Cinquecento anni fa, in un piccolo villaggio della Provenza, da una colta e ricca famiglia di ebrei convertiti, nasceva Michel de Nostredame. Futuro dotto, umanista, "medico astrofilo" come amava definirsi. E, soprattutto, estensore di pronostications (predizioni) di successo, tanto da diventare astrologo ufficiale della regina madre Caterina de' Medici, medico personale del giovane Carlo IX e autore di uno dei primi best-seller della storia dell'editoria, le Profezie pubblicate con immediato successo a Lione nel 1555. Michel de Nostredame detto Nostradamus, nome latinizzato che forse si diede da sé e che la leggenda vuole gli sia stato dato da Rabelais, compagno di studi di medicina all'università di Montpellier. Un destino iscritto nel soprannome: "diamo ciò che è nostro", la trasmissione del sapere, in particolare delle singolari capacità divinatorie accreditategli. Capacità che riversò nelle Profezie scritte in quartine a gruppi di cento e perciò chiamate anche Centurie. E che lo fecero diventare il più fascinoso dei profeti moderni, colui che predisse, presagì, indovinò e scrisse miracolosi, anche se oscuri, oracoli, come scrive Giorgio Manganelli in apertura di una delle sue Interviste impossibili. Nelle Profezie Nostradamus descrisse principalmente eventi futuri (spingendosi fino al 3797!), con una prosa enigmatica, colma di metafore e allusioni, che da sempre legittima le interpretazioni più svariate. Degli estimatori che riconoscono eccezionali facoltà profetiche (dall'evento di Napoleone e di Hitler alla rivoluzione francese, dalla caduta del Muro di Berlino alla guerra del Golfo e all'attacco dell'11 settembre). Dei detrattori che ne sottolineano la totale inattendibilità, poiché in quei versi vaghi e fumosi, riesumati specialmente in tempi di crisi, ciascuno può leggere a posteriori ciò che vuole.
L'indeterminatezza una costante in Nostradamus. La ricostruzione della sua stessa esistenza rimane avvolta nell'incertezza. Sono pochi gli avvenimenti provati, molti quelli supposti o romanzati. Il suo effettivo corso di studi in medicina, i lunghi anni probabilmente dedicate alle piante medicinali, la sua reale partecipazzione alla lotta contro l'epidemia di peste, l'accostamento all'astrologia per la presunta influenza dei pianeti sul decorso della malattia, la sospetta gelosia dei colleghi, le fughe dalla Santa Inquisizione per le sue origini ebraiche e le frequentazioni di miscredenti in odor di eresia, la scomparsa della prima moglie e dei suoi primi due figli, forse per peste, la chiamata a corte di Caterina de' Medici per predire l'avvenire dei figli destinati a regnare.
Vi sono per delle certezze: il luogo dove nacque (Saint-Rémy-deProvence) e trascorse la prima parte della sua vita; e quello dove approdò, dopo anni girovaghi, e cioè Saint-de-Procenze (all'epoca Salon de Crau), dove passò l'ultima e più feconda parte della sua vita.Oggi Saint-Rémy e Salon celebrano l'illustre e controverso cittadino attraverso una serie di manifestazioni (conferenze, mostre, ricostruzioni storiche, concerti) e la creazione di un "circuito Nostradamus" che collega le due cittadine e invita a scoprire le molte facce dell'umanista e il patrimonio paesaggistico e culturale di quell'angolo di Provenza.

Antonio Politano