Odore di zolfo anche a Piacenza? C'è chi lo sente, in quanto ad averne le prove è un altro paio di maniche. I tragici riti sanguinari del Varesotto, finiti in una catena di brutali omicidi e conditi dal rock demoniaco, carburante sonoro di tanti apprendisti stregoni, hanno riportato brutalmente l'attenzione sul culto dell'Anticristo. Basta una ricognizione in Rete per farsi una cultura tra satanismo acido, tradizionale, psicotico, sessuale, anticristiano, baphomettista, carismatico e via “bruciando”. Neppure il fondatore dell'occultismo moderno, il mago inglese Aleister Crowley (suo il famoso precetto “fa ciò che vuoi” come summa esistenziale), si muoverebbe a suo agio fra tanto proliferare di sette. E venendo a noi, in Rete si possono persino spiare le chiacchiere sui luoghi “infestati” di Piacenza.
Ed ecco citato l'immancabile “lazzaretto” di Camposanto Vecchio a Borgotrebbia, un certo edificio verso Pontedellolio tempestato di scritte 666 (il numero della Bestia), la «casa gialla» di Podenzano, la «casa di Bobbio» dove leggenda vuole che fossero murati vivi dei bambini. Posticini da cui tanti si dichiarano attratti e turbati.
Intanto va detto che a settembre sei giovani dovranno comparire davanti al Tribunale penale di Voghera per rispondere di episodi con risvolti di satanismo dopo la denuncia di una 16enne piacentina che parlò di violenze sessuali subite dal fidanzato e da un gruppo di suoi amici, nel corso di messe nere organizzate dopo il furto di ossa umane dalla chiesa di Borgotrebbia e dal cimitero di Rottofreno. Nella denuncia la giovane parlava di caramelle che le facevano perdere il senso del tempo e la ponevano alla mercè del “branco”.
Ma cosa dicono i nostri sacerdoti sul fenomeno? A Piacenza per studiare le sette è nato il Gris, tre laici e un prete: don Gigi Bavagnoli. «Il Gris aiuta chi vuol uscire dalle sette dando supporto alle famiglie» spiega il sacerdote. A Bologna, per esempio, la struttura ha aiutato le forze dell'ordine nelle indagini sui Bambini di Satana.
«I genitori a volte si accorgono che qualcosa non va perché i ragazzi hanno comportamenti strani, perdite finanziarie, entrano nel giro della magia dove partecipano a riti sessuali con persone adulte che li coinvolgono. Anche a Piacenza qualcosa si sta muovendo - sostiene cauto don Bavagnoli - legato ad ambienti più sofisticati però. Ma sono voci, non abbiamo dati oggettivi e finora nessuna famiglia si è rivolta a noi. In generale il problema è nascosto, c'è, ma ha poca visibilità. La polizia interviene solo di fronte a violenza fisica o sessuale, non sul plagio».
Ma proprio perché un certo odor di “bruciato” si sente, il Gris è in fase di rilancio. «Organizzeremo un percorso di formazione con esperti nazionali per chi voglia conoscere meglio la materia, così da avere una rete di persone sul territorio per raccogliere segnalazioni. Siamo poco conosciuti».
Piacenza può star tranquilla? «Tranquilla proprio no» ci risponde padre Luigi Muratori, docente all'Istituto di Scienze religiose di Parma. «Purtroppo i satanisti seguono la tecnica di Satana, che sa nascondersi, fingere, dire il falso e in suo nome si può arrivare a commettere omicidi, infanticidi e suicidi».
Per padre Muratori sono non più di 200 i gruppi di satanisti in Italia, piccole “cellule”, mille adepti al massimo e poi una grandissima «periferia». «Noto però che anche nelle scuole medie c'è chi fa il giochetto di scrivere il 666 come fosse nulla, per il gusto delle cose nascoste, di acquistare potere. Ricordo un ragazzo che raccontava ridendo di aver comprato un dizionario satanico e di recitare certe preghiere, salvo poi avere incubi....»
Del resto il culto di Satana esiste dai tempi di Giobbe e la «scimmia di Dio» non ha perso nulla del suo sinistro fascino.


Patrizia Soffientini