Oscar Wilde, il celebre scrittore irlandese vissuto dal 1854 aI 1900, autore di uno dei romanzi piu famosi della letteratura occidentale, Il ritratto di Dorian Gray è di attualità. II protagoni sta del suo libro, Dorian Gray è infatti uno dei personaggi deI film La leggenda degli uomini straordinari di Stephen Norrington, uscito recentemente sugli schermi italiani. Nel film, che ha come protagonisti principali Sean Connery, Peta Wilson e Stuart Townsend nel ruolo di Dorian Gray, si racconta di un gravissimo pericolo che minaccia il mondo e per affrontarlo viene reclutato un manipolo di superoi che devono sventare entare la minaccia. I supereroi in questione sono tutti personaggi inventati da grandi scrittori dell'Ottocento, e cioè Robert Louis Stevenson, Henry Rider Haggard, Bram Stoker, Jules Verne, Herbert George Wells e Oscar Wilde, scrittori che furono anche grandi appassionati di fenomeni paranormali.
Oscar Wilde, l'inventore di Dorian Gray, s'interessava soprattutto di spiritismo. Questo aspetto della vita del grande scrittore irlandese è poco noto. Anzi, è quasi sconosciuto, anche se quella sua passione ebbe notevole influenza non solo sulla sua esistenza privata, ma anche sulla sua produzione letteraria e in particolare sul suo capolavoro Il ritratto di Dorian Gray. «Il mistero. la superstizione. la magia e le sedute spiritiche furono presenti continuamente nella vita di Oscar Wilde», dice Alberto Vittor Ugo Zioni appassionato studioso di Oscar Wilde e autore di alcuni libri sulla vita e l'opera dello scrittore. «Era stregato dallo spiritismo e dall'esoterismo in genere e sembra cercasse in quella specie di religione, che si andava affermando proprio in quel tempo, il segreto dell'immortalità, dell'eterna giovinezza contro l'usura inesorabile del tempo».
Zioni e un personaggio eccentrico. Scrittore e bibliofilo, ha origini nobiliari. La sua ammirazione per Oscar Wilde sconfina a volte nell'infatuazione al punto da atteggiarsi a perfetto dandy, stile che fece di Wilde un modello per il suo tempo. Wilde è uno dei pochi scrittori dell'Ottocento che ancora oggi vengono letti. I suoi libri continuano a essere venduti, le sue pièce teatrali diventano spesso film, come Un marito ideale, con Rupert Everett e Julianne Moore, e L'importanza di chiamarsi Ernest, diretto da Oliver Parker e interpretato sempre dall'eclettico Everett.
«Wilde affascina per la freschezza del suo linguaggio», afferma Zioni. «Piace per la libertà che ha sempre dimostrato nella vita, per l'acutezza delle sue analisi, per l'eleganza del suo essere contro le convenzioni. E affascina anche per l'aura di mistero che ha sempre circondato la sua esistenza e che si respira nei suoi libri».
Domanda. Quindi, la passione di Oscar Wilde per E occulto era proprio autentica e forte.
Risposta. «Non ci sono dubbi. Nell'Ottocento, soprattutto nella seconda metà dell'Ottocento leggere libri sull'occulto, frequentare circoli esoterici e partecipare alle sedute medianiche era di moda tra gli intellettuali. Ma non lo fu per Oscar Wilde. Lui era attratto da quelle esperienze in modo irresistibile, quasi fatale. Aveva appreso quella passione in famiglia, da bambino».
D. In che senso?
R. «Nel senso che i suoi genitori erano a loro volta appassionati di cose misteriose. La madre di Oscar. Lady Jane Wilde, amava raccontare al figlio i miti e le leggende irlandesi, popolate di esseri fantastici e di spiriti. Ma fu soprattutto dal padre che il piccolo Oscar ereditò l'amore per il mistero. Sir William era un medico molto importante che nel 1863 venne nominato chirurgo oculista della regina in Irlanda. La carriera di medico però non gli impedì di dedicarsi anche ad altre passioni come l'archeologia e il folklore della sua terra. Fu lui a catalogare la grande collezione di antichità che si trova oggi al National Museum of Ireland. Inoltre girava per le campagne facendosi raccontare dai contadini le superstizioni, le leggende e gli incantesimi tradizionali che altrimenti sarebbero andati perduti. Tutti questi dati vennero poi raccolti in due volumi da Lady Wilde, alla morte del marito. Sir William era anche uno studioso di egittologia e un giorno regalò a Oscar un amuleto, un anello con uno smeraldo in cui era inciso uno scarabeo. Oscar Wilde non si separò mai da quell'oggetto che considerava un potente portafortuna».
