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Kate Beckinsale, da «Pearl Harbor» al kolossal su Dracula: «Nei miei film voglio svelare anche i lati oscuri delle donne»
«Non ho una vita dipinta in nero macabro, ma, in lotta con vampiri e licantropi, prima in Underwold e poi braccata da Dracula, dall’Uomo Lupo e da Frankenstein in Val Helsing, la mia natura piuttosto solare ha im parato a convivere con la letteratura del Male e con tutte le ombre dell’inconscio», sorride Kate Beckinsale. La trentunenne attrice inglese di Pearl Harbor , ormai trasferitasi a Los Angeles, è diventata, a sorpresa, una sorta di moderna Barbara Steele (la vampira del cinema di serie B anni ’60) degli incubi gotici più spettacolari. Oltre a essere stata eletta da Hollywood «l’erede di Ava Gardner», che ha incarnato nel film The Aviator di Scorsese. «Ho recitato sempre con lenti a contatto verdi - precisa timida -. Non ho occhi belli come Ava».
Kate sarà sugli schermi in tarda primavera in Van Helsing diretto da Stephen Sommers ( La mummia ), girato a Praga e, in interni, a Hollywood, con effetti speciali stupefacenti. Il leggendario studio Universal, che nel passato con film diventati classici ha avuto l’esclusiva di mostri come Dracula, Frankenstein e L’uomo Lupo, lancerà questo kolossal da oltre 100 milioni di dollari in contemporanea nel mondo. Kate Beckinsale, ex studentessa di Oxford , ha già iniziato a Los Angeles la campagna di lancio del film all’insegna del gotico-horror, una forte tendenza del cinema anche in autunno.
Non ha avuto timore, dopo la sua guerriera vampira in Underwold , di ritornare all’horror?
« No, il cinema dei mostri ha una grande tradizione e offre molte possibilità. In Van Helsing, il cacciatore di mostri protagonista del Dracula di Bram Stoker, volevo recitare con Hugh Jackman, mia spalla nel diciannovesimo secolo per dare la caccia a diaboliche creature. Il cast è eccellente, a cominciare dal conte Dracula-Richard Roxburgh ».
Dracula, nel film, ha tre mogli che volano seminando stragi con denti canini.
« Gli effetti speciali hanno richiesto a tutti noi un lavoro estremo sia fisicamente sia psicologic amente. Le tre mogli del più aristocratico e pericoloso vampiro sono le mie peggiori nemiche sullo schermo, ma sono diventate mie ottime amiche a cominciare dall’italiana Silvia Colloca. Schiava del suo padrone, quasi confondendo vita e finzione, si è fidanzata con l’attore che impersona Dracula. Dopo tutto il lavoro fatto per Underwold, anch’io mi sono legata al regista del mio primo film di licantropi e mi sono trasferita con mia figlia a Hollywood! E’ moderno e interessante il rapporto di sensuale dipendenza psicologica che le donne, con le loro tentazioni più oscure, hanno nei confronti delle creature del Male».
L ei combatte i nemici dell’ombra in Van Helsing , ma sembra subirne la maledizione-attrazione.
« Penso che l’attrazione o la repulsione per queste storie di vampiri e paladini del Male nasca dal fatto che ognuno di noi, volente o nolente, deve spesso fare i conti con certi demoni della natura umana. La mia Anna Valerious sa che una maledizione pesa sulla sua famiglia: mio fratello si trasforma di notte nell’Uomo Lupo. I costumi di Gabriella Pescucci sono straordinari, sembrano usciti da tanti quadri: ho chiesto di conservarne alcuni».
Perché, in un’epoca super tecnologica , ritornano le leggende di Dracula, di Frankenstein...
«Van Helsing ed io sappiamo che, se riusciremo a distruggere chi cerca di stravolgere le regole del mondo civile e di farlo profondare nell’oscurità, la pace sarà più vicina. Ci sono anche temi religiosi attuali nel copione. Credo che, in un’epoca come la nostra, in cui si diventa vampiri di tutto - del sangue dei più deboli, del successo, del potere, dell’ambizione, dell’invidia - i classici dell’orrore siano più che mai attuali come metafora del caos che ci bracca e della paura con la quale, purtroppo, ci stiamo abituando a convivere».
di Giovanna Grassi
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