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Un convegno in Provincia organizzato dalla Consulta femminile
«Un tentativo di affermazione femminile soffocato in un tragico processo». Questo forse è quello che successe nel 1587 nel borgo di Triora, vicino ad Albenga, a un gruppo di 30 donne processate per stregoneria. La consulta femminile di Genova, presieduta da Rosanna Gusmano Pontiggia, ha organizzato ieri, nella Sala del Consiglio della Provincia, un incontro per discutere dei rapporti tra la Repubblica di Genova e l'Inquisizione.
Sono intervenuti l'assessore Annamaria Panarello che nel fare gli onori al presidente. Repetto, ricorda «quanto l'affermazione femminile sia sempre un tentativo», Josepha Costa, dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri, Marina Montesano assistente dell'Università di Genova e Giorgio Galli, autore di saggi sulla stregoneria. Il tema non è casuale.
«La persecuzione delle streghe o presunte tali, si colloca storicamente tra la metà del '400 e la metà del '600 - spiega Galli - agli albori dello stato moderno, mentre era in corso la rivoluzione scientifica di Galileo, quando la donna cominciava a emanciparsi. I processi furono 100 mila e occorsero due secoli per eliminare il fenomeno»
Perché Triora divenne un centro di persecuzione femminile? Come racconta Costa, Triora, sorge alla confluenza di 4 torrenti, nella parte alta della Valle Argentina, sotto le alpi Marittime. Storicamente appartiene fino al 1261 ai Conti Ventimiglia, per poi passare alla Repubblica di Genova. L'economia ruota intorno alla pastorizia e all'agricoltura, Triora già dal tardo Medioevo stringe convenzioni con i paesi contigui, ma resta chiusa con le sue credenze. Dell'archivio storico rimane poco, a causa del bombardamento dei tedeschi nella seconda guerra mondiale. Triora città di superstizione, di gente semplice, con qualche famiglia importante come i Capponi, i Velli, che doneranno i fondi per una piccola Accademia letteraria, e gli Stella. Una delle presunte streghe è proprio una Stella.
La leggenda narra che alla fine dell'estate del 1587, complice un raccolto scarsissimo, si fossero abbattuti influssi malefici sul borgo, e che l'epicentro fosse in un fatiscente casolare dove un gruppo di donne era solito riunirsi. Pare che dal processo per eresia, quindi per aver siglato un patto col diavolo, furono tutte ritenute innocenti, ma 14 di loro morirono in carcere suicide.
Triora subì la riforma interna dei costumi cristiani guidata dagli ordini francescani e domenicani. Una forma di protezione dagli influssi di Lutero e del calvinismo, una condanna di ogni superstizione. Le denunce arrivavano sempre dall'interno. Genova si oppose alla persecuzione che aveva origine laica, guidata dal Comissario Scribani. Il reato di eresia, equivalente alla lesa maestà era perseguibile infatti anche dallo stato. Scribani imprigionò le donne, anche anziane sottoponendole a torture per ottenere confessioni, fu allora che il doge si rivolse al Sant'Uffizio per l'inumanità e la crudeltà dello Scirbani, ottenendo un regolare processo per le poverette.
Roberta Olcese
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