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ROMA - Un adolescente su dieci e' a rischio sette sataniche. Insicuri, inibiti e alla ricerca di modelli 'forti', i piu' giovani sono infatti le prede ideali per questo tipo di organizzazioni al limite della legalita'. A lanciare l'allarme e' lo psichiatra e presidente dell'Associazione italiana psichiatri e psicologi cattolici Tonino Cantelmi, che avverte: ''Si tratta di un fenomeno in forte ascesa, assolutamente da non sottovalutare''.
In Italia, secondo stime recenti, ha sottolineato l'esperto, ''sarebbero circa mezzo milione le persone che hanno o hanno avuto contatti, piu' o meno frequenti, con le sette''. Ed anche se e' estremamente difficile ipotizzare delle stime in relazione ad un fenomeno come il satanismo, ha aggiunto, ''il dato certo e' che sono sempre di piu' i giovani e giovanissimi ad esserne attratti e coinvolti''.
Due, ha spiegato Cantelmi, che sull'argomento ha svolto varie ricerche, sono le tipologie di soggetti maggiormente affascinati dal modello delle sette e che dunque rappresentano le 'vittime ideali': le 'identita' incerte' e i cosiddetti 'sensation seekers'. I primi sono appunto rappresentati dai giovanissimi: adolescenti tra i 14 e i 16 anni, spesso insicuri, inibiti, con situazioni familiari difficili e che, in alcuni casi, fanno uso di sostanze stupefacenti (cocaina ed ecstasy in testa). Ma qual e' il meccanismo che scatta nella mente di un ragazzo, spingendolo nelle braccia dei satanisti? ''Questi adolescenti - spiega lo psichiatra - sono alla ricerca di definizioni e modelli netti, che non riescono pero' a trovare nella societa'. Si sentono quindi fortemente attratti dalle sette e dal loro messaggio: un messaggio che promette una felicita' facilmente raggiungibile''. Inoltre, ha aggiunto l'esperto, in genere le sette sataniche ruotano attorno a ''figure fortemente carismatiche, anche se perverse, con le quali e' facile che si crei un flusso identificatorio, specie se il ragazzo non vede attorno a se' altri modelli cui fare riferimento''.
La seconda categoria particolarmente a rischio e' quella dei 'sensation seekers', ovvero giovani adulti alla ricerca di emozioni forti. Eccone l'identikit: Hanno tra i 25 e i 30 anni, un livello culturale medio, in genere fanno uso di alcol e sostanze eccitanti ed hanno un'esistenza sostanzialmente 'vuota'. Il denominatore comune, afferma Cantelmi, ''e' proprio il senso di vuoto interiore, la noia, la mancanza di desideri ed una certa tendenza alla cosiddetta solitudine di gruppo, quando il gruppo non riesce cioe' ad abbattere il muro dell'isolamento tra gli individui''. Da qui il desiderio di sensazioni 'di rottura': ''Nelle sette - rileva lo psichiatra - questi soggetti riescono a trovare emozioni fortissime in grado di scuoterli dal loro torpore; una sorta di antidoto al vuoto interiore che li attanaglia''.
Il fenomeno dunque, ha commentato Cantelmi, ''e' in grande ascesa e presto dovremo farci i conti, soprattutto perche' nella fascia dei giovanissimi il rischio di cadere vittime delle sette e' elevatissimo''. Alla base di tutto, secondo l'esperto, un ''costante fenomeno di decadimento e sgretolamento dei legami familiari e sociali''. Il discorso, ha osservato, e' semplice ma, purtroppo, non altrettanto semplice e' identificare la soluzione: ''I giovani hanno bisogno di modelli positivi e, in mancanza di questi - ha concluso Cantelmi - il passo verso modelli negativi ma piu' facilmente a portata di mano e' estremamente breve''.
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