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Agghiaccianti particolari nel racconto del leader delle Bestie di Satana
VARESE. «Volpe ha confermato le sue verità nei confronti di tutte le Bestie di Satana». Lo ha detto il procuratore della repubblica Antonio Pizzi a conclusione dell'incidente probatorio nel quale Andrea Volpe ha raccontato i dettagli dell'omicidio di Chiara Marino e Fabio Tollis.
Come lunedì, anche ieri, la procura è uscita soddisfatta dalla deposizione durata diverse ore. Il presunto leader delle Bestie di satana, infatti, nei primi interrogatori aveva dichiarato di non essere stato presente al duplice omicidio la notte del 17 gennaio 1998. Poi aveva deciso di collaborare e aveva ammesso di aver partecipato di persona all'eliminazione di Fabio e Chiara, negli ultimi interrogatori. Ieri ha confermato tutto: la sua presenza nel bosco, le coltellate e i colpi d mazza alle due giovani vittime, il riccio in bocca per non sentirli urlare, l'urina sui loro cadaveri ormai coperti di terra e l'ultima esortazione «e ora, zombi, camminate se potete».
Volpe ha anche detto che Fabio Tollis è stato ucciso perché non aveva la forza, il coraggio di reggere all'omicidio di Chiara, mentre la ragazza è stata ammazzata perché voleva uscire dal gruppo. «Non c'è una causa precisa, univoca - a spiegato il pm Tiziano Masini, che ha condotto l'inchiesta - e Pizzi ha aggiunto «ci sono anche degli asti personali dietro a questo omicidi».
Volpe, rivelando altri particolari sui riti della setta satanica, ha raccontato di aver bevuto, durante un rito, anche il sangue di Mariangela Pezzotta, ex fidanzata che poi avrebbe ucciso nello chalet di Golasecca lo scorso gennaio. «C'erano umilianti riti di iniziazione per nuovi adepti», ha detto, ma incalzato dalle domande si è rifiutato però di spiegare cosa di trattasse. I riti della setta erano comunque di diverso tipo e proprio durante uno di questi Volpe aveva bevuto il sangue di Mariangela Pezzotta, ma ha negato di aver bevuto quello di un'altra ex fidanzata, Vera.
C'erano poi i riti di maledizione. Il presunto leader delle Bestie di Satana ha raccontato di quanto il gruppo ne eseguì uno contro Stefano Longone, 20 anni, tatuatore di Somma Lombardo. Cinque giorni dopo, il giovane, che non faceva parte della setta e che non era mai stato indotto a prendere droga, mentre si trovava in bicicletta morì travolto da un camion. era il 19 maggio del 1998.
Volpe ha inoltre parlato dell'utilizzo dell'ipnosi, «Era una abitudine dei capi per controllare gli adepti» del gruppo che «per sentito dire» sapeva avere legamo con la setta «X» di Torino. Come il collega Gulotta, anche l'avvocato Salvatore Granata, difensore di Mario Maccione, uno dei coimputati, ha puntato il dito verso l'ipnosi. «Un aspetto da approfondire - ha detto - visto che Volpe ha raccontato che Nicola Sapone dirigeva le sedute in cui i membri della setta cercavano di entrare in trance». Andrea Volpe ha inoltre escluso qualsiasi possibilità che esista un terzo livello, un aspetto sul quale l'indagine pare non sia approdata a nulla. Restano invece da chiarire altri misteri. Come la morte di Cristian Frigerio di Carugate, sparito nel 1996 senza lasciare traccia. Volpe ha detto di non saperne nulla perché all'epoca non era ancora entrato nella setta, ma la madre di Cristian Frigerio è convinta che il figlio avesse delle frequentazioni sataniche.
«Abbiamo dei sospetti, ma nessuna prova - ha ammesso il pm Tiziano Masini, ci manca l'anello di congiunzione per dimostrare che il Frigerio frequentava qualcuno di coloro che noi abbiamo indagato. In questa direzione l'indagine non è chiusa».
Dopo Volpe, l'incidente probatorio è continuato con la deposizione di Pietro Guerrieri che ha confermato le sue precedenti dichiarazioni.
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