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Il vampiro non passa mai di moda. Sarà quella sua aria tetra e allo stesso tempo magnetica. Sarà l'abito scuro, e il nero, si sa, è sempre "trendy", fatto sta che, tramonta il sole, ma lui non tramonta mai. Dracula, o se preferite chiamatelo pure il "non-morto", Nosferatu, raccoglie ancora oggi uno stuolo di seguaci.
Se siete suoi fan accaniti proponete alla vostra morosa un bel tour nella New Orleans francese, sulle tracce dei succhiatori di sangue. Altrimenti optate per una gita al castello del mitico Conte Dracula: "romantico" week-end. Questi giovani d'oggi! Vestono pret-a-porter e si fanno costruire i canini su misura. Lontani, troppo lontani i tempi di Dracula, quello vero, quello "bravo". Allora vediamo di rinfrescarci la memoria.
Bram Stoker, il padre letterario, lo descrive come un vecchio alto e magro, con i baffi, le orecchie appuntite (Spock era un vampiro, allora?!), il palmo della mano peloso, i canini accentuati, le unghie lunghe appuntite (a volte i denti non bastano). Il cinema ci ha fornito un ritratto del "succhiasangue" molto diverso, dall'interpretazione dell'ungherese Bela Lugosi datata 1931, alle più recenti di Brad Pitt e Tom Cruise. Dietro alle pellicole, ai libri, al make up vampiresco e agli abiti spettrali, ci sono un'origine leggendaria e una realtà di emarginazione più ampia di quanto si possa immaginare.
La figura del non-morto è presente in moltissime popolazioni sin dall'antichità. Pensando al vampiro ci immaginiamo una persona dall'aria misteriosa e aristocratica, elegante, che vive in un castello, ha la carnagione di un pallore lunare, teme l'aglio, la luce solare, muore se gli si infila un paletto di legno di frassino nel cuore, beve sangue e dorme in una bara. Il vampiro naturalmente è in concomitanza col diavolo, al quale vende le anime delle sue vittime in cambio dell'immortalità. In giro per il mondo nomi e caratteristiche cambiano. In India si chiama Baital, ed è mezzo uomo e mezzo pipistrello. In Cile è il Chonchon, sembianze umane e orecchie enormi per levarsi in volo. In Slovenia si chiama Pijavica ed è lo spirito di chi in vita ha commesso nefandezze, come l'incesto: si nutre di parenti e discendenti.
Il vampirismo non è solo leggenda, si concretizza in una malattia del sangue, la porfiria. Il paziente affetto da essa in passato veniva scambiato per un vampiro. Le gengive si restringono portando in evidenza i denti, specie i canini, la pelle alla luce del sole si fa livida e si blocca la formazione dell'eme, sostanza componente dell'emoglobina.
Come successe alle streghe, clero e governanti, incapaci di darsi spiegazioni logiche, fecero uccidere migliaia di persone con l'accusa di vampirismo. Malattia, patto col diavolo, spiegazione scientifica e irrazionale. Sarà vero o no? Nel dubbio si appende una bella treccia d'aglio alla porta.
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