BUSTO ARSIZIO - L´Anticristo potrebbe essere un gruppo organizzato che seduce e manovra i sottoposti. Ma potrebbe anche incarnare solo l´incubo di menti malate che così giustificano le loro azioni. Dopo gli omicidi a sfondo satanico nel varesotto, le indagini si stanno ampliando per accertare se, dietro i giovani che li avrebbero commessi, c´era qualcun altro. Un´organizzazione segreta, insomma, che regola la vita delle sette sataniche, coordina le loro atrocità, garantisce soldi, droga e poi protezione. Punisce chi sgarra o vuole tradire.
«Abbiamo trovato qualche traccia che potrebbe far supporre tutto ciò - dice il procuratore della repubblica di Busto Arsizio, Antonio Pizzi -. Tracce che non ci fanno escludere l´ipotesi di una cellula segreta, ma che potrebbero poi rivelarsi un nulla». «Tracce - ripete - che noi seguiremo: potrebbero portare a qualcosa, come a niente. Lo vedremo solo andando fino in fondo».
Ipotesi investigativa, quindi, quella di una rete diabolica, a più anelli. Una base che cercherebbe gli elementi da inserire nel gruppo o setta, poi gli autori veri e propri dei riti, quindi il terzo anello più alto, quello appunto che coordinerebbe tutto. «Di questo gruppo, ma ripeto sono solo ipotesi, potrebbero fare parte persone che vivono anche in diverse parti di Italia, sicuramente più adulte, di estrazione sociale superiore - spiega Pizzi -. I collegamenti con loro potrebbero essere mantenuti da un singolo adepto che serve da tramite con la base».
Solo ipotesi, ripetono gli investigatori, a cominciare dal titolare dell´inchiesta Tiziano Masini, che invita alla massima cautela nell´intraprendere una simile strada. Masini non ha invece dubbi sulla pista satanica, a riscontro della quale, afferma, ha trovato diversi elementi. Sarebbero quindi stati massacrati durante un rito sacrificale Fabio Tollis di Cologno Monzese e Chiara Marino di Corsico, che quando sparirono nel 1998, avevano rispettivamente 16 e 19 anni. I loro cadaveri sono stati trovati solo a fine maggio scorso. Così come è stata eliminata, forse per qualcosa che non doveva sapere, Mariangela Pezzotta, uccisa tra il 23 e il 24 gennaio scorso. Proprio da questo omicidio è venuta fuori la terribile verità sul resto. Sono quattro i giovani ora in carcere per la morte di Fabio e Chiara, già interrogati sabato dal Gip. Andrea Volpe, 27 anni, ex fidanzato di Mariangela, e Nicola Sapone di 26, erano già stati arrestati per l´omicidio Pezzotta, insieme a Elisabetta Ballarin, che li avrebbe aiutati a seppellire il corpo.
Gli altri due sono Mario M. (minorenne nel ´9 e Pietro Guerrieri, 29 anni.
«Delitti di una efferatezza indescrivibile - racconta Pizzi - come credo ce ne siano stati pochi in Italia». Un accanimento bestiale contro le loro vittime prima e dopo la morte. «In quei momenti ci sentivamo come invasi dal diavolo - avrebbero raccontato agli inquirenti le "Bestie di Satana" - Dovevamo dimostrare di essere capaci di qualunque atrocità». «Sì - conferma Pizzi - era come se ciascuno di loro dovesse superare l´altro in malvagità». Ma le indagini non si fermano qui. Sono stati riaperti i fascicoli relativi alle morti di due giovani che avrebbero gravitato attorno agli arrestati e potrebbero essere stati istigati al suicidio dalla setta. Tutto continua a ruotare attorno a Somma Lombardo, a pochi chilometri da Malpensa. Nei boschi sono stati trovati sepolti i corpi di Chiara e Fabio. Poco distante è stata uccisa Mariangela. Ma tutti affermano di non aver mai avuto sospettato nulla. Ma nelle notti di luna piena avveniva ben altro.