Il primo teschio fu trovato per caso da un gruppo di bambini che giocavano vicino agli scherzi d'acqua del castello di Herrenhausen. Era una bella giornata di maggio del 1924.
Il secondo teschio emerse neanche due settimane dopo in una gora, in pieno centro di Hannover. Cominciò una ricerca febbrile: il letto del fiume Leine fu sbarrato e passato a setaccio.
Vennero così rinvenuti oltre 500 resti umani, che i medici legali attribuirono ad almeno 22 persone tra i 15 e i 22 anni.
Il colpevole di questi terribili omicidi venne arrestato nel giro di poche settimane, il 23 giugno 1924.
Si trattava di Friedrich Haarmann, prezioso informatore della polizia, "un uomo semplice, dall'aria gentile, affabile e premuroso, estremamente curato, pulito, impeccabile".
In sei anni Haarmann aveva massacrato 27 ragazzi.
Dopo aver avuto con loro rapporti sessuali, li azzannava alla gola e ne beveva il sangue.
I resti venivano venduti al mercato nero o gettati nel fiume.
'Haarmann - Storia di un lupo mannaro' è il titolo della cronaca di quei terribili omicidi e del processo nel quale il mostro di Hannover fu condannato a morte.
Lo scrisse nel '25 il medico e psicologo Theodor Lessing, il quale volle scandagliare il mistero di quella "anomalia della natura" nella quale la fame, la lussuria, la volontà di potenza, ma anche il bisogno di tenerezza, erano indissolubilmente legati all'impulso di uccidere.
Lessing non esitò a puntare il dito anche contro la Germania del suo tempo, nella convinzione che "non si può condannare un serpente senza consegnare alla giustiza anche la palude da cui esso ha tratto nutrimento".
Per aver espresso queste idee, Lessing si inimicò tutti e già nel corso del processo fu espulso dall'aula. A liquidare la faccenda ci pensarono poi i nazisti, che nel '33 lo raggiunsero in Cecoslovacchia, dove era in esilio, e lo assassinarono.