D. Wilde era superstizioso?
R. «Moltissimo. Portava le unghie tagliate a punta perchè, secondo un'antica credenza, le punte scacciano il malocchio. Considerando il 13 e il 17 due numeri negativi, non li pronunciava nè li scriveva mai. Al loro posto usava "12bis" e "16bis". E neppure diceva "martedì" o "venerdì", giorni nefasti, ma "lunedì bis" e "giovedì bis".
D. Frequentava protagonisti del mondo esoterico del suo tempo?
R. «sì, ma con discrezione, cioè senza dar pubblicità a questi suoi interessi. Pare avesse frequenti contatti con Samuel Leddel Mathers, una misteriosa e bizzarra figura, filosofo ed esoterico, uno dei quattro fondatori della Golden Dawn, associazione esoterica e occultista nata tra il 1887 e il 1889 e che ebbe enorme successo in Inghilterra. Mathers, per dire quanto fosse misterioso, era in grando di leggere e tradurre l'inglese, l'ebraico, il latino, il francese, il celtico, il copto e il greco senza aver mai studiato nessuna di queste lingue.
«Sì dice che Wilde fosse affascinato anche da un altro personaggio ambiguo. Aleister Crowlev, poeta stravagante e occultista, esperto di magia nera, indicato da alcuni anche come fondatore del Satanismo. Oscar Wilde fu certamente amico di Arthur Conan Doyle, che era a sua volta un grandissimo esperto di spiritismo e negli anni della vecchiaia pubblicò una Storia dello spiritismo in 6 volumi. Nel 1889 Oscar Wilde e Conan Doyle si incontrarono in un ristorante, invitati da un editore americano. Da quel pranzo di lavoro sono nati Il segreto dei quattro, uno dei più famosi romanzi do Conan Doyle, e Il ritratto di Dorian Gray, il capolavoro di Wilde.»
D.Capolavoro che trasuda mistero da ogni pagina.
R."Esattamente. La figura di Dorian Gray è inquietante, avvolta da un velo di occulto e di decadenza. Nel romanzo Wilde scrive: "La morte è l'unica cosa che riesce a spaventarmi. La detesto, perchè oggi si può sopravvivere a tutto tranne che a lei". Wilde, come il suo personaggio Dorian Gray, aveva paura della morte e cercava disperatamente l'immortalità».
D. E' vero che dopo la morte di Wilde diversi medium sostennero di essersi messi in conatto con lui?
R. «E' vero. Egli morì a Parigi il 30 novembre del 1900 e venne sepolto nel cimitero di Père Lachaise. L'8 giugno del 1923, un'entità, che disse di essere lo spirito di Oscar Wilde, si presentò a una seduta spiritica a Londra, in casa della medium Esther Dowden. Fu il primo di una serie di interventi, nel corso dei quali l'entità Wilde dettava messaggi che la medium, dotata di scrittura automatica, scriveva con la grafia dell'entità stessa. Poichè Esther Dowden era una medium famosa, seguita da vari scienziati, quei messaggi vennero studiati da celebri esperti grafologi e confrontati con i manoscritti originali du Wilde conservati al Mueso Britannico.E risultò, senza ombra di dubbio, che la scrittura e la firma erano identiche a quelle di Oscar Wilde e il contenuto dei messaggi perfettamente in sintonia con le idee e lo stile del famoso scrittore. Nel 1929, la medium pubblicò quei messaggi in un volume dal tittolo Messaggi psichici di Oscar Wilde.
«In alcune di quelle sedute, gli studiosi che seguivano l'attività medianica di Esther Dowdew chieserò all'entità Wilde di rievocare qualche episodio della propria infanzia terrena. La medium, in trance scrisse mediante scrittura automatica: "Glencree. Abbiamo soggiornato colà con Willie e Iso, e vi era un buon vecchio che soleva occuparsi dei nostri studi. Un prete, padre Prideu". Gli studiosi subito non capirono a cosa l'entità stesse facendo riferimento. Ma facendo accurate ricerche sull'infanzia di Oscar Wilde, scoprirono che lo scrittore aveva una sorella di nome Isola Francesca Emily, che in famiglia chiamavano Iso, e che era morta a soli nove anni. Willie inceve era il diminuitivo di William, fratello di Oscar. Glencree, poi, era la località montana dove la famiglia Wilde andava a trascorrere l'estate e dove i bambini era affidati al reverendo Prideaux Fox, una sorta di precettore.
«L'entità Wilde si presentò in sedute tenute anche da altri medium. Si dice che, in alcune di esse, abbia addirittura dettato un'intera commedia. Ma non ci sono documentazioni valide, come quelle che invece riguardano le sedute con Esther Dowden, medium tra le più famose e tra le più studiate da grandi scienziati del tempo. Forse, dopo la morte, Oscar Wilde volle comunicare che il contatto tra gli spiriti e i viventi è cosa normale. Dopotutto lui stesso aveva scritto: "Il vero mistero del mondo è ciò che si vede e non l'invisibile"».

Renzo Allegri