Un arrestato: calcoli astrali e fasi lunari per scegliere le zone. Partono gli scavi per cercare i giovani scomparsi

BUSTO ARSIZIO - Per Andrea Volpe erano tutte «cavolate». Anzi, il termine che il giovane, uno dei principali accusati dei delitti delle «Bestie di Satana», fa mettere a verbale è più colorito. Ma un fatto pare ormai certo: luoghi e tempi dei riti della setta non venivano scelti a caso, ma in base ad astrusi calcoli astrali e credenze esoteriche lette su qualche libro di satanismo. Forse anche queste rivelazioni aiuteranno il nuovo fronte di indagine aperto dalla procura di Busto Arsizio che, con l’incarico ai carabinieri di Legnano, ha dato il via alla nuova campagna di scavi a caccia di altre presunte vittime. Questo fronte non riguarda più soltanto le morti sospette ma anche le persone scomparse. Nell’area tra Busto e Milano si cerca la tomba di giovani spariti senza più dare notizia di sé, proprio come accadde a Fabio Tollis e Chiara Marino.
Geograficamente, la zona interessata alle ricerche è quella attorno a Legnano, ma il problema è orientarsi con maggiore precisione. E anche le parole di Andrea Volpe potrebbero tornare utili. «Io mi sono avvicinato al gruppo solo per la musica - dice in sostanza Volpe ai magistrati - del satanismo non mi interessava granché ma so che i riti a cui ho partecipato venivano decisi in base al calendario lunare e studiando i punti cardinali. Occorreva scegliere il giorno giusto, sempre quelli di luna nuova, un punto orientato in una certa maniera; e poi bisognava tracciare dei segni per terra».
Volpe non sarebbe entrato in dettagli, anche perché dopo l’arresto ha detto di non aver mai creduto seriamente a diavoli e rituali sanguinari. Qualche «dritta» agli inquirenti potrebbe arrivare anche dal fatto che, negli ultimi anni, nei boschi attorno a Legnano sarebbero stati trovati più volte i resti di messe nere: mozziconi di candele, segni disegnati sul terreno o sugli alberi, tutti indizi che non sono stati più trovati dopo che è esploso il caso giudiziario delle «Bestie di Satana».
Individuare i siti comunque non sarà facile e questo impedirà agli inquirenti di iniziare le ricerche vere e proprie nel breve periodo. Carabinieri e procura, intanto, continuano nella raccolta di informazioni sui misteri rimasti insoluti nella zona a nord di Milano negli ultimi anni. Fino alla scorsa settimana agli arrestati erano state poste domande su strani incidenti stradali e inspiegabili suicidi che avevano avuto come vittime amici o conoscenti degli adepti della setta; sono sei, in totale, i casi finiti sotto la lente d’ingrandimento, tre dei quali avvenuti nei dintorni di Legnano, la nuova zona «calda» dell’inchiesta.
Adesso il raggio si allarga, carabinieri e procura si apprestano a raccogliere informazioni anche su persone, giovani soprattutto, scomparse nel nulla negli ultimi dieci anni nella zona tra Milano e il Varesotto: anche in questo caso si vuole verificare innanzitutto se qualcuno di questi ragazzi finiti nel nulla conoscesse Volpe o gli altri indagati oppure se fosse venuto a contatto con l’ambiente delle sette sataniche.
In settimana non sono previsti ulteriori interrogatori; ieri si è appreso soltanto che l’avvocato Francesca Cramis, difensore di Nicola Sapone, altro elemento ritenuto di spicco nel gruppo, chiederà una perizia psichiatrica sul suo assistito. Obiettivo dichiarato è dimostrare che, almeno al momento in cui sono avvenuti i delitti, il giovane non era in grado di intendere né di volere.


Claudio Del Frate