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II Dracula park, la Disneyland dell' orrore, si farà. Lo conferma il ministro del Turismo della Romania, Miron Mitrea, che annuncia: «ll progetto è a buon
punto e in primavera cominceranno i lavori». Da Mitrea, che è anche ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture e vicepresidente del Consiglio,
dipendono, oltre alle strategie, i collegamenti col nuovo parco, che sarà situato nella zona di Snagov, a meno di mezz'ora dalla capitale: «Gli investimenti saranno tutti privati - spiega -. Per ora si pensa a un impegno di 30 milioni di euro, ma sono convinto che la cifra lieviterà», sostiene. Si prevede che il parco potrà essere attivo nell'arco di un paio d'anni, e attirerà, fin dall'inizio, almeno un milione di turisti. Si tratterà di un parco tematico e si articolerà con un ampio ventaglio di offerta, comprendente un campo da golf, un circuito per go-kart, strutture per l’equitazione, una ricostruzione della Romania in miniatura. Le attrazioni a tema comprenderanno un labirinto degli orrori, le catacombe, le montagne russe e il castello dei vampiri. La,
fantasia commerciale si scatenerà nei gadget, che su un tema come quello di Dracula spazieranno dalle dentiere alle bibite rosso-sangue, dai mantelli ai pipistrelli… «Guardiamo con favore l'iniziativa dice Mitrea - ma essa non riveste più una priorità per il governo». In un primo tempo, infatti, l'investimento doveva essere pubblico, mentre ora è affidato al 100% ai capitali privati di provenienza internazionale. Due sono i nomi che già si possono spendere: quello della Coca Cola e della Brau Union, multinazionali che hanno già assicurato il loro impegno in cambio di forniture in esclusiva. Anche l'insediamento è cambiato; troppo «delicata» la zona dei castelli medievali di Sighisoara, protetta dall'Unesco, mentre Snagov può contare su un bacino di 2,3 milioni di abitanti.
Il governo, in tema di turismo, sembra rispecchiare sopratutto le spinte degli ambientalisti: «vogliamo valorizzare l'eco-turismo - dice Mitrea - con strutture nel Delta del Danubio e sui Carpazi, zone che per la bellezza della natura non hanno pari in Europa».
Ma la Romania, che nel 2007 farà il suo ingresso nell'Unione europea, ha ben altre priorità, che vanno dall'adeguamento della rete stradale agli standard europei («Basti un esempio - dice il ministro -: la nostra rete ha standard
sovietici, che prevedevano una portata di 8 tonnellate, mentre gli .standard europei richiedono 11 tonnellate»), alla creazione di autostrade, di cui il Paese è privo: solo qui progetti prevedono investimenti per 2,8 miliardi di euro. È in corso inoltre l'ammodernamento delle ferrovie, che attualmente sono il sistema di trasporto più usato: il 53% delle merci viaggia. in treno (tre volte la media europea) e il 42% dei passeggeri (otto volte la media europea). Delle ferrovie Mitrea va orgoglioso: «Siamo stati i primi in Europa, sei anni fa, a separare l'infrastrutture dall'esercizio; siamo riusciti a ridurre il numero dei dipendenti da 280mila ai 70mila previsti nel 2004».
In forte sviluppo i collegamenti aerei, con un piano di ristrutturazione di tutti gli aeroporti (quello di Bucarest in dieci
anni è passato da 200mila a 4 milioni di passeggeri) e nuovi standard nei controlli di sicurezza messi a punto insieme all'italiana Alenia. La compagnia di bandiera, la Tarom, ha accettato il proprio ridimensionamento in compagnia «regionale» (e cioè europea), affidandosi per i collegamenti intercontinentali all'Alitalia e all'Air France.
«Stiamo trattando il nostro ingresso nell'alleanza SkyTeam» dice il ministro, lamentando egli stesso, tuttavia, che la compagnia, pur avendo drasticamente ridotto le perdite, non sia ancora in pareggio. I collegamenti tra Italia e Romania oggi sono affidati alle due compagnie di bandiera, Alitalia e Tarom, appunto, mentre di recente è entrata in competizione Volareweb.com, che sta sbaragliando i concorrenti grazie al proprio regime tariffario di low cost; alla tratta Venezia-Bucarest si aggiungeranno, tra breve, la Milano-Bucarest e la Roma-Bucarest.
di Paolo Stefanati
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