NICOLA SAPONE, UNO DEGLI ARRESTATI POTREBBE COLLABORARE CON I PM

BUSTO ARSIZIO (Va) - Quando il suo avvocato gli ha detto: «Pensa bene a ciò che vuoi fare, perché se ti condannano all'ergastolo sarà difficile aiutarti persino per... Satana», lui non ha battuto ciglio. Era una provocazione per tentare di smuoverlo dalla sua apatia, ma Nicola Sapone, indicato come il probabile leader della setta sanguinaria che avrebbe massacrato tre giovani, non è uscito dal mutismo nel quale si era rinchiuso. Fino a ieri, quando ha comunicato al suo legale che forse è pronto a parlare. Potrebbero quindi arrivare nuove e terrificanti rivelazioni sugli orrori di Somma Lombardo, i cui boschi avrebbero nascosto le atrocità e i misteri delle "Bestie di Satana".
Cinque persone in carcere, alcuni indagati, tre omicidi accertati, due suicidi forse istigati dagli stessi satanisti, qualche sparizione misteriosa su cui si indaga anche se non sono ancora emersi precisi collegamenti, una presunta cupola o organizzazione che coordinerebbe le sette. Nicola Sapone, che con i suoi 26 anni è uno dei protagonisti più anziani della vicenda, finora è stato l'unico a tenersi stretti i suoi segreti. Domani rivedrà il pm Tiziano Masini, davanti al quale alla fine della scorsa settimana, mentre gli altri raccontavano, si era avvalso della facoltà di non rispondere.
«Sono la prima a non sapere cos'abbia intenzione di fare - ha ammesso il suo legale, Francesca Cramis -. Potrà parlare come potrebbe di nuovo bloccarsi, esattamente come l'altra volta quando mi ha detto: "Avvocato sono troppo confuso non riesco a riflettere". Sapone, idraulico pare anche bravo, appassionato di esoterismo ma senza apparenti eccessi, qualche precedente per droga ma non tossicodipendente, è comunque coinvolto nel massacro di Fabio Tollis e Chiara Marino, uccisi nel 1998 (i loro resti sono stati trovati il mese scorso nei boschi di Somma Lombardo) e nell'omicidio di Mariangela Pezzotta, massacrata a gennaio.
Accusati insieme a lui ci sono Andrea Volpe, amico delle due ragazze, Pietro Guerriero e Mario M., nel '98 diciassettenne. In carcere pure l'ultima fidanzata di Volpe, Elisabetta Ballarin, nella cui villa di famiglia a Golasecca è stata uccisa Mariangela, e che avrebbe aiutato gli altri a seppellirne il corpo. In attesa di eventuali nuove rivelazioni, gli inquirenti invitano a spegnere i riflettori che stanno richiamando sulla storia molteplici suggestioni. Ormai diventa sempre più difficile sfrondare ipotesi e insinuazioni, verità e stravaganze.
Accertato che la pista satanica è quella più sicura, il rischio è che a questa vicenda se ne colleghino molte altre che nulla hanno a che fare. Per Antonio Pizzi, procuratore di Busto Arsizio, e Tiziano Masini, titolare dell'inchiesta, sarebbe quindi opportuno procedere con cautela. Non sono facili le loro indagini, tra riti misteriosi, simboli da decifrare, pitoni e scorpioni, valigette che contenevano chissà quali segreti, una bottiglietta di plastica con il disegno di Satana conservata in casa, tanto importante che uno degli arrestati disse ai familiari: «Mi raccomando, in caso di perquisizione fate sparire soprattutto quella».
Per il momento comunque, secondo Masini, sembrerebbero tutti ben coscienti di ciò che hanno fatto, al punto che il magistrato non ritiene opportuno chiedere la perizia psichiatrica. Ad eccezione del minorenne per il quale è d'obbligo per legge. Infine c'è da fare i conti con i poveri resti di Fabio e Chiara, la "Madonna" come la consideravano gli altri componenti del gruppo. Resti talmente malridotti dopo sei anni sotto terra, che sarà scabroso dare un riscontro ai raccapriccianti racconti dei loro esecutori. Ci penseranno i medici dell'istituto di medicina legale e soprattutto i carabinieri del Ris. Ma intanto è sempre più difficile mettere a tacere la voce secondo cui nel bosco dove i corpi dei due ragazzi sono stati trovati potrebbero esserci altri oscuri e orribili segreti.

Mario Belli