|
|
La polizia di Kansas City blocca un ventiduenne e lo accusa di tre omicidi: l'unico movente sembra essere quello del cannibalismo
NEW YORK, 14 APRILE 2001 - Uccideva e poi mangiava parti delle vittime che aveva sedotto. La polizia di Kansas City ha fermato, al terzo delitto, un giovane che sarà ora processato per tre omicidi ed è sospettato di un quarto. L'unico vero movente degli omicidi, ha dichiarato oggi il tenente della polizia locale Vince Davenport a stampa e tv locali, sembra essere quello del cannibalismo.
Marc Sappington, 22 anni, stando a Davenport, voleva essere un emulo di Jeffrey Dahmer, un serial killer omosessuale sbattuto sulle prime pagine di tutto il mondo alcuni anni fa, per aver ucciso e mangiato, almeno in parte, le vittime. Nello scantinato della casa di Sappington, da tempo sorvegliato e arrestato giovedì scorso dopo una tentata rapina ai danni di una donna che aveva sequestrato a bordo della sua stessa auto, gli agenti hanno trovato i resti di un giovane di 16 anni scomparso di recente, ucciso con un colpo ravvicinato di fuclile a canne mozze al petto e smembrato. In casa Sappington teneva videocassette di film a sfondo macabro, ispirati per lo più al cannibalismo, e la registrazione di un documentario su Dahmer di cui il giovane era un dichiarato ammiratore.
Stando alle testimonianze dei vicini di casa, raccolte da radio e giornali locali, Sappington, che al momento dell'arresto era armato, era uno «spostato», dedito agli stupefacenti e vaneggiava spesso affermando di esser destinato a diventare una leggenda. Il fratello di una delle vittime ha raccontato che di recente Sappington, il quale per anni era stato molto attivo in una chiesa locale per la quale faceva opera di proselitismo e distribuiva bibbie, sosteneva di essere in contatto con il demonio. Sarebbe stato Satana stesso, anticipandogli la fine del mondo, a ordinargli di uccidere. Attraverso le indagini gli inquirenti si sono convinti che Sappington è responsabile anche della misteriosa scomparsa di altri due giovani. Tutte le vittime erano vicini di casa dell'omicida, che è indagato anche in relazione a un quarto assassinio avvenuto sempre a Kansas City.
|
|
|
|