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La famiglia della vittima costretta a pagare 80 milioni di lire
In manette a Paola (Cosenza) la «Chiromante di Cleto», alias Franca Policicchio. La donna seviziata per toglierle il malocchio
PAOLA (COSENZA) - Ancora una maga finita in carcere. Si tratta della «Chiromante di Cleto» finita dietro le sbarre per una vicenda riguardante una ragazza calabrese che non riusciva a sposarsi e per la quale i suoi genitori avevano deciso di ricorrere alle opere della maga. Quest'ultima, prima ha costretto la famiglia a sborsare 40 mila euro, parte dei quali ottenuti facendo debiti, e poi, ha sottoposto la ragazza a torture e umiliazioni. Alla fine di un lungo calvario, la ragazza, quinta di cinque figli in una famiglia poverissima, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri.
TRE LE PERSONE ARRESTATE - Franca Policicchio , questo il vero nome della «Chiromante di Cleto», adesso si trova in carcere assieme ai suoi complici: il «mago esperto» Gerardo Marrazzo , un militare di stanza a Salerno, e «l'assistente» della Policicchio, Rosario Andreas Cuglietta, 27 anni , in procinto di diventare genero della maga.
A loro, molto noti a Cleto, si era rivolta la famiglia della ragazza, perchè la giovane non riusciva a sposarsi. Policicchio aveva predetto alla ragazza una infinita serie di sciagure e, al termine del primo incontro, aveva sentenziato che la giovane donna era posseduta dal diavolo e che quindi andava «liberata», pena disgrazie inimmaginabili come, per esempio, la perdita del bambino di cui era in attesa una delle sorelle della vittima. Così sarebbero cominciate le richieste di denaro e le torture: la ragazza sarebbe stata legata ad una sedia, picchiata, ingiuriata, punta con spilli. Sarebbe stata costretta a fissare per ore la luce di una candela con la quale poi veniva bruciata. Gli «esorcismi» avvenivano a pagamento: la famiglia ha sborsato 50 milioni poi ha dovuto accendere finanziamenti con finte buste paga per un totale di altri 30 milioni. La ragazza è stata costretta anche a recarsi a Salerno, dal «Mago esperto» Marrazzo. In quell'occasione, la giovane sarebbe rimasta segregata in albergo.
L'INTERVENTO DEI CARABINIERI - La famiglia della ragazza, all'ennesima richiesta di soldi, non ce l'ha fatta più: oberata dai debiti e con la figlia sotto choc per quanto le veniva inflitto, ha deciso di andare dai carabinieri di Amantea e denunciare tutto. Il pubblico ministero Luciano D'Emmanuele ha chiesto e ottenuto al gip del tribunale di Paola le ordinanze di custodia cautelare per la Policicchio, Cuglietta e Marrazzo. Per tutti, le accuse sono quelle di truffa aggravata e continuata, mentre per la donna è scattato anche il reato di sequestro di persona. Il giudice ha rigettato l'ipotesi di rubricazione del reato di estorsione avanzata dal pubblico ministero. Secondo quanto appreso, la Policicchio sarebbe imputata per reati analoghi anche davanti al tribunale di Brescia e sarebbe sottoposta a obbligo di firma.
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