi operative sul proprio territorio a Jabuleni (Equatoria, Sud Sudan), al 39° miglio sulla strada che collega Juba a Nimule.
Per ammissione dello stesso presidente sudanese Omar Hassan el-Bashir, prima che le relazioni tra Khartum e Kampala si normalizzassero, circa quattro anni fa, lo Lra è stato appoggiato dal suo governo, in funzione anti-ugandese. Kampala infatti ha sostenuto per anni i ribelli dello Spla (Esercito di Liberazione Popolare del Sudan) contro Khartum. Ma testimonianze dirette smentiscono le affermazioni del leader sudanese. Bashir ha continuato a foraggiare Kony, fornendo equipaggiamento miliare ai ribelli. Alcuni osservatori ritengono che un accordo di pace tra il governo di Beshir e i ribelli sud-sudanesi dello Spla, in fase di definizione in Kenya, possa giovare anche alla causa di pacificazione nel Nord Uganda. Certo, se Khartum volesse, potrebbe consegnare alla giustizia internazionale Kony e i suoi fedelissimi luogotenenti.


di Giulio Albanese